John Howard, rischia di essere incriminato per crimini di guerra
Un'associazione di fondamentalisti della pace australiani, composta da avvocati, politici e accademici, dopo aver riassunto in un dossier di 52 pagine, l'appoggio dato dal governo australiano agli Stati Uniti per l'intervento in Iraq, ha intenzione di chiedere, l'incriminazione per crimini di guerra dell'ex primo ministro australiano John Howard, sulla base dell'art 8 dello statuto di Roma afferente al Tribunale Internazionale per crimini di guerra, poiché la guerra in Iraq, non era stata autorizzata dalle Nazioni Unite, e Howard ha deciso per l'intervento senza sottoporre la proposta al Parlamento, che però non protestò. George W. Bush, non ha mai voluto dichiarare il terrorismo come crimine contro l'umanità, rendendolo così ipso facto un reato imprescrittibile e, lasciando così una porta aperta a dei criminali che un domani potrebbero risalire in cattedra e, pretendere altre azioni legali di questo portata. Se quest'ultima smargiassata dei pacifisti australiani, dovesse aver un seguito, un giorno anche Blair e Berlusconi, potrebbero correre il rischio di finire a The Hague, dove visse i suoi ultimi giorni Milosevic. Bush II, invece non corre alcun rischio, poiché a differenza di Blair e Berlusconi, non l'ha mai voluto firmare quel trattato. Quando si fa la guerra, con le armi o con la politica, è meglio farla seriamente odiando senza remora alcuna il nemico, altrimenti è meglio non farla.