Idv- forse da rifare del tutto
Se non sbaglio Di Pietro sbandierò, anzi sbraitò, ai quattro venti che nel suo partito non ci sarebbe stato posto per chi avesse la fedina penale sporca e per chi fosse indagato. Fino a qualche mese fa tutto filava liscio nell' ambito dell' Idv, poi sono sorte le liti per il rimborso di spese elettorali ed anche qualche ricorso in tribunale come quello di Wanda Montanelli, presidente della Consulta delle donne dell'Idv, che vanta un rimborso di 600000 euro.L'udienza si terrà nel 2010. Da notare che l'Idv ha ricevuto ben 40 milioni di denaro pubblico che però non sono stati incassati dal movimento, come i più giustamente avrebbero pensato, ma da una associazione dell' Idv: forse non c'è nessun illecito, ma il Tribunale di Roma nel 2008 ha stabilito che l'Associazione Idv è un soggetto diverso dal movimento politico Idv. A tutto ciò bisogna aggiungere che molti esponenti del partito sono stati costretti a render conto del loro operato a qualche giudice; ci sono state intercettazioni telefoniche di raccomandazioni, tentannamenti sulla fonte dell'indagine su Mautone, una sospensione dall'ordine degli avvocato ed ora anche un neo candidato alle elezioni europee finisce sotto inchiesta. A questo punto viene da chiedersi a quali "valori" si ispiri il partito e che senso abbiano le tanto sbraitate precisazioni di Di Pietro. Forse si riferiva solo agli altri partiti? Chi ci capisce è bravo.
Se questi tanto decantati "valori" hanno un senso, ritengo che chiunque dell'Idv sia, per qualsiasi motivo, sotto la lente di ingrandimento di qualche togato, debba dimettersi sia dal partito sia dagli incarichi ricoperti.