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Livni a porte chiuse: Iran non mette Israele in pericolo

annapaola · · 1 interventi
Livni a porte chiuse: Iran non mette Israele in pericolo
Maurizio Blondet
25/10/2007
Il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni

ISRAELE - «Il ministro degli esteri [israeliano] Tzipi Livni ha detto qualche mese fa, in discussioni a porte chiuse, che per lei le armi nucleari iraniane non rappresentano una minaccia all'esistenza di Israele. Lo rivela Haaretz Magazine in un articolo sulla Livni che sarà pubblicato venerdì».
Haaretz Magazine è il settimanale allegato al quotidiano Haaretz.
La frase sopra citata è tratta non da un foglio antisemita, ma dallo stesso Haaretz quotidiano (1).
In attesa dell'articolo non ancora disponibile, dobbiamo accontentarci di questo annuncio e dei pochi capoversi che gli dedica il giornale.
«La Livni ha anche criticato l'uso esagerato che il primo ministro Ehud Olmert sta facendo del tema della bomba atomica iraniana; dice che Olmert [la cui popolarità è ai minimi storici per un leader sionista] sta cercando di compattare l'opinione pubblica attorno a sé strumentalizzando i suoi più elementari terrori».
«La settimana scorsa l'ex capo del Mossad Ephraim Halevy ha fatto dichiarazioni simili a proposito dell'Iran».
Tzipi Livni è la seconda donna più potente della storia israeliana dopo Golda Meir.
E' stata la coccola di Sharon, non certo una colomba, e lo ha seguito dal Likud nel partito Kadima da lui formato.
E' figlia di agenti del Mossad ed è stata lei stessa agente del Mossad.
Dietro porte chiuse, ha detto la verità, evidente ad ogni persona di buon senso.
Apertamente, all'assemblea generale dell'ONU del 20 settembre scorso, ha detto il contrario.

«Non c'è minaccia più grande ai nostri valori che quella che fanno pesare sul mondo i leader dell'Iran», ha detto in quell'occasione: «Essi negano e deridono l'olocausto. Parlano apertamente di voler spazzare Israele dalle mappe. Ed ora con le loro azioni essi perseguono l'armamento per conseguire questo obbiettivo, mettendo a rischio la regione e minacciando il mondo».
Ed ha ingiunto «al mondo» di «agire contro l'Irak».
«E' tempo per le Nazioni Unite e gli stati di questo mondo di adempiere la loro promessa, 'mai più'. Deve dire che il troppo è troppo, e agire immediatamente per difendere i suoi più elementari valori» (2).
Non è la sola.
Il presidente Shimon Peres, cariatide del sionismo laburista che è riuscito a farsi passare per «moderato» se non quasi pacifista, ha detto la stessa menzogna pochi giorni fa: «Il mondo ha le prove che l'Iran si sta facendo la bomba atomica» (3).
E in questi giorni assistiamo ad una frenesia di viaggi internazionali di Olmert e di tutti i politici israeliani che contano qualcosa, per incontrare capi di stato e di governo e convincerli (o intimare loro) che il bombardamento dell'Iran è necessario per salvare non Israele, ma il mondo da questa orribile minaccia.
E praticamente tutti i media battono questa grancassa bellica, mostrando che la guerra - la terza guerra mondiale, come ha detto Bush - è giusta e necessaria.
Ora, mettiamo qualche puntino sulle i.

Come rivela Haaretz, la dirigenza israeliana, anche la più fanatica, sa benissimo che l'Iran non ha i mezzi per minacciare Israele.
E se lo dice a porte chiuse.
Sa che Olmert sta agitando questo spettro, mobilitando tutte le sue lobbies e i suoi complici nel resto del mondo e segnatamente in Europa e USA, soltanto per sue ragioni elettorali - e se lo dice dietro le quinte.
Dietro porte chiuse, si dicono tra loro che questa operazione è una strumentalizzazione dei terrori isterici (alimentati da sensi di colpa rimossi) del popolo giudaico.
Terrori e fantasmi che da sempre i capi sionisti agitano a loro vantaggio: Sharon era maestro nel «mettere Israele in pericolo» con colpi di testa e fatti compiuti, per poi «salvarla» dalle minacce immaginarie che aveva suscitato.
Sanno benissimo che il regime israeliano si regge su questo istero-fascismo feroce, e sfrutta a freddo il millenario vittimismo ebraico, la proclamata accusa che questo popolo rivolge al mondo intero, che presume lo odii e lo voglia sterminare.
Tutto questo è falso, e quando parlano tra loro a porte chiuse lo ammettono.
Ma in pubblico, tutti insieme, proclamano il contrario della verità.
Ce la vogliono far ingollare a tutti i costi.
E soprattutto, sulla base di questa menzogna, per i loro scopi interni miserabili, vogliono trascinare gli USA - già dissanguatisi per loro - in una ennesima guerra rovinosa per i suoi interessi e per il suo prestigio.
E naturalmente ci riusciranno.
Con ciò, non bastando loro il genocidio a rate che perseguono contro i palestinesi, non bastando loro la distruzione del Libano e dell'Irak, ritenendo insufficienti le attività di sovversione, disinformazione, propaganda e destabilizzazione (per non parlare degli omicidi) che spargono nell'area di cui sono al centro, pretendono - e certo otterranno - il massacro di decine e più probabilmente centinaia di migliaia di iraniani, la distruzione delle poche infrastrutture di quel paese, e il suo arretramento all'età della pietra (ciò che avevano promesso all'Irak, e che hanno mantenuto).

Domandiamo sommessamente: è «antisemita» dichiarare che questo comportamento dello stato ebraico è un crimine contro l'umanità, aggravato dai futili motivi?
E' «razzista» constatare che queste atrocità e massacri commessi con la scusa menzognera che «Israele è in pericolo esistenziale» sono ripetute e reiterate?
E' da «negazionisti» denunciare che oggi il vero pericolo per il mondo intero è rappresentato da Israele, dalle sue 500 bombe atomiche in mano a individui di tale irresponsabile cinismo e malvagità, da trascinare il pianeta alla «terza guerra mondiale» perché Olmert vuole atteggiarsi a Sharon e farsi rieleggere?
O peggio, perché vuole testare i limiti del potere ebraico e delle sue lobbies sulle altre nazioni?
E' antisemita denunciare questo Israele come il Quarto Reich, irrazionale e istero-nazista, quello contro cui la nostra generazione vede «vegliare»?
Israele è anche abitata da gente onesta e coraggiosa, che denuncia le menzogne e le atrocità reiterate; da soldati che si rifiutano di farsi aguzzini di inermi, da piloti che sono condannati perché non vogliono più sparare su donne e bambini, da giornalisti come quelli di Haaretz.
Non è ora che il cosiddetto mondo dia voce a queste rose bianche?

Maurizio Blondet

Note
1) Gidi Weitz, Na'ama Lanski, «Livni behind closed doors: Iran nukes pose little threat to Israel», Haaretz, 25 ottobre 2007.
2) Shlomo Shamir, «Livni: Iran poses greatest threat to world's values», Haaretz, 21 settembre 2007.
3) Barak Ravid, «Peres: World has proof that Iran is seeking nuclear weapons», Haaretz, 19 ottobre 2007.


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