Mercoledì 17 giugno 2026
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Intercettazioni con un popolo fuori l'uscio

Francesco Mangascià · · 0 interventi
Il Presidente del Consiglio on Silvio Berlusconi, per come ha annunciato la sua battaglia contro le intercettazioni, non ha assolutamente folgorato l'estasi e lo strazio la gloria e la cenere di ogni rapporto di sempre tra ogni politico di rilievo e i suo estimatori, poiché è andato ad annunciarlo a una riunione di industriali, infischiandosene del resto dell'elettorato, escludendolo, lasciandolo fuori al porta, come se il resto della popolazione alle velleità o future prepotenze di questi si dovesse inchinare. Dunque siamo già alla cenere. Berlusconi, col suo comportamento ha escluso paradossalmente i suoi elettori più importanti, il popolo. Silvio Berlusconi, sbaglia, poiché mentre combatte esempi di chiaro degrado della giustizia, come le intercettazioni usate sempre in tempi indebiti, non ne penetra i labirinti, penalizza solo chi tocca la Casta, dimostrando di non aver capito che, non sono solo il pessimo uso delle intercettazioni a mettere in discussione l'onestà della giustizia ma, anche la non punibilità dei magistrati che seppure viene provato che sbagliano vengono poi sempre dai loro colleghi giudicati. Non si cura di capire che anche una scalata bancaria può essere una impresa criminosa, degna di attenzione così come lo sono le organizzazioni mafiose. STRASBURGO FACCI SOGNARE... Non si può far sempre politica ignorando le realtà di chi ti ha messo in Parlamento, poiché farlo diventa un orgia di potere orribilmente simile a quella commessa della sinistra che governò con Prodi e, sappiamo bene tutti come poi sia finita. In Italia vale il detto, Io ti ho creato io ti distruggo, l'italiano fortunatamente è così.
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