La fica
Da quando non scopo più.noto cose che prima non notavo. O almeno non vedevo alla stessa maniera. Quel leggero battito d'ali di una farfalla, la piccola corsa della formichina lungo i perigliosi percorsi del terriccio. Percorsi naturali, immagini diafane della divinità mascherata, fatta terra, cielo, mare e fuoco che, appunto, che quella maledetta fica, mi aveva negato, avida ella dei miei sguardi e delle mie attenzioni. Succube io delle sue illusorie gratificazioni, dei suoi blandi e meschini richiami umorali. Folle nella bramosia, allora credevo in quel piacere la vera discoperta di me stesso ma pia illusione era la mia . altra è la vera messa a nudo, non quella genitale, semplice e volgare. Da quando non scopo più la vita mi sorride, non ho bieche parole che mi vengono messe in bocca da luride troie che pensano sempre di aver capito tutto, razzolo con Cristo nell'orto, gozzoviglio con Sacripante in Cantina, insomma me ne fotto di tutte quelle stronzate, di quei piagnistei, di quelle richieste che soddisfacevo solo per poter vedere le lacrime interrompersi nello scorrere su gote altro che virginali. Fatto un pompino se ne fa un altro.. peggio del papa. in questa catena orale finisce per ricadere la subdola verità di quella creatura immonda che poco se ne cura, qualora la si abbandoni per praticare altre vie. Natiche e bocche e fiche sanno sempre il fatto loro e non rimarranno mai da sole, sempre prone al richiamo del lubrico mantenimento di se stesse anche a costo (a costo, si fa per dire.) del culo.quasi che la solitudine sia un male esecrabile. Io invece in questa solitudine ho ritrovato finalmente la compassione per il pulcino zoppo, la gallina trovatella e la volpe alcolizzata. Da quando non scopo più ho una visione molto più chiara della vita e tanti nuovi piccoli amici nel mio cortile!
Isaia Zingaro ROM
Isaia Zingaro ROM