leggi ad personam
ECCO IL PRIMATO DELLA SINISTRA!!!
Riformulazione del reato di abuso d'ufficio
Con questa legge (n. 234, 16 luglio 1997, in vigore dal 9 agosto), è stato riscritto l'articolo 323 del codice penale in materia di abuso d'ufficio.
Secondo i proponenti di tale modifica, la precedente formulazione del reato di abuso d'ufficio avrebbe violato i principi di legalità e tassatività della norma penale, in quanto sarebbe stata sostanzialmente indeterminata, lasciando ampia discrezionalità alla magistratura riguardo alle violazioni nella Pubblica Amministrazione; per queste ragioni i proponenti hanno delimitato i la punibilità a casi di violazione di leggi, regolamenti o di un preciso obbligo di astensione.
[modifica]
abrogazione di quello non patrimoniale
Il reato di abuso d'ufficio non patrimoniale è stato totalmente cancellato da questa nuova legge. Secondo questa riforma infatti, nel caso in cui un pubblico ufficiale commette un abuso d'ufficio (cioè un atto contrario ai suoi doveri d'ufficio), ciò non è più considerato reato se non si dimostra che da tale abuso ne ha anche avuto un vantaggio quantificabile.
La nuova legge (espressamente formulata in modo da essere immediatamente applicabile ai procedimenti in corso), ha portato ad esempio alla fine prematura dell'inchiesta di Affittopoli e all'assoluzione di due ex presidenti del Coni, Mario Pescante e Bruno Gattai, per 959 assunzioni senza concorso. Inoltre il 22 dicembre 1997 questa riforma, approvata mentre Romano Prodi era presidente del Consiglio, fu una delle motivazioni alla base del proscioglimento dello stesso Prodi accusato di abuso d'ufficio nella sua qualità di presidente dell'IRI in merito alla privatizzazione di parte della SME: ciò - ad anni di distanza - ha fatto discutere di una possibile "legge ad personam".
Riformulazione del reato di abuso d'ufficio
Con questa legge (n. 234, 16 luglio 1997, in vigore dal 9 agosto), è stato riscritto l'articolo 323 del codice penale in materia di abuso d'ufficio.
Secondo i proponenti di tale modifica, la precedente formulazione del reato di abuso d'ufficio avrebbe violato i principi di legalità e tassatività della norma penale, in quanto sarebbe stata sostanzialmente indeterminata, lasciando ampia discrezionalità alla magistratura riguardo alle violazioni nella Pubblica Amministrazione; per queste ragioni i proponenti hanno delimitato i la punibilità a casi di violazione di leggi, regolamenti o di un preciso obbligo di astensione.
[modifica]
abrogazione di quello non patrimoniale
Il reato di abuso d'ufficio non patrimoniale è stato totalmente cancellato da questa nuova legge. Secondo questa riforma infatti, nel caso in cui un pubblico ufficiale commette un abuso d'ufficio (cioè un atto contrario ai suoi doveri d'ufficio), ciò non è più considerato reato se non si dimostra che da tale abuso ne ha anche avuto un vantaggio quantificabile.
La nuova legge (espressamente formulata in modo da essere immediatamente applicabile ai procedimenti in corso), ha portato ad esempio alla fine prematura dell'inchiesta di Affittopoli e all'assoluzione di due ex presidenti del Coni, Mario Pescante e Bruno Gattai, per 959 assunzioni senza concorso. Inoltre il 22 dicembre 1997 questa riforma, approvata mentre Romano Prodi era presidente del Consiglio, fu una delle motivazioni alla base del proscioglimento dello stesso Prodi accusato di abuso d'ufficio nella sua qualità di presidente dell'IRI in merito alla privatizzazione di parte della SME: ciò - ad anni di distanza - ha fatto discutere di una possibile "legge ad personam".