Domenica 28 giugno 2026
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8 luglio, Piazza Navona

Sergio · · 64 interventi
Piazza Navona, 8 luglio dell'anno di grazia 2008, ovvero il trionfo del paradosso e dell'antiberlusconismo berlusconiano.

Tutti sapevamo che con la nuova affermazione di Berlusconi si sarebbe riaperta la partita delle "sue" leggi, nel senso di leggi fatte da lui e per lui. Eppure, molti di questi signori radunatisi a Piazza Navona hanno reso possibile il trionfante ritorno del Cav. ripartendo esattamente da quella stessa casella in cui il Paese si trovava al termine del precedente ultimo quinquennio: come in un eterno gioco dell'oca dove i dadi sono truccati, ma a truccarli sono coloro che restano fermi nella casella "prigione". Prigionieri della loro miopia, dei loro interessi, della incapacità di esprimere una cultura di segno diversa da quella berlusconiana, come ieri da quella democristiana.

Di Pietro, Travaglio e Grillo.
Semplicemente patetici. Con le armi della demagogia, del populismo e giustizialismo di facciata non si combatte chi di demagogia e populismo vive. Inutile incentrare sui temi della giustizia l'opposizione a Berlusconi. Poco importa che le alte cariche dello Stato non possano essere processate durante il mandato in essere; poco importa che i processi siano sospesi per tot tempo. tanto visto quel che durano anno più anno meno poco conta. Se al paese fosse stato a cuore il tema agitato, non avrebbe votato come ha votato. E se al paese questi temi non stanno a cuore è perché ha rinunciato a pensare che esista una giustizia uguale per tutti e che le leggi siano fatte per il bene della nazione.
D'altra parte per decenni abbiamo vissuto con un'ampia e scriteriata immunità parlamentare; d'altra parte per decenni il paese è stato gestito da una associazione a delinquere con la complicità di larga parte dell'opposizione, nei fatti collusa con quel potere corrotto e corruttore.
L'oligarchia partitocratica e corporativa ha umiliato e stuprato la Costituzione: adesso agli italiani interessa solo sapere se dopo esservi arricchiti derubando gli italiani, se dopo aver sistemato fratelli, sorelle, mogli e amanti, se dopo aver provveduto a concedervi lasciti e prebende, siete anche capaci, se vi avanza un po' di tempo, di fare qualcosa per i sudditi. E poco importa se questo qualcosa a farlo sia un santo, un coglione, un mafioso o un politico con o senza tutte queste caratteristiche.

L'omofobia di Sabina Guzzanti.
La Chiesa cattolica ha una nota posizione sull'omosessualità. La cosa può non piacere e può essere criticata.
In ogni caso, la Chiesa è libera di avere le posizioni che ritiene più idonee in base alla lettura che dà delle sacre scritture o di quel che vuole.
Si rende un pessimo servizio alla causa dei diritti degli omosessuali se si fa discendere il superamento del tratto omofobico presente nella nostra società dall'assunzione da parte della chiesa di un nuovo e mutato atteggiamento nei confronti dell'omosessualità.
Ciò equivale ad affermare che i diritti degli omosessuali sono subordinati alla dottrina della Chiesa; significa affermare che la politica è subordinata alla Chiesa. Se è così, allora è alla politica che bisogna indirizzare gli strali della critica e della satira.
Chi assume questo atteggiamento non solo dimostra scarsa sensibilità e cultura ma ipocritamente fornisce alibi al non fare proprio e della parte politica nella quale si riconosce: le responsabilità sono sempre degli altri.
L'autrice di Viva Zapatero! dovrebbe interrogarsi su dove sia la sinistra e la cultura liberale sul fronte dei diritti degli omosessuali; su cosa ha prodotto in questi ultimi anni su questi temi e sui nodi irrisolti tra politica di sinistra e mondo cattolico.
Spetta alla politica decidere come regolare i diritti di un gruppo di persone; e se la politica si dimostra suddita della Chiesa è la politica che va spronata e criticata.
La Guzzanti ha reso un pessimo servizio agli omosessuali e ha fornito ottimi argomenti ai berlusconiani. Eterogenesi dei fini: rafforzare il contrario di ciò che si afferma di voler combattere.

Il maschilismo di Sabina Guzzanti.
Sabina Guzzanti ha dimostrato che:
- esiste il potere del maschio;
- il maschilismo è spesso una creazione del sesso femminile:
- per essere donna non basta avere le tette e una fessura tra le gambe;
- le donne non sono meglio degli uomini;
- le donne in politica o che si occupano di politica sono spesso più rozze e maschiliste degli uomini;
- alcune femmine sanno stuprare con una violenza inaudita;
- le femmine maschiliste tendono a prostituirsi al potere del maschio assumendone gli stereotipi comportamentali, intellettuali e verbali ma ovviamente senza quella ironia e bonarietà che spesso accompagna i maschi;
- quote rosa e pari opportunità non servono e vanno abolite; se Guzzanti afferma di sapere a cosa la Carfagna debba il suo successo, può la Guzzanti spiegare il successo di tante altre donne palesemente incapaci e inconsistenti? Se una donna non sa rinunciare all'idea che un'altra donna faccia la puttana per raggiungere i suoi obiettivi, a cosa serve disquisire sul presunto tratto femminile che farebbe la differenza? Il tratto femminile che farebbe la differenza è il potere degli orifizi? Meglio allora tenere ai minimi termini la presenza femminile in ogni luogo perché se le cose stanno come Guzzanti adombra allora il tratto femminile è un micidiale potere di corruzione.
- odia le donne; se una donna carina fa carriera vuol dire che l'ha data, l'ha preso, l'ha succhiato? E le donne meno carine ma con ogni evidenza incompetenti a cosa devono il loro successo?
La pretesa di combattere Berlusconi e quel che rappresenta con le sparate alla Guzzanti è il segno di una sostanziale incapacità di produrre una cultura alternativa a quella rappresentata da Berlusconi e a quella che ha prodotto il caso Berlusconi.

Carfagna.
Altro esempio di maschilismo femminile. Perché tirare in ballo il padre di Sabina? Per dimostrare cosa? Che ha fallito nel suo compito di educatore? Che le divergenze tra le posizioni del padre e della figlia sono frutto di un improbabile conflitto generazionale? Possiamo affermare il diritto al rispetto e all'autonomia di ogni individuo prescindendo dai rapporti di sangue?
Piccolo suggerimento al ministro: presenti una proposta per eliminare le quote rosa e il ministero per le pari opportunità.
Le pari opportunità sono scritte nella nostra Costituzione e non serve un ministero ma una cultura che sappia superare le logiche sessiste e l'uso delle discriminazioni di genere per mantenere posizioni di potere. Si tratta comunque di strumenti inventati dal potere maschile per controllare l'accesso delle donne alla politica. Donne che hanno dimostrato, con pochissime eccezioni, di non essere né migliori né più oneste né più efficienti dei loro colleghi maschi; donne che sono spesso state prone all'indiscusso potere dei soliti quattro maschi.
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