Inaccettabili le parole di Mastella, Bertinotti e Marini
Inaccettabili le parole di Mastella, Bertinotti e Marini.
Inaccettabili le indebite pressioni sulla magistratura di Mastella, Bertinotti e Marini.
Tutti i precedenti danno ragione al magistrato Forleo: il Parlamento nel recente passato ha addirittura restituito alla Procura la documentazione relativa a intercettazioni perché erano state inviate prima dell'analisi sulla loro rilevanza.
Mastella, Bertinotti e Marini non hanno, pertanto, nessuna attenuante: è sempre stato così, perché così prevede la legge. Prima si valuta la rilevanza delle intercettazioni e ciò avviene con la partecipazione delle parti coinvolte, difesa e accusa; accertata la rilevanza si procede con la richiesta al Parlamento di autorizzazione all'utilizzo, diversamente, vale a dire se ritenute in camera di consiglio irrilevanti, si procede con la distruzione delle intercettazioni.
Dal momento che le intercettazioni sono poste a disposizione delle parti, decade il segreto investigativo e diventano pubbliche, anche se non è consentito farne copie (e quindi se sono divulgate integralmente ai quattro venti significa che, come al solito, qualcuno non ha rispettato le regole; ma questo è altro discorso).
La legge è chiara persino a uno studente al primo anno di giurisprudenza.
Che poi Mastella, non come ministro ma come cittadino e leader di partito, polemizzi con un magistrato sul dichiarato disinteresse di quest'ultimo per "le paure della politica" è cosa veramente ridicola.
Un magistrato per legge non deve occuparsi delle conseguenze politiche del suo agire: applica la legge e risponde solo alla legge. Cosa vuole il cittadino Mastella che la dottoressa Forleo intavoli con lui una disquisizione sull'interpretazione della legge? E se lo facesse con il cittadino Mastella non sarebbe poi tenuta a farlo con qualsiasi altro cittadino? Sarebbe forse il caso che il ministro di giustizia richiamasse all'ordine, alla decenza e correttezza istituzionale il cittadino e leader politico Mastella.
Suggerisco di nominare Mastella re di Ceppaloni e di riconoscere l'indipendenza di questa cittadina. Così forse ci libereremo per sempre della inutile presenza del cittadino Mastella.
Quanto a Marini e Bertinotti, è giunta l'ora che vadano in pensione. E' evidente che il lavoro usurante non è quello alla catena di montaggio ma l'attività sindacale soprattutto se poi a questa segue l'attività politica. Marini e Bertinotti sono, senza ombra di dubbio, ormai stanchi, esausti, sfibrati: si ritirino pure a vita privata; noi riusciremo a sopravvivere senza il loro prezioso contributo.
Infine, non ci sono dubbi sul fatto che la berlusconite stia falcidiando le migliori menti del centrosinistra.
Gli effetti sono evidenti nella speciale classifica del berlusconismo occupata al vertice dai tre citati signori (Mastella, Bertinotti e Marini), tallonati da Prodi, Padoa-Schioppa, Bersani, Visco, Rutelli, D'Alema, Diliberto. Solo all'undicesimo posto troviamo Silvio Berlusconi seguito, a breve distanza, da Giordano e Pecoraro Scanio.
Se vogliamo respirare un po' di cultura istituzionale e senso del diritto dobbiamo rivolgerci a Previti.
Povera Italia.
Perché Dio castiga così severamente il popolo italiano?
Perché ci inonda con un numero così elevato di politici di razza?
Sono ormai certo che se procedessimo all'elezione dei parlamentari e alla nomina di ministri e presidenti affidandoci esclusivamente alla sorte, un semplice ed economico sorteggio, avremmo personale politico più qualificato, più onesto e rispettoso delle istituzioni.
Inaccettabili le indebite pressioni sulla magistratura di Mastella, Bertinotti e Marini.
Tutti i precedenti danno ragione al magistrato Forleo: il Parlamento nel recente passato ha addirittura restituito alla Procura la documentazione relativa a intercettazioni perché erano state inviate prima dell'analisi sulla loro rilevanza.
Mastella, Bertinotti e Marini non hanno, pertanto, nessuna attenuante: è sempre stato così, perché così prevede la legge. Prima si valuta la rilevanza delle intercettazioni e ciò avviene con la partecipazione delle parti coinvolte, difesa e accusa; accertata la rilevanza si procede con la richiesta al Parlamento di autorizzazione all'utilizzo, diversamente, vale a dire se ritenute in camera di consiglio irrilevanti, si procede con la distruzione delle intercettazioni.
Dal momento che le intercettazioni sono poste a disposizione delle parti, decade il segreto investigativo e diventano pubbliche, anche se non è consentito farne copie (e quindi se sono divulgate integralmente ai quattro venti significa che, come al solito, qualcuno non ha rispettato le regole; ma questo è altro discorso).
La legge è chiara persino a uno studente al primo anno di giurisprudenza.
Che poi Mastella, non come ministro ma come cittadino e leader di partito, polemizzi con un magistrato sul dichiarato disinteresse di quest'ultimo per "le paure della politica" è cosa veramente ridicola.
Un magistrato per legge non deve occuparsi delle conseguenze politiche del suo agire: applica la legge e risponde solo alla legge. Cosa vuole il cittadino Mastella che la dottoressa Forleo intavoli con lui una disquisizione sull'interpretazione della legge? E se lo facesse con il cittadino Mastella non sarebbe poi tenuta a farlo con qualsiasi altro cittadino? Sarebbe forse il caso che il ministro di giustizia richiamasse all'ordine, alla decenza e correttezza istituzionale il cittadino e leader politico Mastella.
Suggerisco di nominare Mastella re di Ceppaloni e di riconoscere l'indipendenza di questa cittadina. Così forse ci libereremo per sempre della inutile presenza del cittadino Mastella.
Quanto a Marini e Bertinotti, è giunta l'ora che vadano in pensione. E' evidente che il lavoro usurante non è quello alla catena di montaggio ma l'attività sindacale soprattutto se poi a questa segue l'attività politica. Marini e Bertinotti sono, senza ombra di dubbio, ormai stanchi, esausti, sfibrati: si ritirino pure a vita privata; noi riusciremo a sopravvivere senza il loro prezioso contributo.
Infine, non ci sono dubbi sul fatto che la berlusconite stia falcidiando le migliori menti del centrosinistra.
Gli effetti sono evidenti nella speciale classifica del berlusconismo occupata al vertice dai tre citati signori (Mastella, Bertinotti e Marini), tallonati da Prodi, Padoa-Schioppa, Bersani, Visco, Rutelli, D'Alema, Diliberto. Solo all'undicesimo posto troviamo Silvio Berlusconi seguito, a breve distanza, da Giordano e Pecoraro Scanio.
Se vogliamo respirare un po' di cultura istituzionale e senso del diritto dobbiamo rivolgerci a Previti.
Povera Italia.
Perché Dio castiga così severamente il popolo italiano?
Perché ci inonda con un numero così elevato di politici di razza?
Sono ormai certo che se procedessimo all'elezione dei parlamentari e alla nomina di ministri e presidenti affidandoci esclusivamente alla sorte, un semplice ed economico sorteggio, avremmo personale politico più qualificato, più onesto e rispettoso delle istituzioni.