Per Gaetano Della Corte
E' il testo di una canzone dei Rush, gruppo metal canadese degli anni '80.
Il disco è Hemispheres del 1978
Questo testo te lo dedico a te per quei bellissimi mesi in cui due anime libere si sono incontrati in un call center
"Ho memoria e consapevolezza, ma non ho forma né aspetto.
Come uno spirito senza corpo, io sono morto e ancora non sono nato.
Sono passato nell'olimpo,
Come era narrato nelle storie dell'antichità,
Verso la città degli immortali,
Marmo bianco e oro purissimo.
Verso l'alto vedo gli dei scatenarsi in battaglia,
Fulmini attraverso il cielo.
Non posso muovermi. Non posso nascondermi.
Sento un silenzioso urlo nascere dentro.
"Allora tutto ad un tratto il caos cessò.
Cadde il silenzio, una pace improvvisa.
I combattenti udirono il mio urlo silenzioso,
E fermarono la loro lotta, mistificati.
Apollo era attonito. Dionisio mi pensò matto.
Ma dopo ascoltarono la mia storia,
E si meravigliarono e rattristarono,
Guardando giù dall'Olimpo verso un mondo di dubbi e paure;
La sua superficie frantumata
in tristi emisferi.
Si sedettero un momento in silenzio.
Poi si girarono all'ultimo verso di me:
"Ti chiameremo Cygnus. Sarai il Dio dell'Equilibrio".
Il disco è Hemispheres del 1978
Questo testo te lo dedico a te per quei bellissimi mesi in cui due anime libere si sono incontrati in un call center
"Ho memoria e consapevolezza, ma non ho forma né aspetto.
Come uno spirito senza corpo, io sono morto e ancora non sono nato.
Sono passato nell'olimpo,
Come era narrato nelle storie dell'antichità,
Verso la città degli immortali,
Marmo bianco e oro purissimo.
Verso l'alto vedo gli dei scatenarsi in battaglia,
Fulmini attraverso il cielo.
Non posso muovermi. Non posso nascondermi.
Sento un silenzioso urlo nascere dentro.
"Allora tutto ad un tratto il caos cessò.
Cadde il silenzio, una pace improvvisa.
I combattenti udirono il mio urlo silenzioso,
E fermarono la loro lotta, mistificati.
Apollo era attonito. Dionisio mi pensò matto.
Ma dopo ascoltarono la mia storia,
E si meravigliarono e rattristarono,
Guardando giù dall'Olimpo verso un mondo di dubbi e paure;
La sua superficie frantumata
in tristi emisferi.
Si sedettero un momento in silenzio.
Poi si girarono all'ultimo verso di me:
"Ti chiameremo Cygnus. Sarai il Dio dell'Equilibrio".