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FEMMINISTA - Lucio Musto
di Lucio Musto
29 aprile 2006 0:00
 
Femminista


Sei femminista e ti va bene così?.... Brava!

Ma quanti anni hai?... venti?... trenta?... forse quaranta!

E quante cose sai, oltre quelle che ti hanno detto quelle del "Movimento"?...

Perché vedi, è umano che certe cose si dicano e certe altre no! E l'atleta ti parlerà volentieri delle sue dieci medaglie, ma sorvolerà sulle cento gare che ha perso, sul "piede d'atleta" che gli brucia la carne, sulla puzza di sudore e gli scherni dello spogliatoio...

Sono costi da pagare, quelli, certo! - nulla si può avere per nulla - lo sanno tutti!...
Ma quanto alto è quel prezzo? Quanto hai pagato tu, donna, per definirti oggi libera e femminista?... Non lo chiedere alle dirigenti del Movimento!... loro ti risponderanno "un prezzo adeguato!", ma non potrebbero risponderti diversamente senza dimettersi!

Non credo sia stato mai fatto un calcolo oggettivo di quanto abbiano giovato all'emancipazione della donna le manifestazioni di piazza e quanto la tecnologia,
quanto il bruciare i camici e quanto lavatrici e aspirapolvere, quanto le classi miste e quanto la Vespa, quanto l'entrare in fabbrica e quanto la trebbiatrice e la sarchiatrice a motore, quanto il bruciare i reggipetto e quanto l'invenzione del nylon per le calze...
Ogni conquista costa, ma tante cose avverrebbero comunque rendendo dei costi sprecati, e certe conquiste, illusorie.
Mia madre si è laureata, unica fra tre figlie ed un figlio, nel ?24. Mia figlia si è laureata, unica fra tre figlie ed un figlio, nel '90.
Certo, le figlie le abbiamo mandate a scuola tutte... ma tale e quale come i figli. L'analfabetismo è scomparso per le ragazze contemporaneamente che ai ragazzi, se ci facciamo caso; Ed è strumentale dire "non sarebbe stato così se non avessimo lottato"; sarebbe stato comunque così.

Ma per guadagnarti questi "diritti", donna, ci hai perso in "privilegi"... e ci hai perso in potere. Per il diritto di andare in Parlamento, ti sei persa la casa. O meglio, per mandare qualcuna a governare su qualcosa hai perduto il regno prezioso della famiglia per tutte!

Se ti "metti in carriera", lo sai anche se lo neghi, svendi il tuo ruolo di mamma alla "baby sitter" mercenaria, e se nella carriera non riesci, cedi il tuo figlio al "Nido", che meglio dell'orfanatrofio è, ma... non tanto meglio. Infatti è un Nido con le Maestre, ma senza mamme!
In alternativa, non ti resta che rinunziare al tuo obiettivo più alto, trasformandoti in essere androgino e non ti serve più, appunto, l'essere donna.

Vuoi fare il soldato, il muratore, il minatore... è un tuo diritto! Scimmiottando una rudezza che non è tua, nascondendo la finezza dello spirito gentile.

Ostenti muscoli che non hai per nascondere un sorriso di cui ormai ti vergogni.
A chi ti è intorno non resta che adeguarsi... tanto ormai è fatta!... E magari, a volte, maliziosamente profittare di qualche tua difficoltà.

Donna, che tu non ci abbia guadagnato tutto quanto vanno dicendo, col femminismo, mi pare evidente, anche se di strada ne hai fatta. Ma considerando quanto ci hai perso, mi sorge il ragionevole dubbio: "il gioco, ne è valso la candela?... o ti hanno buggerato un'altra volta?".

Ad analisti più bravi di me, l'incerta sentenza!

Lucio Musto 29 aprile 2006 parole 525
 
 
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