L'INFERNO SI E' INCARNATO IN TIBET
La politica cinese sul Tibet, è una manifestazione infernale il Tibet oggi è un incubo senza fine una visione mostruosa all’interno di una dimensione demoniaca, dove dal 2009 più di settanta tibetani hanno scelto di darsi fuoco, per protestare contro le misure delle forze di occupazioni cinesi. Arresti arbitrari, tibetani torturati e assassinati monache violentate con manganelli elettrici dalla sadica polizia di Lhasa coi suoi sadici esecutori degli ordini di Pechino , nell’indifferenza di un mondo sempre pronto a indignarsi se invece a morire è un violento che attraverso il terrorismo uccide bambini innocenti nel nome del proprio profeta per rivendicare non la libertà ma il diritto all’oppressione altrui nel nome della religione che professa.
Su settanta esseri umani, 70 tibetani/e che si son dati/e fuoco, 54 son morti/e, senza causare altra morte oltre che la propria.
Il Dalai Lama da Tokio, giorni addietro , ha lanciato un appello al mondo; un appello per fermare il genocidio sia fisico che culturale del popolo tibetano, un popolo che secondo me se non vuole scomparire prima o poi sarà obbligato a dimenticare la politica di gentilezza e non violenza che ha caratterizzato la vita del suo leader Premio Nobel per la pace nel 1989.
L’Oceano di saggezza ha bisogno di accettare che è tempo che le onde si muovano, che si trasformino in orde per poter ottenere di vivere, per rendere reale il proprio diritto alla vita, per poter rigettare un inferno che si è incarnato nella vita di tutti i tibetani!
Francesco Mangascià
http://francesconetwork.blog.kataweb.it/francesconetwork/category/free-tibet/
Su settanta esseri umani, 70 tibetani/e che si son dati/e fuoco, 54 son morti/e, senza causare altra morte oltre che la propria.
Il Dalai Lama da Tokio, giorni addietro , ha lanciato un appello al mondo; un appello per fermare il genocidio sia fisico che culturale del popolo tibetano, un popolo che secondo me se non vuole scomparire prima o poi sarà obbligato a dimenticare la politica di gentilezza e non violenza che ha caratterizzato la vita del suo leader Premio Nobel per la pace nel 1989.
L’Oceano di saggezza ha bisogno di accettare che è tempo che le onde si muovano, che si trasformino in orde per poter ottenere di vivere, per rendere reale il proprio diritto alla vita, per poter rigettare un inferno che si è incarnato nella vita di tutti i tibetani!
Francesco Mangascià
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