Finanziamenti negati.
Sono disperato. Lavoro dal 1981 alle dipendenze dell' Amministrazione statale. Nel 1994 ho acquistato per l. 160.000.000 dall' impresa costruttrice un immobile destinato a 1^ casa, di cui la metà con pagamento in contanti e metà con accollo di quota del mutuo ipotecario edilizio decennale. Dopo tre anni di pagamenti regolari, per varie vicissitudini dovute anche a cattiva gestione personale, non ho potuto fare fronte alle scadenze previste. Ho richiesto alla Sicilcassa ( ora Banco di Sicilia ) un piano di rientro e contemporaneamente la rinegoziazione del mutuo con i nuovi tassi. Mi è stata negata la rinegoziazione ed accettato il piano di rientro che ho sostenuto con immensi sacrifici per circa un anno. Naturalmente è sempre la banca ad avere il coltello dalla parte del manico ! Nonostante ciò il capitale insoluto andava via via crescendo, fino a quando il Banco di Sicilia nel 2002 ha avviato l' azione legale per il recupero del credito. Fino al 1998 ho pagato lire 43.000.000 comprensivi di interessi e capitale, ma il Banco di Sicilia adesso reclama 55.000,00 Euro, addirittura più della quota capitale! Ho costatato da poco di essere presente nelle centrali rischi di Banca d' Italia e adesso anche in quelle private con la posizione di sofferenza, per verbale di pignoramento immobiliare. Non avere accesso al credito è una situazione di estremo disagio, di frustrazione e di impotenza. E' in atto un contenzioso con il citato istituto di credito con causa iscritta al Tribunale di Siracusa, ed è mia intenzione saldare il debito con una giusta ed equa transazione. Nel frattempo passano gli anni, ed io e mia moglie pensiamo di realizzare qualcosa per i miei due figli. Quindici giorni fà abbiamo sottoscritto un compromesso di acquisto per un' altro immobile destinato ai miei figli. Prezzo ¤ 70.000,00 - in acconto al compromesso ¤ 10.000,00. Il problema è questo: nessun istituto bancario mi fà credito per la mia " fedina " creditizia. Non posso nemmeno acquistare un ferro da stiro a rate ! Ho provato a proporre allo stesso istituto la concessione di un mutuo che accorpi la sofferenza e l' acquisto della casa con esito negativo. " Prima deve togliere la sofferenza .." mi hanno detto all' ufficio legale. Ed intanto io e la mia famiglia soffriamo sempre di più. La mia domanda è: c'è un modo per potere accedere al credito che non siano le onerose cessioni del quinto o di rivolgersi a persone di dubbia fiducia ? C'è un modo per potere sospendere la visibilità dei dati iscritti nelle centrali rischi ed accedere quindi agevolmente alla concessione di un mutuo considerato che devo stipulare il rogito entro gennaio 2007 ? Qualcuno mi dia lumi. Grazie per l' aiuto.