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GLI INCIUCIATORI DEL 20 SETTEMBRE 2010

lucillafiaccola1796 · · 0 interventi
GLI INCIUCIATORI DEL 20 SETTEMBRE 2010

UAAR Ultimissime Notizie scelte dall'UAAR a cura di F. Sanna, R. Carcano, V. Salvatore. Roma, 20 settembre 2010 Oggi i bersaglieri rendono omaggio al papa Stamane una delegazione di 200 bersaglieri guidata dal consigliere comunale Antonino Torre si è recata in Vaticano e ha partecipato all’udienza (Ultimissima di oggi), rendendo omaggio a Benedetto XVI. I bersaglieri sono prima entrati nell’aula Paolo VI suonando e correndo applauditi dalla folla, poi al termine dell’udienza sono stati citati dal papa nei saluti. Dopo che la fanfara ha eseguito l’inno Flick Flock e quello pontificio, il presidente nazionale gen. Benito Pochesci e quello regionale dell’Associazione nazionale bersaglieri si sono avvicinati hanno consegnato al papa il tipico cappello piumato, che Benedetto XVI ha indossato.
Il consigliere Torre ha definito questo omaggio dei bersaglieri un “atto di cortesia, di omaggio e di affetto alla persona del capo della cristianità”, che “serve a confermare una grande verità storica per anni falsata da alcuni ambienti di minoranza dell’opinione pubblica”. Cioè, sostiene Torre, “quella che i fatti che si conclusero a Roma nel 20 settembre del 1870, non furono determinati da una guerra di religione” ma “solo dalla necessità di completare quel discorso territoriale che era stato auspicato da tanti valorosi patrioti negli anni del Risorgimento”.
Alla cerimonia per ricordare la presa di Roma presso Porta Pia a Roma il 20 settembre prossimo presenzierà per la prima volta il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, assieme al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’UAAR ha promosso varie iniziative in tutta Italia per commemorare la presa di Roma e invita soci e simpatizzanti a partecipare e a diffondere l’appello, per rivendircare il carattere laico dell’evento. L’associazione sarà presente anche a Roma, davanti Porta Pia, domenica 19 settembre per una manifestazione (dalle 12:30) e lunedì 20 settembre alla commemorazione ufficiale (dalle 9:30).
PORTA PIA: PARLA SOLO IL VATICANO E GLI ATEI VENGONO BLOCCATI DALLA DIGOS Trattenuti dalla Digos, schedati e allontanati. La delegazione Uaar che stamani si è presentata alle celebrazioni per la breccia di Porta Pia è stata bloccata dalla Digos, che ha requisito i documenti di tutti e li ha restituiti solo alla fine della manifestazione. «Avevamo solo le nostre bandiere – racconta Raffaele Càrcano, segretario nazionale della Uaar – su cui è scritto soltanto il nostro nome, non avevamo cartelloni né avevamo intenzione di gridare mezzo slogan». Intanto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si limitava alla deposizione di una corona di fiori, mentre il cardinal Tarcisio Bertone pregava per i caduti di entrambe le parti. «Credo che, di fronte all’eliminazione di ogni forma possibile di dissenso e al completo abbandono dei principi costituzionali da parte delle autorità italiane presenti, – conclude Càrcano – si possa parlare tranquillamente di negazione del pluralismo e di fuoriuscita dalla democrazia con il solenne avallo del nostro presidente della Repubblica».
F FACCI IMMAGINATE CHE LO SCUDETTO DELL’INTER LO FESTEGGINO I MILANISti. Oppure che la disfatta di Napoleone a Waterloo la festeggino i francesi. O che la Moratti celebri le Cinque giornate di Milano ricordando il generale Radetsky anziché Carlo Cattaneo. Ma forse è impossibile immaginare un parallelo con quanto sta accadendo per le celebrazioni dei 140 anni della Breccia di Porta Pia, evento storico che il 20 settembre 1870 segnò la fine dello Stato Pontificio e l’annessione di Roma al Regno d’Italia. Basti pensare che alla testa della cerimonia ci sono monsignor Ravasi, ministro del Vaticano, e il cardinale Bertone, segretario di stato Vaticano: il tutto per rimuovere completamente che si commemora la vittoria dello stato laico, come ricordano le centinaia di vie che nelle varie città partono o arrivano in Duomo. Ma i bersaglieri, mercoledì, hanno suonato l’inno pontificio, e ieri c’è stato un convegno dedicato a Pio IX, il Papa che si dichiarò «prigioniero dello stato italiano» e che era avvezzo a torture e pena di morte. Già l’anno scorso vennero ricordati i mercenari pontifici morti in battaglia e non i bersaglieri morti per l’Italia: ora siamo alla farsa, alla Storia che ne racconta un’altra, a un clamoroso minestrone revisionista ridotto a merce di scambio politico con le gerarchie ecclesiastiche.
140 ANNI ROMA CAPITALE: I RADICALI CONTESTANO ALEMANNO E BERTONE lunedì 20 settembre 2010
Celebrazioni dove non sono mancate le polemiche quelle per i 140 anni di Roma capitale. Le contestazioni si sono verificate ieri proprio dopo la visita al museo dei Bersaglieri da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del Segretario di Stato vaticano Cardinale Tarcisio Bertone, accompagnati dal sindaco di Roma e dal Presidente della Regione Lazio Renata Polverini. Un drappello di Radicali, coordinati dal segretario nazionale Mario Staderini, ha infatti urlato "Vaticano e partitocrazia serve una nuova Porta Pia" sfoggiando anche diversi cartelloni. Il tutto per dare ancora più significato e peso alla loro protesta, perché l'anniversario della breccia di Porta Pia non si riduca ad una mera "farsa". Sotto accusa in particolare le parole di Bertone su Pio IX, ricordato come emblema di quella che allora fu certamente una difficile conciliazione. Sul punto le istituzioni avrebbero dovuto parlare - sostiene Staderini - e qualcun altro sarebbe dovuto intervernire prendendo la parola per smentirlo. Insomma una mancanza di dialogo in merito che per il segretario nazionale non può essere sottaciuta. Ma le sue sono critiche a tutto tondo e toccano non solo il passato del nostro paese, ma anche la più recente attualità: Staderini si rivolge infatti al sindaco Alemanno e lo addita di essersi in qualche modo reso "mercenario al servizio del Papa Re per conquistarsi la benevolenza del Vaticano", tornando poi sullo scottante tema della pedofilia su cui "non c'è stata un'operazione di verità". Nessun commento intanto da Bertone, che a riguardo ha semplicemente sostenuto come "le contestazioni fanno parte della vita"
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