FORLEO e i politici complici
Giuseppe incontra Francesco e gli illustra il piano che intende attuare per rapinare una banca; Francesco invita Giuseppe a incontrare Angelo, esperto informatico specializzato in sistemi di sicurezza. Un paio di giorni dopo Angelo chiama Francesco e lo informa che ha incontrato Giuseppe e gli ha dato qualche dritta. Il colpo fallisce perché come talvolta succede non tutto va come dovrebbe.
Può Francesco essere indagato per complicità in tentata rapina? Probabilmente Francesco avrà facile difesa nel sostenere che pensava si trattasse di uno scherzo e niente più; d'altra parte, non avrebbe avuto alcun ritorno dal successo del colpo; in cosa consiste dunque la sua complicità? Sul piano penale forse potrebbe anche cavarsela ma sul piano lessicale, linguistico, è corretto definire Francesco un complice?
Garzanti: s. m. e f. chi partecipa con altri all'esecuzione di un reato, o con altri commette un'azione comunque riprovevole, o ne favorisce indirettamente l'attuazione agg. 1 che favorisce un'azione riprovevole; connivente: il buio fu complice dei ladri | (fig.) che favorisce in genere: complice il comune amore per il teatro, i due simpatizzarono subito
2 che rivela connivenza, intesa: un silenzio, uno sguardo complice.
De Mauro: s.m. e f., chi partecipa con altri a un delitto o a un'azione riprovevole o ne favorisce il compimento; agg., che favorisce un'azione, un comportamento spec. riprovevole: il buio è c. dei malviventi, l'interesse per la lettura fu c. della loro amicizia; agg., che rivela intesa: uno sguardo c.
Vediamo allora in cosa consisterebbe l'eccesso della Forleo, le valutazioni non pertinenti inserite dalla Forleo nella richiesta di autorizzazione inviata al parlamento.
Il gip Forleo informa il Parlamento che i politici intercettati non erano semplici tifosi ma complici degli "scalatori".
Che tra gli "scalatori" e i politici ci fosse intesa mi sembra difficilmente contestabile.
Che i politici si siano prodigati per gli "scalatori", incontrando per esempio il governatore della Banca d'Italia, mi sembra cosa ormai nota e incontestata (resta forse da appurare il valore e il contenuto di tali interventi; e questa non sarà cosa semplice poiché Fazio ha raccontato di aver incontrato Fassino e Bersani ma probabilmente non dirà tutto ciò che si sono detti su Unipol e il piano di Consorte, diversamente rischierebbe di appesantire la propria posizione giudiziaria).
Se quello di Ricucci, Consorte e altri era un piano criminoso, i politici "intercettati" non possono certo dire di non essere a conoscenza di tali piani. Tale partecipazione - anche indiretta - ai piani criminosi in italiano si definisce complicità. Con l'aggravante che se il piano fosse riuscito una parte politica ne avrebbe tratto beneficio: le scalate avevano la finalità di "cambiare il volto del potere italiano" (parole del senatore Nicola Latorre).
"A parere di questa autorità giudiziaria, sarà proprio il placet del Parlamento a rendere possibile la procedibilità penale nei confronti dei suoi membri i quali, all'evidenza, appaiono non passivi percettori di informazioni pur penalmente rilevanti, ma consapevoli complici di un disegno criminoso" (gip Forleo).
Ineccepibile Forleo: i pm hanno fatto la scelta di non iscrivere nel registro degli indagati i politici coinvolti nelle intercettazioni ma poiché per utilizzare nel processo le intercettazioni in cui sono coinvolti rappresentanti del Parlamento è necessaria l'autorizzazione dell'Assemblea, il gip informa i politici coinvolti che sarà proprio l'eventuale placet parlamentare che consentirà l'avvio di un procedimento penale nei loro confronti. Poteva la Forleo limitarsi a chiedere l'autorizzazione per l'utilizzo delle intercettazioni nei confronti degli indagati fingendo di trattare i politici coinvolti come semplici spettatori? O doveva la Forleo per il dovuto rispetto che si deve all'istituzione Parlamento precisare che con questa autorizzazione si apriva anche la strada per l'incriminazione di alcuni dei membri del Parlamento?
La scelta della Forleo è sul piano procedurale probabilmente border line ma improntata al massimo rispetto delle istituzioni.
Coloro che hanno fatto della "non rilevanza penale" il metro di valutazione dell'azione politica stiano ben accorti.
La rilevanza penale c'è eccome e comunque francamente non m'interessa mi basta il valore politico dell'operato dei berlusconiani Fassino, D'Alema, Bersani.
La rilevanza politica è già una sentenza di condanna senza appello. Una politica che vuole legiferare, arbitrare, giocare è una politica squalificata.
Può Francesco essere indagato per complicità in tentata rapina? Probabilmente Francesco avrà facile difesa nel sostenere che pensava si trattasse di uno scherzo e niente più; d'altra parte, non avrebbe avuto alcun ritorno dal successo del colpo; in cosa consiste dunque la sua complicità? Sul piano penale forse potrebbe anche cavarsela ma sul piano lessicale, linguistico, è corretto definire Francesco un complice?
Garzanti: s. m. e f. chi partecipa con altri all'esecuzione di un reato, o con altri commette un'azione comunque riprovevole, o ne favorisce indirettamente l'attuazione agg. 1 che favorisce un'azione riprovevole; connivente: il buio fu complice dei ladri | (fig.) che favorisce in genere: complice il comune amore per il teatro, i due simpatizzarono subito
2 che rivela connivenza, intesa: un silenzio, uno sguardo complice.
De Mauro: s.m. e f., chi partecipa con altri a un delitto o a un'azione riprovevole o ne favorisce il compimento; agg., che favorisce un'azione, un comportamento spec. riprovevole: il buio è c. dei malviventi, l'interesse per la lettura fu c. della loro amicizia; agg., che rivela intesa: uno sguardo c.
Vediamo allora in cosa consisterebbe l'eccesso della Forleo, le valutazioni non pertinenti inserite dalla Forleo nella richiesta di autorizzazione inviata al parlamento.
Il gip Forleo informa il Parlamento che i politici intercettati non erano semplici tifosi ma complici degli "scalatori".
Che tra gli "scalatori" e i politici ci fosse intesa mi sembra difficilmente contestabile.
Che i politici si siano prodigati per gli "scalatori", incontrando per esempio il governatore della Banca d'Italia, mi sembra cosa ormai nota e incontestata (resta forse da appurare il valore e il contenuto di tali interventi; e questa non sarà cosa semplice poiché Fazio ha raccontato di aver incontrato Fassino e Bersani ma probabilmente non dirà tutto ciò che si sono detti su Unipol e il piano di Consorte, diversamente rischierebbe di appesantire la propria posizione giudiziaria).
Se quello di Ricucci, Consorte e altri era un piano criminoso, i politici "intercettati" non possono certo dire di non essere a conoscenza di tali piani. Tale partecipazione - anche indiretta - ai piani criminosi in italiano si definisce complicità. Con l'aggravante che se il piano fosse riuscito una parte politica ne avrebbe tratto beneficio: le scalate avevano la finalità di "cambiare il volto del potere italiano" (parole del senatore Nicola Latorre).
"A parere di questa autorità giudiziaria, sarà proprio il placet del Parlamento a rendere possibile la procedibilità penale nei confronti dei suoi membri i quali, all'evidenza, appaiono non passivi percettori di informazioni pur penalmente rilevanti, ma consapevoli complici di un disegno criminoso" (gip Forleo).
Ineccepibile Forleo: i pm hanno fatto la scelta di non iscrivere nel registro degli indagati i politici coinvolti nelle intercettazioni ma poiché per utilizzare nel processo le intercettazioni in cui sono coinvolti rappresentanti del Parlamento è necessaria l'autorizzazione dell'Assemblea, il gip informa i politici coinvolti che sarà proprio l'eventuale placet parlamentare che consentirà l'avvio di un procedimento penale nei loro confronti. Poteva la Forleo limitarsi a chiedere l'autorizzazione per l'utilizzo delle intercettazioni nei confronti degli indagati fingendo di trattare i politici coinvolti come semplici spettatori? O doveva la Forleo per il dovuto rispetto che si deve all'istituzione Parlamento precisare che con questa autorizzazione si apriva anche la strada per l'incriminazione di alcuni dei membri del Parlamento?
La scelta della Forleo è sul piano procedurale probabilmente border line ma improntata al massimo rispetto delle istituzioni.
Coloro che hanno fatto della "non rilevanza penale" il metro di valutazione dell'azione politica stiano ben accorti.
La rilevanza penale c'è eccome e comunque francamente non m'interessa mi basta il valore politico dell'operato dei berlusconiani Fassino, D'Alema, Bersani.
La rilevanza politica è già una sentenza di condanna senza appello. Una politica che vuole legiferare, arbitrare, giocare è una politica squalificata.