Fregati due volte
Chi scrive è uno dei tanti investitori/risparmiatori italiani che in questi giorni si trova impotente davanti al tracollo dei mercati finanziari, ma ancora più impotente davanti all'evidente crisi bancaria che si è profilata in queste ultime settimane.
Come risaputo, il fallimento anche solo di alcuni istituti, porterebbe molti risparmiatori a subire conseguenze economiche gravissime, con evidenti ripercussioni sull'intero sistema paese. Bene ha fatto dunque il Governo a garantire sostegno finanziario alle banche in difficoltà; tuttavia è palese che questo intervento, anche se teso in ultima analisi alla tutela del risparmiatore/investitore, ha l'immediato obiettivo di tenere a galla quegli istituti che in un'economia trasparente e più responsabile, avrebbero dovuto chiudere da tempo (con la normale gradualità che contraddistingue settori economici che manifestano incapacità professionale) e che oggi conservano indubbiamente la maggiore responsabilità di quanto accade.
Ciò detto, per evidenziare un aspetto a mio avviso di non poco conto che vorrei sottoporre all'attenzione dei lettori; se è vero infatti, che in ultima analisi è il contribuente che dove sostenere la crisi bancaria (mediante denaro pubblico) è anche altrettanto vero che lo stesso risparmiatore/investitore risulta essere stato prima convinto da poco coscienziosi consulenti bancari ad effettuare investimenti sbagliati e ora si ritrova a dover ripianare le loro malefatte.
Ora... ben capendo che le banche devono evidentemente "sopravvivere", e ben capendo che la firma sugli investimenti fatti non distoglie una quota parte di responsabilità da parte del sottoscrittore che agisce con piena autonomia e senso critico; è però altrettanto giusto, che le banche (società private) dovrebbero, mediante un meccanismo di attribuzione che rimando ad esperti, restituire "il credito" che oggi, con senso di responsabilità copre il contribuente. Ciò potrebbe avvenire ad esempio mediante l'attribuzione, anche forfettaria, di quote azionarie bancarie sul portofaglio degli investitori e offrendo la medesima opportunità anche a tutti gli altri cittadini. Per i portatori di mutuo casa o di prestiti bancari, sarebbe corretto effettuare un ricalcolo più contenuto delle rate in base al sostegno pubblico che ne verrà.
Come risaputo, il fallimento anche solo di alcuni istituti, porterebbe molti risparmiatori a subire conseguenze economiche gravissime, con evidenti ripercussioni sull'intero sistema paese. Bene ha fatto dunque il Governo a garantire sostegno finanziario alle banche in difficoltà; tuttavia è palese che questo intervento, anche se teso in ultima analisi alla tutela del risparmiatore/investitore, ha l'immediato obiettivo di tenere a galla quegli istituti che in un'economia trasparente e più responsabile, avrebbero dovuto chiudere da tempo (con la normale gradualità che contraddistingue settori economici che manifestano incapacità professionale) e che oggi conservano indubbiamente la maggiore responsabilità di quanto accade.
Ciò detto, per evidenziare un aspetto a mio avviso di non poco conto che vorrei sottoporre all'attenzione dei lettori; se è vero infatti, che in ultima analisi è il contribuente che dove sostenere la crisi bancaria (mediante denaro pubblico) è anche altrettanto vero che lo stesso risparmiatore/investitore risulta essere stato prima convinto da poco coscienziosi consulenti bancari ad effettuare investimenti sbagliati e ora si ritrova a dover ripianare le loro malefatte.
Ora... ben capendo che le banche devono evidentemente "sopravvivere", e ben capendo che la firma sugli investimenti fatti non distoglie una quota parte di responsabilità da parte del sottoscrittore che agisce con piena autonomia e senso critico; è però altrettanto giusto, che le banche (società private) dovrebbero, mediante un meccanismo di attribuzione che rimando ad esperti, restituire "il credito" che oggi, con senso di responsabilità copre il contribuente. Ciò potrebbe avvenire ad esempio mediante l'attribuzione, anche forfettaria, di quote azionarie bancarie sul portofaglio degli investitori e offrendo la medesima opportunità anche a tutti gli altri cittadini. Per i portatori di mutuo casa o di prestiti bancari, sarebbe corretto effettuare un ricalcolo più contenuto delle rate in base al sostegno pubblico che ne verrà.