L'immigrazione provoca disoccupazione
Il problema della disoccupazione dipende in gran parte dall'immigrazione, o piu' esattamente dal fatto che gli imprenditori italiani preferiscono assumere immigrati. Non e' affatto vero che noi disoccupati rifiutiamo certi lavori, e gli immigrati, via via regolarizzati, non sono pagati meno degli Italiani, tanto che possono mantenere qui, ai prezzi locali, mogli e figli e comprare auto e casa e anche mandare denaro ai parenti nei paesi di origine. Milioni di cittadini italiani sono invece in una situazione drammatica, niente lavoro, miseria, non di rado fame, nessuna possibilita' di avere figli e mettere su famiglia, colpiti anche genitori, parenti, possibili partner, una vera e propria guerra di sterminio condotta da da quegli stessi imprenditori che poi chiedono che per solidarieta' nazionale si comprino le loro merci. Chiese e partiti dovrebbero correggere il tiro e pensare un po' anche a noi.
I mass media riferiscono che secondo il piu' recente rapporto
sull'immigrazione di Transatlantic Trends solo un 25% degli Italiani
riterrebbero che la disoccupazione dipenda dall'immigrazione (in
parole povere, gli immigrati ci rubano il lavoro), mentre un 40%
imputa all'immigrazione una diminuzione delle retribuzioni (aumenta la
offerta di manodopetra, diminuiscono gli stipendi).
Come mai cifre cosi' basse? Ci sono milioni di Italiani disoccupati, e
ciascuno di loro ha parenti e conoscenti, non di rado dei partner, ai
quali certamente avra' spiegato che non rifiuta alcun lavoro,
semplicemente i datori di lavoro preferiscono assumere immigrati. Una
persistente disinformazione puo' dipendere da quasi 20 anni di una
campagna di menzogne e calunnie, secondo cui i disoccupati italiani
non sarebbero disposti a fare certi lavori, per cui sarebbe necessario
chiamare gli immigrati. Vediamo come operano questi bugiardoni. Il
23/11/229 alla RAI il professore Carlo Dell'Aringa nel commentare
l'aumento dal 6,5% al 7,5% della componente di immigrati tra i circa
23 milioni di occupati, afferma che "non c'e' competizione tra i due
gruppi (italiani e immigrati) , (gli immigrati) vanno ad occupare
posti di lavoro che i nativi non sono disposti ad occupare", mentre il
4/12/2009 a Ultime da Babele (Radio 1) Stella afferma che senza
immigrati perderemmo un 10% di PIL, quello che producono essi, e che
quindi non possiamo fare a meno di immigrati "almeno finche' non
troveremo Italiani disposti a lavorare nelle stalle, anche a Capodanno
e Pasqua". Per la cronaca io sono uno dei tanti disoccupati disposti a
fare "certi lavori" che secondo questi bugiardi non esisterebbero, e
posso esibire in qualsiasi momento copia del patto stipulato sette
anni fa all'ufficio di collocamento di Parma, in cui mi dichiaravo
disposto a fare, tra l'altro, il mungitore, sebbene in sette anni e
non ostante la sbandierata mancanza di gente disposta a fare certi
lavori nessuno mi ha mai chiamato a lavorare, e continuano a far
venire Indiani e Pakistani, ritenuti bravissimi (tanto bravi che di
recente uno e' stato ammazzato a calci da una mucca ...). Gli
immigrati sono inutili e dannosi, inutili perche' quel 9-10% di PIL
potremmo produrlo noi disoccupati italiani, e dannosi perche' non
producono ricchezza bensi', privandoci del lavoro, creano miseria e in
una qualche misura anche criminalita' (non tutti i disoccupati sono
disposti a togliere il disturbo suicidandosi, ci sara' chi andra' a
rubare, e chi arrivato a 60 anni senza il minimo di 20 anni per la
pensione ammazzera' qualcuno per procurarsi vitto e alloggio in
carcere, meglio che morire di fame e di freddo sotto i ponti)
Paolo
I mass media riferiscono che secondo il piu' recente rapporto
sull'immigrazione di Transatlantic Trends solo un 25% degli Italiani
riterrebbero che la disoccupazione dipenda dall'immigrazione (in
parole povere, gli immigrati ci rubano il lavoro), mentre un 40%
imputa all'immigrazione una diminuzione delle retribuzioni (aumenta la
offerta di manodopetra, diminuiscono gli stipendi).
Come mai cifre cosi' basse? Ci sono milioni di Italiani disoccupati, e
ciascuno di loro ha parenti e conoscenti, non di rado dei partner, ai
quali certamente avra' spiegato che non rifiuta alcun lavoro,
semplicemente i datori di lavoro preferiscono assumere immigrati. Una
persistente disinformazione puo' dipendere da quasi 20 anni di una
campagna di menzogne e calunnie, secondo cui i disoccupati italiani
non sarebbero disposti a fare certi lavori, per cui sarebbe necessario
chiamare gli immigrati. Vediamo come operano questi bugiardoni. Il
23/11/229 alla RAI il professore Carlo Dell'Aringa nel commentare
l'aumento dal 6,5% al 7,5% della componente di immigrati tra i circa
23 milioni di occupati, afferma che "non c'e' competizione tra i due
gruppi (italiani e immigrati) , (gli immigrati) vanno ad occupare
posti di lavoro che i nativi non sono disposti ad occupare", mentre il
4/12/2009 a Ultime da Babele (Radio 1) Stella afferma che senza
immigrati perderemmo un 10% di PIL, quello che producono essi, e che
quindi non possiamo fare a meno di immigrati "almeno finche' non
troveremo Italiani disposti a lavorare nelle stalle, anche a Capodanno
e Pasqua". Per la cronaca io sono uno dei tanti disoccupati disposti a
fare "certi lavori" che secondo questi bugiardi non esisterebbero, e
posso esibire in qualsiasi momento copia del patto stipulato sette
anni fa all'ufficio di collocamento di Parma, in cui mi dichiaravo
disposto a fare, tra l'altro, il mungitore, sebbene in sette anni e
non ostante la sbandierata mancanza di gente disposta a fare certi
lavori nessuno mi ha mai chiamato a lavorare, e continuano a far
venire Indiani e Pakistani, ritenuti bravissimi (tanto bravi che di
recente uno e' stato ammazzato a calci da una mucca ...). Gli
immigrati sono inutili e dannosi, inutili perche' quel 9-10% di PIL
potremmo produrlo noi disoccupati italiani, e dannosi perche' non
producono ricchezza bensi', privandoci del lavoro, creano miseria e in
una qualche misura anche criminalita' (non tutti i disoccupati sono
disposti a togliere il disturbo suicidandosi, ci sara' chi andra' a
rubare, e chi arrivato a 60 anni senza il minimo di 20 anni per la
pensione ammazzera' qualcuno per procurarsi vitto e alloggio in
carcere, meglio che morire di fame e di freddo sotto i ponti)
Paolo