Mercoledì 17 giugno 2026
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MA I SOLDI CHE ABBIAMO IN BANCA SONO NOSTRI?

lucillafiaccola1796 · · 9 interventi
CONSAPEVOLE.IT Ma i soldi che abbiamo in banca, sono nostri?
Pierluigi Paletti
Dal nostro amico Dario, ci arriva questa mail. STRASBURGO (Francia), a studente italiano in Erasmus bancomat/carta di credito gratuita in quattro giorni, conto e carta gratuiti, con 250 euro di scoperto non gravato da interessi per i primi 20 giorni, operazioni gratuite. Banca Paribas. Siamo nel 2003. Roma, anno domini 2007, alla stessa persona, oggi libero professionista, bancomat che si attiva solo al versamento di mille euro sul conto (oltre un mese per l'attivazione, dal momento che non guadagno quelle cifre in meno tempo, e che nel frattempo ho comunque bisogno di campare) e che SI BLOCCA senza alcun preavviso non appena il credito sul conto scende sotto i 250 euro. In altre parole, NON PUOI RITIRARE I TUOI SOLDI. E così da ieri sera il mio benzinaio conserva la mia carta d'identità. Chiamo l'assistenza per capire che succede e ottengo una prima risposta laconica: sicurezza. Alla mia obiezione ("esistono banche sicurissime che non trattengono il mio denaro con la forza") risposta stizzita "noi non tratteniamo i suoi soldi" (negare, sempre negare, fortissimamente negare) "può fare un bonifico ad un suo parente o a un suo amico". Volevo rispondere "Anche lei potrebbe entrare nel suo appartamento dalla finestra del secondo piano invece che dalla porta sulle scale. Le sembra ragionevole?" Banca IWbank. Che cavolo di giustificazione è "la sicurezza"? E già che ci siamo, ammettendo l'assurdità di pagare qualcuno per dargli i miei soldi, qualcuno che magari non li porti in Iraq per "missioni di pace" e fornisca un servizio un minimo professionale (da leggersi: non mi lascia in mutande senza preavviso) chi potrebbe essere? L’esperienza di Dario è importante per capire la pericolosità della moneta globale elettronica verso cui, a piccoli passi, politici e mondo bancario ci stanno portando. In questo senso vanno le decisioni del governo Prodi sui pagamenti elettronici ai professionisti, e la recente proposta di rendere non trasferibili tutti gli assegni. Da parte sua la banca scoraggia in tutti i modi possibili l’uso del denaro contante, a favore di carte elettroniche, meglio se di debito. Tralasciamo, per un momento, il fatto della creazione dal nulla del denaro elettronico virtuale che insieme al meccanismo di creazione del denaro cartaceo da parte delle banche centrali fanno del sistema bancario l’alchimista moderno che trasforma l’aria fritta (denaro virtuale e cartaceo) in oro attraverso il nostro indebitamento e che di fatto ci rende schiavi moderni, e concentriamoci sull’aspetto evidenziato da Dario nella sua mail. Dario non chiedeva altro che di poter disporre liberamente del suo denaro, non chiedeva prestiti, scoperti di conto, ma solo di poter pagare il pieno di benzina con il SUO denaro. Pensiamo ora alla quantità di denaro elettronico che usiamo, bancomat, carta di credito, carta revolving, telepass, che ci permette di poter rateizzare i nostri acquisti pagando un lauto interesse, gravato tra l’altro di un ingiusto canone mensile, una valanga di fidelity card, bonifici, internet banking con il quale paghiamo le nostre utenze. Volendo potremmo fare a meno, in qualsiasi momento, del denaro cartaceo. Fino a che le cose vanno nel giusto verso nessun problema, anzi è comodo portare in tasca solo carte elettroniche invece di quelle sempre più scomode banconote e quei pesanti spiccioli. Con il denaro elettronico però lasciamo tutta una serie di dati che ci fa essere un libro aperto per coloro che ne vengono in possesso: quante volte fai benzina, quanto guadagni, che acquisti fai, dove, con quale periodicità, quanto consumi, quanto sei indebitato, chi paghi, dove vai, dove sei in questo preciso istante, le tue opinioni politiche, quanto stai su internet, che siti leggi, a chi telefoni, ecc. Oggi lasciamo una quantità di informazioni elettroniche tali che siamo un libro aperto per coloro i quali hanno accesso a queste informazioni, banche, multinazionali, fisco, polizia ecc. Non è un segreto per nessuno che dai dati delle fidelity card, la grande distribuzione estrae una miriade di infomazioni utili per fare campagne mirate; non è un segreto per nessuno che i datori di lavoro spiino gli spostamenti dei loro dipendenti con i navigatori satellitari; non è un segreto che le banche usino questi dati per offrirti prodotti adatti al tuo stile di vita, e non è un segreto che servizi segreti e polizia abbiano libero accesso ai dati bancari e con le nuove tecnologie possano addirittura attivare telefoni a distanza e usarli come microfoni per intercettazioni e individuare dov’è o dov’era una persona in un dato momento. Dalle informazioni che trapelano, sempre più numerose, sappiamo che questi dati vengono usati anche per “guidare” i nostri pensieri e per indirizzare le nostre azioni. Un ottimo sistema per tenere a bada le masse, non farle pensare, e tenerle sotto stretto controllo è quello di indebitarle e l’obbiettivo è stato centrato con successo. La stessa cosa è avvenuta con gli stati e quindi anche il controllo sui politici è stato attuato con notevole successo, almeno a giudicare dai risultati. Le aziende sono indebitate anche loro oltre ogni ragionevole limite. L’economia è completamente disgregata e non autosufficiente, a tal punto che mangiamo prodotti, una volta vanto della nostra agricoltura, che provengono da paesi distanti migliaia di chilometri. Come se non bastasse stiamo tutti diventando obesi e malati a vantaggio di chi dalla malattia trae il suo profitto. Sono state eliminate tutte le differenze che contraddistinguevano un popolo da un altro e oggi tutti mangiamo le stesse cose, ci ammaliamo delle stesse malattie, abbiamo gli stessi problemi di lavoro e di debiti, i nostri bambini sono tutti stressati e in tutte le famiglie manca il tempo da dedicare agli affetti perché siamo concentrati a sopravvivere. Con questo quadro che non è pessimista, ma solo crudo e disincantato, può essere facile che qualche gruppo di persone possamanifestare il proprio dissenso, come avviene per la Val di Susa, la base di Vicenza, per gli scandalosi termovalorizzatori e rigassificatori o semplicemente perché la gente, svegliandosi, si sta stufando di essere un massa di moderni schiavi al servizio dei grandi potentati economici. Naturalmente si è pensato anche a questo e, se la cosa diventasse pericolosa per il potere costituito, aumentando di intensità e coinvolgendo un numero sempre maggiore di persone che si vogliono riappropriare della loro vita, della loro moneta, del loro cibo e del proprio territorio, si può usare il metodo duro (colpirne uno per educarne 100), come è avvenuto in Egitto pochi giorni fa con il blogger condannato a 4 anni, colpevole di aver manifestato il proprio pensiero, oppure arrivare allo stesso scopo anche con metodi più sottili, come imporre alle persone che sono andate fuori dagli schemi, di rientrare immediatamente dei loro debiti, o alle, poche, persone che non sono indebitate bloccare con un semplice click le loro disponibilità sul conto corrente, le loro carte, il loro telepass, per ridurli alla ragione in un battito di ciglia. Avete provato a pensare cosa sarebbe la vostra vita se non poteste disporre denaro contante e se il vostro denaro elettronico venisse bloccato? O semplicemente, come è avvenuto pochi anni fa in Argentina, poteste prelevare solo un minimo quantitativo di denaro a settimana? Semplicemente l’inferno! Può darsi che sia solo fantasia, ma il “piccolo” inconveniente di Dario ci ha dato lo spunto per riflettere su questo tema da non sottovalutare, e poi si sa, che molte volte... la realtà supera la fantasia. fonte www.centrofondi.it
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