Venerdì 12 giugno 2026
Menu
📦 Questo forum è un archivio storico. Le discussioni non sono più attive dal 2022. Per assistenza vai su SOS Online.

Grecia, ovvero quale futuro per l’euro e l’Europa

sergio2 · · 43 interventi
Grecia, ovvero quale futuro per l’euro e l’Europa

A sentire economisti, politici, ministri, capi di stato… si direbbe che siamo a un passo dall’apocalisse o al trionfo del più bieco e cinico opportunismo locale.

Lasciamo da parte le complesse analisi elaborate dai soliti esperti “cretini istruiti” per zavorrare il loro pensiero futile, quando non inconfessabile, e proviamo a utilizzare solo logica e buon senso.

La crisi economica attuale, inizialmente spacciata per crisi finanziaria, è esplosa per quantità ingenti di “titoli tossici”, che godevano però di ottimi giudizi di affidabilità emessi dalle agenzie internazionali di rating.

Le stesse agenzie di rating declassano adesso i titoli di alcuni stati sovrani.

Già questo ha dell’incredibile: le agenzie di rating, in altre parole tanti sprovveduti incompetenti - che nulla seppero vedere e comprendere - e pochi banditi, continuano a essere molto influenti e a godere di credito internazionale.

Che cosa rende possibile ciò?
Come mai uno Stato è alla mercé dei mercati finanziari?

Se uno Stato fa ricorso ai mercati non per finanziare investimenti ma per
- pagare le spese correnti
- pagare gli interessi sui debiti precedenti
inevitabile che finisca nelle mani di un “usuraio”, esattamente come uno sprovveduto privato cittadino.

Il debitore e il creditore sono credibili?

Spesso recitano come in un gioco di ruolo.
In particolare, il debitore talvolta non ha la lucidità necessaria per cogliere la propria oggettiva situazione, talaltra è perfettamente consapevole dei rischi che corre, ma non ha alcun interesse a trovare rimedi alternativi, tanto saranno altri a pagare il prezzo della sua dissennata gestione: sono i bancarottieri di professione.

Storicamente, i politici e i manager di stato sono i più esperti bancarottieri: non pagano mai di tasca loro per i buchi di bilancio che creano mentre traggono grande profitto personale dalle loro pratiche spregiudicate.

Intendiamoci, esistono in Europa elementi oggettivi di fragilità: mancanza di risorse, stati e regioni europee poco virtuosi.

Ma l’Europa rimane la regione del mondo tra le più virtuose.

L’Europa ha un debito pubblico pari a circa l’84% e un deficit del 6,9%.
Gli USA hanno un debito del 92% e un deficit del 10,7%.
Il Giappone ha un debito del 197% e un deficit dell’8,2%.

L’Europa, però, non è uno Stato e nemmeno una federazione: è solo una regione comunitaria senza solidarietà di bilancio, senza una politica finanziaria (e non solo questa) unitaria.

L’Europa pensa di potersi presentare al mondo intero con i suoi ridicoli “parametri di Maastricht” e dietro il paravento dei parametri nasconde la propria debolezza politica.

L’Europa, ovvero una valuta senza Stato e senza solidarietà di bilancio.

Ovvero tanti Euro quanti sono gli Stati che la assumono come valuta.

Saranno i mercati a creare “l’euro nazionale” con il differenziale nella valutazione dei titoli di ogni Stato membro.

La Valuta BATTE lo Stato per volontà dei soci fondatori dell’Euro Unito.

In ogni Stato nazionale o Federazione di Stati esistono regioni deboli, depresse e poco virtuose.
Ma a nessuno viene in mente di dire “abbandoniamo al loro destino chi non sta al passo”: verrebbe meno la ragione stessa dell’essere Nazione.
In una situazione mondializzata come quella che viviamo da anni presentarsi al mondo come un branco di cani famelici pronti ad azzannarsi l’un l’altro è il modo migliore per essere dilaniati.

L’Europa vuole essere dilaniata?
Gli europei vogliono essere dilaniati?

Mi sembra di vedere un fenomeno di italianizzazione dell’Europa.

Se osserviamo la situazione greca da questa ottica, molte cose cominciano a essere chiare.

Innanzitutto notiamo che esistono figli di serie A e figli di serie B.

L’Irlanda, per esempio, ha avuto un trattamento molto più morbido e riguardoso.
Sarà per la politica fiscale che l’Irlanda riserva alle tante multinazionali che nella bella isola investono?

Anche l’Italia è in fondo tollerata con magnanimità: troppo grande e potente per metterla in ginocchio?

Perché tanta incertezza e titubanza nell’affrontare il caso Grecia sapendo che si sarebbe scatenata la speculazione finanziaria?
Forse perché la tensione finanziaria sull’euro avrebbe indebolito la valuta… e ciò è un vantaggio per chi punta sull’aumento delle esportazioni per risollevarsi dalla crisi. Chi trae più vantaggio dalla debolezza dell’euro?

Forse per interessi politici?
E’ di questi tempi molto proficuo in politica cavalcare l’idea che “staremmo molto meglio se non avessimo quelle palle al piede”.
La Padania starebbe molto meglio se non dovesse pagare i debiti del Sud.
La Germania starebbe meglio se, dopo aver pagato per la riunificazione, non dovesse sorbirsi pure i greci, gli spagnoli, gli italiani, i portoghesi…

Il marketing politico di stampo leghista serpeggia in Europa cavalcando paure e ignoranza.
Ma non si tratta di un “pensiero politico” che fa proselitismo: non ci sarebbe nulla di cui preoccuparsi, in tal caso.
Si tratta piuttosto di miopia e incapacità di gestire i conflitti, in altre parole assenza o debolezza del pensiero politico: questo è quel che si sta diffondendo senza sosta.

Difficile dominare il potere finanziario e bancario “planetario” in assenza di pensiero politico, nel “vuoto politico”.

La politica ha il compito di superare le paure costruendo il futuro; ha il compito di gestire i conflitti, perché in ogni conflitto c’è una componente di scontro e una di opportunità.
Il conflitto è anche opportunità, non solamente pericolo.
Siamo abituati a vedere nel conflitto sempre e solo lo scontro. Esaltiamo gli aspetti patologici del conflitto, azzerando il dialogo tra i contendenti. Ma il conflitto offre anche un’opportunità di crescita e di sviluppo.
Il conflitto va controllato e gestito per ridefinire la situazione tra le parti.

Se smettessimo di ubriacarci con le fregnacce, avremmo chiaro il cammino da intraprendere per raggiungere traguardi importanti e ineludibili.
❤️
ADUC è libera grazie a chi la sostieneNessun finanziamento pubblico né pubblicità.
Sostienici