Lunedì 15 giugno 2026
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inquinamento

renato risica · · 0 interventi
Caro Direttore

Le invio queste poche righe, con un po' d'angoscia nel cuore: ho l'impressione che forse abbiamo perso il senso della misura e che giorno dopo giorno ci stiamo abituando a sopportare cose sem-pre peggiori. Credevo che avessimo toccato il fondo, ma poi si scopre che qualcuno abbassa il fondo continuamente.

C'è qualcosa che non funziona a proposito dell'inquinamento atmosferico provocato da auto, moto e simili. E' stato accertato che la combustione dei nostri motori produce un certo numero di gas no-civi e pare che i più dannosi siano gli effetti delle polveri sottili, ultrasottili, extrasottili e ancoradipiù-sottili.

A causa della concentrazione di questi veleni nei bassi strati dell'atmosfera, nelle città con maggior numero di abitanti, le autorità competenti tentano di risolvere il problema istituendo "giornate eco-logiche" "targhe alterne" ed altri tipi di sospensione della circolazione dei veicoli a motore.

A questo proposito voglio esprimere alcune considerazioni:

. Qualcuno predispone una serie di requisiti minimi che le case produttrici di automotoveicoli de-vono rispettare
. Chi rilascia le omologazioni dichiara che queste vetture sono conformi ai requisiti previsti: c'è da ritenere (perlomeno dovrebbe essere così) che tra questi requisiti ci siano anche quelli rela-tivi all'inquinamento
. E' evidente che questi requisiti sono sbagliati: i risultati parlano da soli
. Oltre ai veicoli di nuova produzione circolano alcuni milioni di automotoveicoli non nuovi, per i quali tuttavia è prevista una serie di revisioni periodiche a distanza di poco tempo l'una dall'altra
. Anche qui chi rilascia parere favorevole alle revisioni dichiara che il mezzo è conforme ai re-quisiti minimi stabiliti
. Quando un cittadino acquista un'auto deve essere garantito che, in quanto omologata, sia con-forme ai requisiti imposti alle case produttrici, e non può essere penalizzato lui perché qualcu-no ha sbagliato nello stabilire i requisiti.
. Il provvedimento di sospendere la circolazione degli automezzi, oltre che essere in contrasto col permesso rilasciato dalle stesse autorità, non risolve affatto il problema, ma costituisce solo un palliativo ed un tentativo di addossare agli utenti della strada le responsabilità che nascono più in alto
. La soluzione radicale del problema sta invece nell'obbligare le case costruttrici a realizzare, ad ogni costo e con ogni mezzo tecnologico, la produzione di macchine che non inquinano; quindi di obbligare tutti gli utenti della strada ad adeguarsi, entro un ragionevole lasso di tempo, ai nuovi requisiti
. Poiché non occorre essere Einstein per capire una cosa così ovvia, sospetto che ci sia qualco-sa di losco dietro il discorso dell'inquinamento, qualcosa che ostacola o impedisce di affrontare correttamente il problema
. Forse tutto dipende dal fatto che il mondo è "obbligato", per l'interesse di pochi burattinai, ad usare un prodotto che si chiama petrolio, che è inquinante, anziché altre risorse che sicura-mente non lo sono
. In nome di questo petrolio si sono fatte almeno due guerre mondiali e varie altre "regionali" come quella per il blocco del canale di Suez e da ultimo l'Iraq
. L'umanità deve liberarsi dalla schiavitù del petrolio, dalle famigerate Sette Sorelle che tuttora dettano legge, indifferenti al progressivo avvelenamento del pianeta. E deve farlo prima che questo diventi irreversibile!
. L'ingegno umano, con l'ausilio delle tecnologie più avanzate, consentono soluzioni alternative pressoché innocue, tali in ogni modo da garantire la sicurezza da ulteriori danni all'ecosistema

E' mai possibile che nessuna organizzazione a difesa dei consumatori riesca a far proprio il pro-blema, che nessun organo di stampa organizzi un programma di sensibilizzazione per informare correttamente i cittadini, per risvegliarne le coscienze?

Come se non bastassero l'Aids, la Mucca pazza, la Sars, l'influenza dei polli ed altre tragedie simi-lari, vogliamo continuare a subire anche l'avvelenamento del pianeta senza fare alcun tentativo di difenderlo, se non per noi almeno per i nostri figli?
Come dice Fiorello, non ci posso credere!

Grazie per l'attenzione. Cordiali saluti.

f.to Renato Risica
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Renato Risica
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Tel. 06 3012712
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