lettera aperta al presidente della Repubblica- attentato di via Rasella ed eccidio Fosse Ardeatine
Signor Presidente,
fra qualche giorno, come consuetudine, sarà commemorato presso le fosse Ardeatine l'eccidio perpetrato dai tedeschi il giorno 24 aprile del 1944 e nel quale morirono 335 persone.
E' giusto e doveroso rammentare a tutti le tappe più rappresentative della storia, ma ritengo che sia altrettanto giusto e doveroso rammentare i fatti nella loro completezza. Nel caso in esame non ho mai sentito spiegare dal Presidente della Repubblica di turno, durante la commemorazione, il perchè di tale efferato eccidio e ciò, mi sia concesso, non serve né a chiarire la storia né tantomeno a cercare di rasserenare gli animi. Si dica una volta per tutte ed a chiare lettere come sono andati i fatti, si dica che, nonostante i vari avvertimenti degli occupanti tedeschi, il giorno 23 marzo del 1944 una colonna di soldati tedeschi fu fatta oggetto di un attentato ( scoppio di una bomba seguito da un nutrito lacio di bombe a mano)da parte dei Gap in cui morirono 33 soldati mentre 38 rimasero feriti. Forse è inutile soffermarsi sul fatto che l' attentato non sarebbe stato di alcuna utilità al fine di liberare Roma dai tedeschi, ma quello che è grave, almeno dal mio semplice punto di vista, è che nessuno degli attentatori, pur se consapevoli delle sicure ritorsioni, ha avuto il coraggio e/o il senso civico di costituirsi e ha lasciato morire degli innocenti. A distanza di sessantacinque anni dal tragico evento forse non serve a niente mettersi a soppesare con la bilancia del farmacista le ragioni e/o le colpe, ma rammentare come si sono svolti i fatti nella loro intierezza ritengo che sia un obbligo morale di tutti in quanto se si continua con storie raccontate a metà mai si giungerà ad un clima sereno. Lei Signor Presidente, Presidente di tutti gli italiani, non si faccia sfuggire ancora questa grande occasione, deplori quello che è giusto e doveroso deplorare, ma, al fine di rasserenare gli animi ed anche per il rispetto verso chi perse la vita , dica, specialmente ai giovani come andarono le cose in quei foschi giorni 23 e 24 marzo 1944.
fra qualche giorno, come consuetudine, sarà commemorato presso le fosse Ardeatine l'eccidio perpetrato dai tedeschi il giorno 24 aprile del 1944 e nel quale morirono 335 persone.
E' giusto e doveroso rammentare a tutti le tappe più rappresentative della storia, ma ritengo che sia altrettanto giusto e doveroso rammentare i fatti nella loro completezza. Nel caso in esame non ho mai sentito spiegare dal Presidente della Repubblica di turno, durante la commemorazione, il perchè di tale efferato eccidio e ciò, mi sia concesso, non serve né a chiarire la storia né tantomeno a cercare di rasserenare gli animi. Si dica una volta per tutte ed a chiare lettere come sono andati i fatti, si dica che, nonostante i vari avvertimenti degli occupanti tedeschi, il giorno 23 marzo del 1944 una colonna di soldati tedeschi fu fatta oggetto di un attentato ( scoppio di una bomba seguito da un nutrito lacio di bombe a mano)da parte dei Gap in cui morirono 33 soldati mentre 38 rimasero feriti. Forse è inutile soffermarsi sul fatto che l' attentato non sarebbe stato di alcuna utilità al fine di liberare Roma dai tedeschi, ma quello che è grave, almeno dal mio semplice punto di vista, è che nessuno degli attentatori, pur se consapevoli delle sicure ritorsioni, ha avuto il coraggio e/o il senso civico di costituirsi e ha lasciato morire degli innocenti. A distanza di sessantacinque anni dal tragico evento forse non serve a niente mettersi a soppesare con la bilancia del farmacista le ragioni e/o le colpe, ma rammentare come si sono svolti i fatti nella loro intierezza ritengo che sia un obbligo morale di tutti in quanto se si continua con storie raccontate a metà mai si giungerà ad un clima sereno. Lei Signor Presidente, Presidente di tutti gli italiani, non si faccia sfuggire ancora questa grande occasione, deplori quello che è giusto e doveroso deplorare, ma, al fine di rasserenare gli animi ed anche per il rispetto verso chi perse la vita , dica, specialmente ai giovani come andarono le cose in quei foschi giorni 23 e 24 marzo 1944.