IL GRANDE DARIO
Franceschini forse rinfrancato dalla gita in America oppure incantato dalla disfida di Barletta ha deciso di scendere a singolar tenzone con il Berlusca. La lotta è impari infatti Franceschini ha dalla sua il folcroristico giuramento sulla Costituzione, dotte disquisizioni sul PIL, allarmismi poi sbuggiardati dal commissario europeo, ricette inutili per affrontare la crisi e dare una mano ai povericristi, accuse ai prefetti di incompetente ingerenza nel servizio bancario, ignorando, o volutamente ignorando, che i prefetti interverrebbero unicamente dopo formale richiesta di un comitato tecnico, etc. etc.Ma perchè Franceschini non se ne torna in Cile in modo che ci possiamo riposare dal ridere a crepapelle? Come successore a Prodi ed a Veltroni il PD non poteva trovare di meglio.