Giovedì 18 giugno 2026
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HANNO MESSO IN CROCE IL CROCIFISSO!

sergio2 · · 27 interventi
Hanno messo in croce il crocifisso!

Prima di vedere chi è stato, cerchiamo di comprendere cosa è successo.

La recente sentenza della Corte europea sull’imposizione del crocifisso nelle scuole ha ridato fiato a una diatriba infinita.

Trovo indecente il modo in cui si sta sviluppando il discorso intorno a questa vicenda, il modo in cui è stato trattato il caso e le reazioni alle autorità europee.
Sinora ho sentito e letto solo critiche talvolta cretine, altre volte infondate e immotivate o servili, ipocrite, sconcertanti.
Tutte critiche sempre povere di contenuti e argomenti.

Questa sentenza era prevedibile perché la normativa italiana ed europea prevedono che il diritto religioso è individuale, che tutte le religioni sono uguali di fronte alla legge, che nessuno può essere discriminato per la propria fede.

Non si può imporre, quindi, un determinato simbolo religioso senza consentire alle minoranze di fare altrettanto o prevedendone la rimozione nel caso anche un solo singolo individuo ne contesti la presenza (è, per esempio, la soluzione che è stata adottata in Baviera in conseguenza di un giudizio simile a quello che ha determinato la sentenza di Strasburgo).

La Corte di Strasburgo si è comportata in modo ineccepibile sotto ogni profilo.
Con solide argomentazioni giuridiche.

Se volete leggere la sentenza a questo link trovate il testo (in francese) http://cmiskp.echr.coe.int/tkp197/view.asp?item=28&portal=hbkm&action=html&highlight=&sessionid=36723289&skin=hudoc-fr

La sentenza si occupa dell’obbligo, contestato, di esporre il crocefisso nelle scuole pubbliche.
Un simbolo che, tra i tanti valori che può assumere, ha senza dubbio valore confessionale.

Obbligo che è imposto
senza alcuna norma di legge,
senza che ne sia chiarita la necessità di presenza,
senza alcuna delega conferita al potere amministrativo per individuare un simbolo atto a rappresentare i valori fondanti della nostra società.
Obbligo che è si pretende di far valere anche quando qualcuno ne contesta la presenza perché di altra fede o perché non ha alcuna fede.

Voglio comprendere quanto è avvenuto.
L’unico modo per farlo è documentarsi, leggere gli atti giuridici.

Trovo assurdo che qualcuno affermi “non tutto è diritto”.
Certamente, ma è stato fatto qualcosa perché la “querelle” non fosse solo delegata ai Tribunali?
E dai Tribunali, noi persone civili che affermiamo che addirittura il crocifisso incarna i nostri valori civili, cosa dobbiamo attenderci se non sentenze?
E le sentenze non possono forse dare ragione a una parte e torto all’altra?
Quindi, almeno a livello di probabilità dovevamo mettere in conto l’eventualità di una condanna, soprattutto dopo la sentenza 389/2004 della Corte Costituzionale.

Infatti, il Governo ne ha tenuto conto chiedendo nella propria memoria che, nel caso di condanna, la Corte si limitasse alla sola constatazione della violazione.
La Corte, invece, ha ritenuto necessario riconoscere alla ricorrente la liquidazione dei danni in considerazione del fatto “che il governo italiano non ha dichiarato di essere pronto a rivedere le disposizioni che disciplinano la presenza del crocifisso nelle aule”.

Trovo riprovevole, per esempio, che il sindaco di Scarlino (GR) abbia emesso un’ordinanza con la quale è prevista la multa di 500 euro a chi rimuove il crocifisso da una classe.

Non si vuole comprendere che nessuno può per via amministrativa imporre l’esibizione di un simbolo confessionale senza esserne legittimato a farlo, senza una norma che indichi quali simboli sono atti a rappresentare i valori nazionali e senza rispettare il diritto degli altri.

Vediamo allora perché si è giunti a questo punto.

Per la stupidità, l’insipienza giuridica, la negligenza, la cialtroneria dei Governi Italiani che si sono occupati della vicenda.
Per l’opportunismo ipocrita della maggior parte dei politici.
Per l’inconsistenza giuridica espressa dai giudici in determinate sentenze che hanno portato il caso davanti alla Corte di Strasburgo.

Co-protagonisti in questa vicenda, con responsabilità forti e differenziate:
alcune alte cariche ecclesiastiche, per le quali sembra trionfare l’immorale logica dei mezzi che giustificano il fine; quindi, l’importante è “che ci sia”, il crocifisso, e poco importa perché e con quale funzione;
i media, che continuano a caratterizzarsi per il modo etereo, vacuo e inconsistente con cui interpretano la loro funzione;
molti intellettuali e persone di “cultura”, incapaci di applicarsi sulle cose della vita e sulla vita, ma sempre pronti a inseguire oniriche farfalle. Mi sorge il dubbio che il lavoro intellettuale logori più di quello in fabbrica. Senza dubbio i capelli bianchi sembrano indurre stoltezza e non saggezza, misura, capacità d’analisi.

Svilupperò i temi indicati nei prossimi interventi.
❤️
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