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Governo e Verdi soffiano contro gli impianti eolici

Pierino · · 4 interventi
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Governo e Verdi soffiano contro gli impianti eolici


di Redazione - giovedì 27 settembre 2007, 07:00 Stampa


Il governo fa arrabbiare i produttori elettrici che ricavano l'energia dal vento: un nuovo provvedimento che limita la possibilità di costruire impianti eolici ha sollevato le proteste di Assoelettrica, Aper (Associazione produttori di energia da fonti rinnovabili) e Anev (Associazione nazionale energia del vento). E fin qui è già sorprendente che un governo che dice di voler sostenere l'energia verde metta i bastoni tra le ruote di chi vuol costruire gli impianti. Ma ieri ci si è messa anche Legambiente, notoriamente non lontana dall'attuale esecutivo, secondo la quale «il vento in Italia c'è e l'eolico è possibile, è il governo a non volerlo. Per far girare le pale non serve un tornado, ma un governo che non soffi in senso contrario. La verità - secondo Legambiente - è che questo governo non ha alcuna strategia per il futuro energetico dell'Italia e che l'eolico è assolutamente poco sfruttato».

Quanto ai produttori di «energia eolica», un comunicato afferma che «si annunciano nuove restrizioni sulla diffusione dell'eolico che risulta pesantemente penalizzato dal decreto, proposto dal ministero dell'Ambiente e approvato dalla Conferenza Stato Regioni, che stabilisce norme molto limitanti per l'inserimento dei parchi eolici nei Siti di importanza comunitaria (Sic) e Zone di protezione speciale (Zps). Nuove restrizioni che impediscono di fatto la realizzazione di nuovi impianti su oltre il 19% del territorio nazionale».

A fine 2006 in Italia c'erano impianti eolici per 2.100 megawatt: l'obiettivo dichiarato del governo è arrivare a 15mila Mw entro il 2020. Come sia possibile raggiungere questo obiettivo è tutto da vedere: già oggi costruire un impianto eolico non è la cosa più semplice, tra i permessi (e veti) incrociati di tutti i possibili enti locali: «Il decreto - ha detto il presidente di Aper, Roberto Longo - è chiaramente in controtendenza rispetto agli obiettivi fissati dall'Unione europea al 2020. C'è una contraddizione di alcune fasce dell'ambientalismo che a parole promuovono la diffusione dell'eolico e nei fatti si oppongono a qualsiasi intervento sul territorio».
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