Giornali e tutela privacy cittadini
Giornali e tutela privacy cittadini
caso:Omicidio Melania Rea
Vorrei denunciare un fatto a mio parere grave x la tutela della privacy di ciascuno di noi.
Tutti i giornali, le tv in questi giorni trattano il caso dell’omicidio della donna di Ascoli, Melania Rea.Si parla di un triangolo scomodo, lui ,la moglie (vittima) e l’amante di lui.
Proprio su quest’ultima mi vorrei soffermare per un attimo.
Questa ragazza di 27 anni pare che sia ricercatissima nel web soprattutto dopo che i giornali hanno reso pubblico il suo nome e i contenuti scambiati con il suo amante su facebook.
Oggi in particolar modo leggevo gli stralci delle loro conversazioni rese pubbliche.Quello che non ho sopportato è come un giornale che io stimo da sempre essendo anche sua lettrice assidua(Repubblica)abbia riportato l’ID del profilo facebook della donna.
Inserendolo si può trovare subito la sua pagina facebook che lei chiaramente avrà reso privata. Possiamo dunque vedere il piccolo elenco dei suoi amici in anteprima e la foto del suo profilo.
Ora posso capire che il giornale non ha commesso nessun reato se non quello di aver riportato ciò che dagli atti era noto e pubblicabile, ma mi domando dov’è l’etica giornalistica e la deontologia nell’informazione. Sono per il diritto della collettività ad essere informata ma il maggior dovere del giornalista oltre a quello di informare e di raccontare la verità è anche quello di rispettare la collettività.La ragazza in questione potrebbe essere ciascuno di noi che decide di tutelare la propria privacy non essendo indagato (credo) ma che finisce col non riuscirci perché la stessa privacy è abilmente violata con mezzucci di basso livello.
Una lettrice che ancora si pone delle domande
caso:Omicidio Melania Rea
Vorrei denunciare un fatto a mio parere grave x la tutela della privacy di ciascuno di noi.
Tutti i giornali, le tv in questi giorni trattano il caso dell’omicidio della donna di Ascoli, Melania Rea.Si parla di un triangolo scomodo, lui ,la moglie (vittima) e l’amante di lui.
Proprio su quest’ultima mi vorrei soffermare per un attimo.
Questa ragazza di 27 anni pare che sia ricercatissima nel web soprattutto dopo che i giornali hanno reso pubblico il suo nome e i contenuti scambiati con il suo amante su facebook.
Oggi in particolar modo leggevo gli stralci delle loro conversazioni rese pubbliche.Quello che non ho sopportato è come un giornale che io stimo da sempre essendo anche sua lettrice assidua(Repubblica)abbia riportato l’ID del profilo facebook della donna.
Inserendolo si può trovare subito la sua pagina facebook che lei chiaramente avrà reso privata. Possiamo dunque vedere il piccolo elenco dei suoi amici in anteprima e la foto del suo profilo.
Ora posso capire che il giornale non ha commesso nessun reato se non quello di aver riportato ciò che dagli atti era noto e pubblicabile, ma mi domando dov’è l’etica giornalistica e la deontologia nell’informazione. Sono per il diritto della collettività ad essere informata ma il maggior dovere del giornalista oltre a quello di informare e di raccontare la verità è anche quello di rispettare la collettività.La ragazza in questione potrebbe essere ciascuno di noi che decide di tutelare la propria privacy non essendo indagato (credo) ma che finisce col non riuscirci perché la stessa privacy è abilmente violata con mezzucci di basso livello.
Una lettrice che ancora si pone delle domande