A Gaza Israele difende il suo diritto alla vita
Moltissimi media stanno accusando Israele di eccessiva durezza per questa sua reazione difensiva, contro il lancio di qassam, dimenticando totalmente quegli israeliani, uomini donne e bambini che sono morti o feriti a causa del lancio dei razzi, come se per il solo fattore che quegli uomini quelle donne o quei bambini fossero ebrei, giustificasse in qualche modo le bestialità, terroristiche, cui erano stati sottoposti, da parte di membri legati all'organizzazione terroristica di Hamas. Purtroppo questo è il modo di ragionare corrente che oltretutto non tiene conto della realtà del popolo palestinese che è da sempre un ostaggio dei suoi capi più sanguinari.
A titolo personale mi domando anche perché si condanna Israele che manda l'esercito a Gaza e si trova normale che la Turchia intervenga contro il Pkk nel nord dell'Iraq. Cioè, per quale ragione i due comportamenti, in realtà molto simili, vengono giudicati in modo diametralmente opposto e valutati con un risalto mediatico assai diverso. Come se le persecuzioni svoltesi da secoli, nei confronti dei curdi così come anche i sufi, all'interno del mondo islamico, non meritassero più attenzione.
Quei media che oggi crocifiggono Israele non tengono in alcun conto la cultura di fede islamista per quando è riguardante la guerra santa o, Jihad. Dar al-harb è la definizione di uno dei tre territori data da giuristi e teologi musulmani per distinguere le differenti fasi della Jihad. Il territorio della guerra popolato dagli infedeli, nel quale la guerra è obbligatoria finchè essi rifiuteranno di riconoscere la sovranità islamica, che è chiamata dar al-islam, cioè territorio in cui l'islam regna. Il terzo territorio, è chiamato dar al-suhl, ed è quello in cui gli infedeli ottengono, in cambio di pagamenti di tributi, la cessazione (provvisoria) delle ostilità, impegnandosi inoltre a non ostacolare l'espansione dell'islam. E' chiaro che sia in Iraq che in Afganistan, e nei territori palestinesi, i terroristi si son ormai ritrovati a combattere su terreni inversi da quelli che avrebbero voluto.
Dalla striscia Gaza, i terroristi dell'organizzazione terroristica di Hamas, seguitando a lanciare razzi contro la popolazione di Israele, hanno provocato la reazione difensiva di quest'ultima e, devono ormai combattere solo a casa loro, grazie alla barriera difensiva israeliana.
Israele, entrando a Gaza e contrastando i terroristi palestinesi, non sta lottando solo per la propria sopravvivenza, lotta anche per l'occidente che ha in seno parecchi politici, ostili a Israele, e, asserviti all'islam peggiore quello dalla faccia violenta. Se dar al-harb, adesso invece che a casa nostra, oggi, è ancora all'interno di dar al-islam ciò è grazie agli Usa e a Israele; la stessa Israele cui arbitrariamente si vorrebbe negare il diritto alla difesa.
Per percorrere la lama affilata di una spada
Per correre sul ghiaccio liscio,
Non c'è bisogno di seguire tracce
Attraversa i dirupi a mano libera
Wu Wu-men-kan, XXXII. The Gateless Gate (Los Angeles, 1934), pag.51.
A titolo personale mi domando anche perché si condanna Israele che manda l'esercito a Gaza e si trova normale che la Turchia intervenga contro il Pkk nel nord dell'Iraq. Cioè, per quale ragione i due comportamenti, in realtà molto simili, vengono giudicati in modo diametralmente opposto e valutati con un risalto mediatico assai diverso. Come se le persecuzioni svoltesi da secoli, nei confronti dei curdi così come anche i sufi, all'interno del mondo islamico, non meritassero più attenzione.
Quei media che oggi crocifiggono Israele non tengono in alcun conto la cultura di fede islamista per quando è riguardante la guerra santa o, Jihad. Dar al-harb è la definizione di uno dei tre territori data da giuristi e teologi musulmani per distinguere le differenti fasi della Jihad. Il territorio della guerra popolato dagli infedeli, nel quale la guerra è obbligatoria finchè essi rifiuteranno di riconoscere la sovranità islamica, che è chiamata dar al-islam, cioè territorio in cui l'islam regna. Il terzo territorio, è chiamato dar al-suhl, ed è quello in cui gli infedeli ottengono, in cambio di pagamenti di tributi, la cessazione (provvisoria) delle ostilità, impegnandosi inoltre a non ostacolare l'espansione dell'islam. E' chiaro che sia in Iraq che in Afganistan, e nei territori palestinesi, i terroristi si son ormai ritrovati a combattere su terreni inversi da quelli che avrebbero voluto.
Dalla striscia Gaza, i terroristi dell'organizzazione terroristica di Hamas, seguitando a lanciare razzi contro la popolazione di Israele, hanno provocato la reazione difensiva di quest'ultima e, devono ormai combattere solo a casa loro, grazie alla barriera difensiva israeliana.
Israele, entrando a Gaza e contrastando i terroristi palestinesi, non sta lottando solo per la propria sopravvivenza, lotta anche per l'occidente che ha in seno parecchi politici, ostili a Israele, e, asserviti all'islam peggiore quello dalla faccia violenta. Se dar al-harb, adesso invece che a casa nostra, oggi, è ancora all'interno di dar al-islam ciò è grazie agli Usa e a Israele; la stessa Israele cui arbitrariamente si vorrebbe negare il diritto alla difesa.
Per percorrere la lama affilata di una spada
Per correre sul ghiaccio liscio,
Non c'è bisogno di seguire tracce
Attraversa i dirupi a mano libera
Wu Wu-men-kan, XXXII. The Gateless Gate (Los Angeles, 1934), pag.51.