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Iniquità nuovo bollo auto
di luca
4 ottobre 2006 0:00
 
Iniquità nuovo bollo auto

Per spiegare la palese iniquità del nuovo bollo auto italiano, è necessario partire dal lontano passato.
Più precisamente dal giorno in cui in Italia si trasformò la tassa di circolazione in tassa di possesso.
In questo modo gli autoveicoli furono tassati al pari di una fonte di reddito, quando chiunque possieda un auto in Italia è ben consapevole del fatto che fra accise sui carburanti, cartelli assicurativi, pedaggi su autostrade e parcheggi, manutenzione ordinaria e straordinaria, l'autoveicolo possa essere considerato tutto tranne che una fonte di reddito; piuttosto il contrario.

Comunque il nuovo bollo, così come è concepito, risulta differenziato in base alle attitudini più o meno inquinanti degli autoveicoli.
Essendo una tassa di possesso, e non di circolazione, risulta tuttavia completamente slegato dalle reali emissioni inquinanti del veicolo stesso, in base al semplice principio che un motore a combustione interna emette gas nocivi unicamente quando viene avviato.
Conseguentemente il semplice possesso di un autoveicolo non è situazione sufficiente a renderne il proprietario "colpevole" di inquinare, e quindi soggetto ad una tassa modulata sull'inquinamento.

E' come se il semplice possesso di un'arma da fuoco rendesse il proprietario colpevole di omicidio.

Immaginiamo ad esempio tutti i privati cittadini che utilizzano abitualmente i mezzi pubblici per recarsi al lavoro, lasciando l'auto in garage e usandola magari solo nelle ferie o nei weekend.
Se come fattore discriminante si vuole introdurre la percentuale d'inquinamento, è forse giusto che paghino sull'inquinamento dell'aria quanto un commesso viaggiatore che utilizza la stessa auto tutti i giorni ?

La situazione appare addirittura paradossale analizzando la situazione dei mezzi considerati proprio i più inquinanti, ovvero i veicoli definiti EURO ZERO.
Tali veicoli sono soggetti ad impedimenti alla circolazione sempre più restrittivi, non potendo di fatto essere utilizzati nei centri abitati ed in zone sempre più vaste del territorio italiano.
Per poter circolare ove e quando permesso, sono però soggetti al pagamento di un bollino che ne garantisce il contenimento delle emissioni nocive entro limiti stabiliti, ritrovandosi nella bizzarra situazione di pagare una tassa che ne sancisce il "non troppo inquinamento" (bollino blu), di una tassa che ne punisce il "troppo inquinamento" (bollo auto), e alla fine di non poter comunque essere utilizzati (limitazione alla circolazione) non inquinando del tutto.

Queste semplici considerazioni dimostrano come una tassa "di possesso" non possa in alcun modo essere modulata in base alle emissioni inquinanti di un autoveicolo, e vada quindi respinta e riformulata immediatamente.
 
 
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