Venerdì 19 giugno 2026
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PER UNA ITALIA CIVILE.

Profressista · · 5 interventi
Quando il nuovo governo di centrosinistra si sarà insediato, nascerà (o dovrà assolutamente nascere) il problema di come far pagare ai responsabili dello sfacelo dell'economia e delle istituzioni, oltre che dell'abuso a fini personali delle stesse, il debito che essi hanno contratto con la giustizia. E' vero che Berlusconi perderà il guscio protettivo costituito dalle leggi ad hoc che si è fatto approvare dai suoi complici, tuttavia la sua potenza economica gli permetterà dei fronteggiare il pericolo abbastanza bene.

E' sicuramente evidente che come prima mossa il nuovo governo dovrà restituire subito alla magistratura tutte le prerogative che i neofascisti berlusconiani le hanno tolto, con eccezione della legge a protezione del premier, visto che non si sente l'immediata urgenza di farlo (il centrosinistra, per fortuna, non ha dei Berlusconi nel suo seno).

Tutto ciò sarà molto utile per far cadere nella rete della giustizia almeno i corrotti "minori" i quali potrebbero rappresentare la chiave per arrivare ai corrotti "maggiori", sino al cervello della piovra. Tuttavia, ciò potrebbe non rivelarsi sufficente per arrivare ad una soluzione soddisfacente in tempi relativamente brevi.

Per risanare il paese gli italiani dovranno piangere lacrime di sangue: il poco ma significativo sollievo morale scaturente dal fatto che almeno i responsabili di tanto sfacelo finiscano nelle patrie galere, può giocare un ruolo emotivo molto importante e potrebbe portare i cittadini ad accettare con maggior filosofia i sacrifici da affrontare.

Sarebbe un vero e proprio suicidio politico per il nuovo governo non dare una risposta di tal genere agli elettori, i quali si apprestano a "firmare" con il centro sinistra un vero e proprio accordo di giustizia, dopo l'immondo spettacolo a cui si assiste quotidianamente circa le evoluzioni dei mass media pubblici, assolutamente prostrati agli interessi elettorali del pericolo pubblico "numero uno".

La vicenda della Telecom-Serbia, di per sè potrebbe rappresentare un'occasione unica per mettere alla sbarra un considerevole numero di "collaboratori", se non l'attuale primo ministro stesso. L'affare Serbia-Telecom è, infatti, uno dei più gravi fatti di corruzione politica dalla nascita della repubblica ad oggi, I suoi fini chiaramente eversivi, tesi a ridurre all'impotenza l'opposizione, gettano una luce inquietante sulle reali intenzioni eversive dell'attuale staff governativo, il quale risente chiaramente dell'impostazione illiberale data alla sua politica dai post fascisti (o neofascisti) i quali hanno sempre svolto un ruolo determinante nelle azioni di Berlusconi, chiaramente impostate ad una selvaggia intolleranza di chiaro stampo fascista, piuttosto che su di una dialettica anche minimamente democratica.

Per quanto detto, dunque, al fine di poter dare una risposta immediata agli elettori inferociti per i cinque anni di malgoverno che hanno ridotto di quasi un terzo il potere d'acquisto della busta paga dei lavoratori, è necessario passare a soluzioni radicali. Una di queste soluzioni è sicuramente rappresentata da un disegno di legge che preveda l'abrogazione della prescrizione per superamento dei termini temporali per tutti i procedimenti legali e ciò con effetto rettroattivo almeno sino al '92, rimettendo così in discussione tutte le sofferenze giudiziarie di Berlusconi & company.

Al fine di impedire che anche i reati comuni contro il patrimonio commessi da un miriade di piccoli malvimenti (almeno al paragone degli alti "papaveri"!), possano ricadere sotto l'effetto della legge, si potrebbero introdurre delle soglie economiche di attuazione della legge stessa, evitando così che gli uffici giudiziari possano andare in tilt. Inoltre, sempre allo scopo di snellire l'intervento della magistratura, sarebbe opportuno portare il numero dei ricorsi giudiziari ad un massimo di due, in luogo dei tre attuali. Infine, sarebbe auspicabile, sempre allo scopo di dare maggior respiro all'azione dei giudici, che per i recidivi il numero dei ricorsi scenda ad uno, Coloro che osservano che ciò non è garantista, va ricordato il funzionamento della giustizia negli altri stati democratici, dove addirittura i gradi di giudzio sono ridotti ad uno! E' il caso dell'Inghilterra e degli Stati Uniti. Nessuno ha mai osato mettere in dubbio la liberalità e la giustizia di tali paesi: perchè mai il nostro dovrebbe essere diverso?

Dopo che i mass media saranno stati restituiti alla loro reale funzione pubblica, sarà possibile varare una vasta campagna informativa su cosa sono stati effettivamente questi cinque anni di malgoverno berlusconiano e far capire, così, che è estremamente pericoloso per la democrazia lasciare nelle mani di individui senza scrupoli importanti mezzi di informazione-disinformazione come possono essere i network televisivi nazionali. Dopodichè si potrà indire un nuovo referendum per l'abrogazione della legge Mammì e restituire le assegnazioni delle frequenze nelle mani dei ministeri competenti.

Qualora ciò avvenga, la cosa migliore da farsi è limitare l'ambito operativo delle future concessioni al solo livello regionale, permettendo a più soggetti l'accesso all'assegnazione delle frequenze (in maggior numero se a livello regionale), introducendo pesantissime sanzioni per i "furbi" trasgressori, con l'ovvio ritiro della concessione stessa. Tutto ciò anche nell'interesse della stessa utenza, la quale si troverebbe a disporre di maggiori possibilità di scelta.

Quanto esposto, comunque, deve essere fatto in fretta, prima che i necessari interventi economici correttivi possano portare i cittadini alla rabbia ed alla insensibilità verso i problemi della salvaguardia delle istituzioni democratiche del nostro paese. Fare in modo, dunque, che fenomeni come quello del berlusconismo non abbiano più a ripetersi nel nostro paese.


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