Fondi flessibili? No grazie
Tornano di moda i fondi flessibili o "total return".
Un modo per aumentare le commissioni e sganciarsi da quell'infame benchmark che smerda continuamente quasi tutte le gestioni dei fondi.
Ormai è chiaro che i fondi a gestione "attiva" non riescono a performare nemmeno come il benchmark (sebbene questo sia spesso al netto dei dividendi!) ed i fondi a gestione passiva (Etf) facciano meglio e costino meno.
E allora cosa si inventano i gestori?
I fondi flessibili: non dichiaro il benchmark, la gestione può investire in obbligazioni e azione come le pare, dichiaro solo un obiettivo di investimento (ovviamente non garantito).
Peccato che una cosa del genere non abbia alcun senso e costi di più di un normale fondo (circa il 2% all'anno di gestione); il sottoscrittore NON HA IDEA di quale sia il reale rischio dell'investimento perchè le percentuali di investimento possono variare liberamente da 0 a 100. E così nascondendosi dietro al fumo dell'obiettivo di rendimento (facendo però sparire il benchmark) si nascondono i reali rischi ai quali è andato incontro l'investitore ed i reali costi di una proposta del genere.
Perchè delegare al gestore anche la mia propensione al rischio in modo non trasparente?? E cosa mi dice che i gestori, che non riescono mai a fare meglio del mercato nel quale investano, possano in questo modo riuscirci?
E soprattutto perchè far guadagnare ancora di più il gestore per un servizio di nessun valore o forse più dannoso che altro?
Il consiglio per chi investe è sempre quello di scegliere strumenti facili, trasparenti e liquidi, che si possano comprendere totalmente, sia come costi che come rischio.
Alla larga dei fondi flessibili, dai prodotti strutturati e dalle polizze, che nascono apposta per mascherare i costi ed "ingabbiare" il cliente per anni ed anni dietro false promesse.
Un modo per aumentare le commissioni e sganciarsi da quell'infame benchmark che smerda continuamente quasi tutte le gestioni dei fondi.
Ormai è chiaro che i fondi a gestione "attiva" non riescono a performare nemmeno come il benchmark (sebbene questo sia spesso al netto dei dividendi!) ed i fondi a gestione passiva (Etf) facciano meglio e costino meno.
E allora cosa si inventano i gestori?
I fondi flessibili: non dichiaro il benchmark, la gestione può investire in obbligazioni e azione come le pare, dichiaro solo un obiettivo di investimento (ovviamente non garantito).
Peccato che una cosa del genere non abbia alcun senso e costi di più di un normale fondo (circa il 2% all'anno di gestione); il sottoscrittore NON HA IDEA di quale sia il reale rischio dell'investimento perchè le percentuali di investimento possono variare liberamente da 0 a 100. E così nascondendosi dietro al fumo dell'obiettivo di rendimento (facendo però sparire il benchmark) si nascondono i reali rischi ai quali è andato incontro l'investitore ed i reali costi di una proposta del genere.
Perchè delegare al gestore anche la mia propensione al rischio in modo non trasparente?? E cosa mi dice che i gestori, che non riescono mai a fare meglio del mercato nel quale investano, possano in questo modo riuscirci?
E soprattutto perchè far guadagnare ancora di più il gestore per un servizio di nessun valore o forse più dannoso che altro?
Il consiglio per chi investe è sempre quello di scegliere strumenti facili, trasparenti e liquidi, che si possano comprendere totalmente, sia come costi che come rischio.
Alla larga dei fondi flessibili, dai prodotti strutturati e dalle polizze, che nascono apposta per mascherare i costi ed "ingabbiare" il cliente per anni ed anni dietro false promesse.