Finte banche straniere
Pochi giorni orsono hanno aperto a Parma una filiale della Deutsche
Bank, una grossa delusione. Da anni si discute del perche' e percome
gli stranieri non vengano in Italia con le loro banche: Circolano
parecchie teorie: che la circolazione dei capitali, come di tante
altre cose, non sia affatto libera, perche' ai Trattati che enunciano
chissa' cosa si contrappongono norme mai abrogate e che bloccano
tutto; che il mercato italiano non sia gran che; che occorrano chi sa
che autorizzazioni dalla Banca di Italia e chissa' quanti altri enti,
che non le danno realizzando di fatto una politica protezionista.
Quello che avevo notato io, gia' prima di partecipare alla
inaugurazione della DB di Parma, e' un po' tutti tendono a scoraggiare
chi voglia portare i propri soldi all'estero, il fisco mettendo
aliquote penalizzanti sui capitali all'estero, cosi' da vanificare i
maggiori interessi che si potrebbero ottenere altrove, le banche e le
finanziarie imponendo commissioni piu' alte per chi detiene titoli o
azioni all'estero, o emessi da Stati stranieri. Per venire alla DB,
premesso che non mi e' chiaro in che misura i fondi cosidetti di
diritto lussemburghese o austriaco o altro si possano sottrarre alla
legislazione italiana (ad esempio per non dover pagare l'odioso bollo
annuale introdotto nel 1984, quando avrebbero fatto meglio a impiccare
certi prefetti dove l'alluvione uccise un'80 persone), i signori della
DB in pratica mi hanno detto che loro della DB hanno solo il nome, e
neanche quello, perche' non ostante sulla pubblicita' si facciano
chiamare Deutsche Bank essi non sono la Deutsche Bank, ma la Deutsche
Bank Italiana, che e' tutta un'altra cosa. Quando ho chiesto loro se
erano in grado di aprirmi un conto sulla DB vera, quella tedesca, o
magari austriaca o slovena, mi hanno detto che non potevano, che non
potevano agire come sportello della DB vera (e quindi risparmiarmi un
viaggio in Germania qualora volessi aprire un conto) e che anzi non
erano nemmeno in grado di darmi informazioni in merito. Attenti quindi
a chi, banche o altro, si fa bello dietro il nome e la fama di qualche
marchio prestigioso, e alla fine si rileva non essere sostanzialmente
nulla piu' della banca rurale di Zagarolo o peggio.
Paolo
Bank, una grossa delusione. Da anni si discute del perche' e percome
gli stranieri non vengano in Italia con le loro banche: Circolano
parecchie teorie: che la circolazione dei capitali, come di tante
altre cose, non sia affatto libera, perche' ai Trattati che enunciano
chissa' cosa si contrappongono norme mai abrogate e che bloccano
tutto; che il mercato italiano non sia gran che; che occorrano chi sa
che autorizzazioni dalla Banca di Italia e chissa' quanti altri enti,
che non le danno realizzando di fatto una politica protezionista.
Quello che avevo notato io, gia' prima di partecipare alla
inaugurazione della DB di Parma, e' un po' tutti tendono a scoraggiare
chi voglia portare i propri soldi all'estero, il fisco mettendo
aliquote penalizzanti sui capitali all'estero, cosi' da vanificare i
maggiori interessi che si potrebbero ottenere altrove, le banche e le
finanziarie imponendo commissioni piu' alte per chi detiene titoli o
azioni all'estero, o emessi da Stati stranieri. Per venire alla DB,
premesso che non mi e' chiaro in che misura i fondi cosidetti di
diritto lussemburghese o austriaco o altro si possano sottrarre alla
legislazione italiana (ad esempio per non dover pagare l'odioso bollo
annuale introdotto nel 1984, quando avrebbero fatto meglio a impiccare
certi prefetti dove l'alluvione uccise un'80 persone), i signori della
DB in pratica mi hanno detto che loro della DB hanno solo il nome, e
neanche quello, perche' non ostante sulla pubblicita' si facciano
chiamare Deutsche Bank essi non sono la Deutsche Bank, ma la Deutsche
Bank Italiana, che e' tutta un'altra cosa. Quando ho chiesto loro se
erano in grado di aprirmi un conto sulla DB vera, quella tedesca, o
magari austriaca o slovena, mi hanno detto che non potevano, che non
potevano agire come sportello della DB vera (e quindi risparmiarmi un
viaggio in Germania qualora volessi aprire un conto) e che anzi non
erano nemmeno in grado di darmi informazioni in merito. Attenti quindi
a chi, banche o altro, si fa bello dietro il nome e la fama di qualche
marchio prestigioso, e alla fine si rileva non essere sostanzialmente
nulla piu' della banca rurale di Zagarolo o peggio.
Paolo