FISCO: CGIA, EVASI IN ITALIA 311 MLD EURO
Dati alla mano centro studi artigiani di mestre
(AGI) - Roma, 12 ago. - Nonostante gli aumenti delle entrate fiscali il sommerso e' sempre attraente. L'imponibile evaso in Italia, infatti, e' di circa 311 miliardi di euro l'anno pari a circa il un quarto del Pil nazionale. In termini di imposte (dirette, indirette e contributive) sottratte all'erario siamo nell'ordine dei 125/130 miliardi di euro.
E' questa la stima calcolata dalla Cgia di Mestre, che ha cercato di mappare questo fenomeno individuando 4 grandi aree di evasione/elusione fiscale presenti nel nostro Paese: l'economia sommersa, l'economia criminale, l'evasione/elusione delle grandi imprese e quella dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese.La prima tipologia e' la piu' diffusa e riguarda l'economia sommersa che, secondo l'Istat, sottrae al fisco italiano circa 200 miliardi di euro l'anno. L'esercito di lavoratori in nero e' composto da oltre 3 milioni di unita' di lavoro standard. Di questi 2.600.000 sono lavoratori dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro.
La seconda e' l'economia criminale realizzata dalle grandi organizzazioni mafiose, che in almeno 3 regioni del Mezzogiorno controllano gran parte dell'economia di quei territori. Secondo la Dia (Direzione Investigativa Antimafia) il giro di affari non 'contabilizzati' si attesta sui 100 miliardi di euro l'anno.
La terza area e' quella composta dalle grandi societa' di capitali. Secondo i dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze, il 50% delle grandi societa' di capitali italiane dichiara per piu' anni redditi negativi o pari a zero e un altro 17% dichiara meno di 10.000 euro. In pratica su un totale di quasi 770.000 societa' di capitali il 50% non versa un euro al fisco italiano, almeno per quanto riguarda le imposte sul reddito. Il Ministero stima un'evasione/elusione fiscale attorno ai 7 miliardi di euro.
Infine c'e' l'evasione dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese dovuta alla mancata emissione di scontrini, ricevute e fatture fiscali che sottrae all'erario circa 4 miliardi di euro l'anno. "Certo - sottolinea Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - queste 4 aree sono in parte sovrapponibili e gli oltre 310 miliardi di imponibile evaso altro non sono che una stima. Tuttavia, va detto che il risultato della nostra analisi e' simile all'esito ottenuto dal professor Friedrich Schneider, dell'universita' austriaca di Linz, che in un suo recente studio ha calcolato l'incidenza dell'economia sommersa sul Pil italiano pari al 25,7%".
(AGI) - Roma, 12 ago. - Nonostante gli aumenti delle entrate fiscali il sommerso e' sempre attraente. L'imponibile evaso in Italia, infatti, e' di circa 311 miliardi di euro l'anno pari a circa il un quarto del Pil nazionale. In termini di imposte (dirette, indirette e contributive) sottratte all'erario siamo nell'ordine dei 125/130 miliardi di euro.
E' questa la stima calcolata dalla Cgia di Mestre, che ha cercato di mappare questo fenomeno individuando 4 grandi aree di evasione/elusione fiscale presenti nel nostro Paese: l'economia sommersa, l'economia criminale, l'evasione/elusione delle grandi imprese e quella dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese.La prima tipologia e' la piu' diffusa e riguarda l'economia sommersa che, secondo l'Istat, sottrae al fisco italiano circa 200 miliardi di euro l'anno. L'esercito di lavoratori in nero e' composto da oltre 3 milioni di unita' di lavoro standard. Di questi 2.600.000 sono lavoratori dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro.
La seconda e' l'economia criminale realizzata dalle grandi organizzazioni mafiose, che in almeno 3 regioni del Mezzogiorno controllano gran parte dell'economia di quei territori. Secondo la Dia (Direzione Investigativa Antimafia) il giro di affari non 'contabilizzati' si attesta sui 100 miliardi di euro l'anno.
La terza area e' quella composta dalle grandi societa' di capitali. Secondo i dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze, il 50% delle grandi societa' di capitali italiane dichiara per piu' anni redditi negativi o pari a zero e un altro 17% dichiara meno di 10.000 euro. In pratica su un totale di quasi 770.000 societa' di capitali il 50% non versa un euro al fisco italiano, almeno per quanto riguarda le imposte sul reddito. Il Ministero stima un'evasione/elusione fiscale attorno ai 7 miliardi di euro.
Infine c'e' l'evasione dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese dovuta alla mancata emissione di scontrini, ricevute e fatture fiscali che sottrae all'erario circa 4 miliardi di euro l'anno. "Certo - sottolinea Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - queste 4 aree sono in parte sovrapponibili e gli oltre 310 miliardi di imponibile evaso altro non sono che una stima. Tuttavia, va detto che il risultato della nostra analisi e' simile all'esito ottenuto dal professor Friedrich Schneider, dell'universita' austriaca di Linz, che in un suo recente studio ha calcolato l'incidenza dell'economia sommersa sul Pil italiano pari al 25,7%".