Da MAAR a DAN BROWN
da sito WEB.
La Madonna nera
Nel 633 una misteriosa barchetta entrò nel porto di Boulogne-sur- Mer nella Francia settentrionale. Non c'era nessuno a bordo, a parte una statuetta della Madonna nera con bambino alta circa un metro e una copia dei Vangeli in siriaco. Qualunque fosse la sua provenienza, la piccola barca suscitò un grande subbuglio al suo arrivo. La strana Madonna, nota come Nostra Signora del Divino Sangue, diventò l'emblema della cattedrale di Notre-Dame a Boulogne e fu oggetto di grande venerazione finchè non fu distrutta durante la Rivoluzione francese. (*)
La Madonna nera di Boulogne rafforzò il legame fra Maria e il mare" nella mente popolare. L'emblema di "Maria del mare", derivato dalle successive insegne di Boulogne, fu usato sui contrassegni dei pellegrini prima di Carlomagno e una versione dello stesso emblema arrivò fino in Scozia prima che i sigilli araldici divenissero comuni in Gran Bretagna. Nella Scozia dell'XI secolo, il porto di Leith a Edimburgo creò il proprio emblema ufficiale: una raffigurazione di "Maria del Mare" e del suo Bambino del Graal in una barca a vela protetta da una nuvola: un chiaro riferimento a Giacomo (Giuseppe di Arimatea), il capo dei pellegrini, che un tempo era stato la "Nuvola".
Per qualche motivo, molti studiosi di araldica hanno creduto bene d'ignorare l'importanza di questi emblemi femminili, esattamente come i compilatori degli alberi genealogici e degli annuari della nobiltà hanno colpevolmente tralasciato le discendenze femminili. Questo accadde in particolare durante l'epoca georgiana e vittoriana in Gran Bretagna e i volumi che ad essa si riferiscono sono la fonte di molte delle insoddisfacenti informazioni disponibili oggi. Forse l' odierno avvento dell'Età dell' Acquario vedrà la fine della storia dominata dai maschi, ma per il momento la maggioranza di tali opere viene pubblicata secondo il vecchio stile e la vecchia struttura. Tuttavia, non occorre cercare molto per scoprire che concetto di "noblesse uterine" (nobiltà ereditata da parte di madre) era accettato in tutto e per tutto durante i Secoli Bui e il primo Medioevo.
Si afferma generalmente che l'idea di araldica (avere uno stemma con le armi di famiglia) nacque nel XII secolo. Questo può essere vero per la Gran Bretagna, ma non furono i britannici a inventare l'idea, come gli araldisti di un tempo volevano farci credere. Il Collegio degli Araldisti e il Collegio dei Blasoni, considerati le massime autorità sull'argomento, furono entrambi istituiti verso la fine del 1300 per controllare gli annuari dei blasonati. A quel tempo un cavaliere doveva portare uno scudo decorato per poter essere riconosciuto anche se vestito da capo a piedi in cotta di maglia e armatura. L'uso di bandiere e altri emblemi indicanti la famiglia o la regione era nato in epoca precedente nelle Fiandre e nella Francia Settentrionale.
Malgrado ciò, pochi in Gran Bretagna hanno mai visto uno stemma anteriore al XII secolo, specie uno che non sia di origine feudale. L'emblema del porto di Leith è quindi unico per quanto riguarda la data e il legame femminile e non feudale.
La vita di Maria Maddalena, il manoscritto riccamente miniato dall'arcivescovo Raban Maar, comprende 50 capitoli rilegati in sei volumi. Narra, fra le altre cose, che Maria, Marta e le loro compagne lasciarono [.] le sponde dell' Asia e, favorite da un vento dell'est, attraversarono il mare [Mediterraneo] fra l'Europa e l'Africa, lasciando la città di Roma e tutta la terra d'Italia a destra [a nord]. Poi, cambiando felicemente rotta verso destra [il nord], giunsero alla città di Marsiglia, nella provincia gallica di Vienne, dove il fiume Rodano raggiunge la costa. Lì - dopo aver fatto appello a Dio, il Grande Re di tutto il mondo - si separarono.
Le biblioteche di Parigi contengono vari manoscritti ancora più antichi di quello di Maar , alcuni dei quali testimoniano dello stesso periodo della vita di Maria. La sua missione in Provenza è specificamente menzionata in un inno del v secolo (ripubblicato negli atti chiamati "Acta Sanctorum" , raccolti e proposti per la prima volta al grande pubblico nel XVII secolo dal gesuita Jean Bolland). Si dice che le compagne di Maria, Maria Salomè (Elena) e Maria Iacopa (la moglie di Cleofa) siano sepolte nella cripta de Les Saintes Maries nella Camargue, insieme alla loro ancella Sara.
Molto prima che venisse costruita la chiesa del IX secolo, quella che sorgeva lì, in origine, si chiamava Sanctae Mariae de Ratis (l'antico nome del luogo); accanto all'attuale navata centrale vi sono i resti di una scultura che rappresenta le Marie in mare. Il legame di Maria Maddalena con la Gallia è stato artisticamente descritto in due modi: rappresentativo e mistico. In alcuni casi ella viene mostrata "en voyage" verso Marsiglia, come nei resoconti documentati. L'esempio più importante di questo stile figurativo è forse quello esposto nella chiesa de Les Saintes Maries del IX secolo: un quadro di Henri de Guademaris. Ritrae l'arrivo delle Marie su una barca a largo della costa della Provenza e fu esposto al Salone di Parigi nel 1886.
Un altro famoso dipinto dello stesso genere è Il viaggio in mare di Lukas Moser , che fa parte della pala d'altare laminata d' oro e d' argento (Der Magdalenltar) nella Katholisches Pfarramt St. Maria Magdalena a Tiefenbrohn nella Germania meridionale. Ella viene altrimenti raffigurata nell' atto di librarsi sopra la Terra per ricevere l'illuminazione divina (cosa che faceva ogni giorno secondo i racconti apocrifi), oppure mentre viene trasportata a ovest come nella Rivelazione. Un pregevole esempio di questo stile figurativo è Maria Maddalena portata dagli Angeli. Quest'opera di Giovanni Lanfranco, datata intorno al 1606, si trova nella Galleria nazionale di Capodimonte a Napoli e mostra la Maddalena nuda insieme a tre putti in volo sopra un paesaggio europeo deserto.
I resti mortali di Marta giacciono sepolti a Tarascona, nella provincia francese di Vienne. Ordinanze di Luigi XI datate 1482 fanno riferimento a una visita del re merovingio Clodoveo a questa tomba verso la fine del v secolo. Le spoglie di Maria Maddalena furono sepolte nell'abbazia di San Massimino, a circa 50 chilometri da Marsiglia. Carlo II di Sicilia, conte di Provenza, dissotterrò il teschio e l'omero di Maria nel 1279 per esporli in teche d'oro e d'argento dove sono ancora oggi. Alcune altre ossa e ceneri di Maria furono poste in un'urna, ma vennero disperse da vandali durante la Rivoluzione francese.
La "grotta della solitudine" di Maria si trova nelle vicinanze, a La Sainte Baume. Fu questa grotta che il Sire de Joinville visitò nel 1254 al suo ritorno dalla VII Crociata con re Luigi IX. Dopo scrisse: Arrivammo alla città di Aix-en-Provence per onorare la Beata Maddalena che giaceva a circa un giorno di viaggio. Ci recammo nel luogo chiamato Baume, su una roccia molto aspra e scoscesa, dove si diceva che la santa Maddalena avesse vissuto a lungo in un eremitaggio.. Tre secoli prima, Wuillermus Gerardus, marchese di Provenza, era andato in pellegrinaggio alla grotta.
La chiesa scavata su in alto nella roccia a La Sainte Baume, con i suoi vari altari e la sua scultura di Maria Maddalena, è da molto tempo una famosa meta di pellegrinaggi. Aix-en-Provence, dove Maria Maddalena morì nel 63 d.C., era l'antica città di Aquae Sextiae e prendeva il nome dalle sorgenti calde di Aix, già Acqs: alterazione medievale di un derivato dal latino aquae, talvolta aquense. In alcune tradizioni, Maria è ricordata come la Domna del Aquae, "Signora delle Acque". Oppure, come abbiamo visto, può essere chiamata "Maria del Mare". Ma viene sempre associata all' acqua. Per gli gnostici (come in verità per i celti) le donne, che erano oggetto di venerazione religiosa, erano spesso associate con laghi, pozzi, fontane e sorgenti.
La Signora del Lago.
La Gnosi (conoscenza) e la Saggezza venivano collegate con lo Spirito Santo femminile che "si muoveva sopra la faccia delle acque" (Genesi 1:2). Si riteneva che questo divino spirito della Sophia si fosse appunto incarnato in Maria Maddalena. Come è stato indicato in un precedente capitolo, i sacerdoti che somministravano il battesimo al tempo dei Vangeli venivano definiti "pescatori". Dal momento in cui Gesù fu ammesso al sacerdozio nell'Ordine di Melchisedec (Ebrei 5, e come abbiamo visto negli Atti), anch'egli venne designato al ruolo di "pescatore".
La linea dinastica della Casa di Giuda fu così riconosciuta come una dinastia di re sacerdoti, o "re pescatori", e come i suoi discendenti divennero giustamente noti nelle storie del Graal. Le linee di discendenza da Gesù e Maria, che emersero attraverso i re pescatori, conservarono lo Spirito materno di Aix per diventare poi la "famiglia delle acque": la Casa del Acqs. La famiglia occupava una posizione di rilievo in Aquitania: una regione con un nome che ha anch'esso le sue radici nelle aquae o acqs, come pure il toponimo di Dax, a ovest di Tolosa, deriva da Acqs.
Qui, i rami merovingi della famiglia che discendevano da Gesù attraverso i re pescatori, divennero conti di Tolosa e Narbona e principi di Septimania (il territorio fra la Francia e la Spagna, il quale prese il nome dai veterani della "settima legione" che lì si insediarono). Un altro ramo della famiglia, imparentato per linea femminile, ricevette in eredità la Chiesa celtica Avalon e Viviana del Acqs e venne riconosciuta come Regina Suprema ereditaria, all'inizio del VI secolo. In Bretagna, i membri di un corrispondente ramo maschile della Casa provenzale del Acqs divennero i conti de Leon d' Acqs, discendenti dalla nipote di Viviana I, Morgana. Dal XII secolo, quando Chretien de Troyes scrisse la storia di Ywain e la Signora della fontana , in cui "la Signora" corrisponde a la Domna del Aquae , l' eredità di Acqs si è tramandata nella letteratura arturiana.
Il retaggio, che rimase al centro del tema, era anche direttamente collegato alle "sacre acque" associate alla Genesi, a Sophia e alla Maddalena. Nel 1484, Sir Thomas Malory nella Morte d'Arthur modificò marginalmente il predicato, per mezzo dell'assimilazione fonetica, da del Acqs a du Lac , col risultato che, nella traduzione, Viviana II (Signora della Fontana e madre di Lancellotto del Acqs) divenne la Signora del Lago. Nei capitoli successivi, le varie linee di discendenza da Gesù e da suo fratello Giacomo andranno gradatamente sviluppandosi.
Scopriremo anche perche i romanzi del ciclo di Artù e le tradizioni del Graal hanno prevalso malgrado le accuse di eresia tenacemente rivolte contro di essi dalla Chiesa. Tuttavia, è con il fratello di Gesù, Giacomo, che dovremmo iniziare: eccetto che in questo contesto egli è meglio conosciuto come Giuseppe di Arimatea. "Non date cio' che e' santo ai cani, affinche' non lo gettino nel letamaio.Non gettate perle ai porci affinche' non le calpestino" (Vangelo di Tommaso - V. Gnostico) Volevo scrivere un semplice post sulle Profezie e poi mi sono ritrovata a scrivere tutta un' altra cosa.. sarà stato perchè questo post, ha preso casualmente forma, proprio il 22 luglio: il giorno di Santa Maria Maddalena di Marsiglia....
Nota:
(*) Come spesso accadde, le leggende vennero confezionate dal clero cattolico per un duplice scopo, uno alternativo all'altro. In un caso la leggenda doveva servire a supportare assunti e costrutti totalmente immaginari e fantasiosi (v. i miracoli), nell'altro doveva servire a rendere inverosimili verità scomode e storie reali attraverso il sospetto "indotto" che si trattasse di mere leggende. Il caso di cui sopra, quello della "Madonna nera", rientra in quest'ultima categoria. Infatti, con la leggenda si tendeva a mistificare la verità secondo la quale la statua nera non era affatto la riproduzione della Madonna, ma una statua della dea egiziana Iside la quale in origine (ai tempi dei romani) era situata all'interno di un tempio a lei dedicato e che si ergeva in quel luogo.
-----------------------------------------
Commento:
Sono molte ed interessanti le cose che l'autrice del post, sicuramente una persona appassionata dell'argomento, visto che le sue citazioni trovano un assoluto riscontro in altri lavori, ha voluto farci sapere. Alcune di esse, però, sono il riflesso delle sue convinzioni personali le quali però non trovano alcun riscontro. E' il caso, ad esempio, di Giacomo il fratello di Gesù (il "minore" o il "giusto") che lei suppone essere stato Giuseppe d'Arimatea, forse perchè ciò è stato adombrato in qualche sito cattolico: sicuramente un elemento di "disturbo" che l'"apparatik" disinformativo del clero di allora introdusse nella "leggenda" di Maria Maddalena in Francia al fine di mistificare la figura di Giuseppe detto Barnaba: uno dei due figli di Gesù la cui discendenza, forse, si imparentò con la linea di discendenza reale dei Merovingi.
E' probabile che Giuseppe d'Arimatea possa essere stato in qualche modo imparentato con Gesù. Infatti, il famoso ed umile "falegname" anziano che le allucinanti frottole del clero cattolico vorrebbero assurdamente come marito della giovanissima e ricca Maria, madre di Gesù, in realtà ALTRI NON FU SE NON IL SUO LEGITTIMO PADRE!! Egli fu tutt'altro che povero, ma un uomo ricchissimo, come del resto appare nel protovangelo di Giacomo, dove è chiamato "Gioacchino"! Qualunque persona, sana di mente, si rifiuta di credere che un padre ricco possa dare la sua giovanissima e bella figlia ad uno squattrinato falegname per giunta vecchio! Per i pasdaran cattofondamentalisti che allignano come la "zizzannia" nei forum di internet, tutto ciò è "normalissimo"..(sic!)
Presso le famiglie ricche e nobili dell'antica Israele era consolidata la tradizione di chiamare il primogenito maschio, o comunque uno dei figli maschi, con il nome del padre. Nella famiglia della madre di Gesù, Maria (Mariamne) fu SICURAMENTE la primogenita a cui seguì, con tutta probabilità, un fratello. A costui potrebbe essere stato imposto il nome di Giuseppe.
Da notare che Arimatea, il luogo di provenienza di questo Giuseppe, si trovava a circa 10 km da Lydda, la cittadina in cui Gesù venne giustiziato mediante lapidazione. Se l'ipotesi di cui sopra risultasse vera, allora quel Giuseppe sarebbe stato lo zio di Gesù ed anche, ovviamente, del suo fratellastro Giacomo il minore. Esiste, tuttavia, anche la possibilità che tale Giuseppe d'Arimatea possa essere stato il figlio del fratello di Maria, la madre di Gesù. In tal caso la parentela sarebbe stata quella del cugino. Questa seconda ipotesi si presenta più praticabile della prima in ragione del fatto che se Giuseppe d'Arimatea fosse stato lo zio di Gesù, quando quest'ultimo venne giustiziato nel 72, egli avrebbe dovuto avere quasi 80 anni, se non di più! Risulta difficile immaginare un vecchio di tale età andarsi ad occupare del corpo di Gesù per fargli dare degna sepoltura!
C'è da ricordare, inoltre, che uno dei due figli di Gesù si chiamò Giuseppe, detto Barnaba (figlio del Maestro) e, con tutta probabilità, Gesù lo chiamò così in onore del nonno Giuseppe. L'altro figlio, più piccolo, si chiamò Giovanni detto Marco ed anche in questo caso, con tutta probabilità, egli lo chiamò così in onore di Giovanni il Battista il quale aveva sposato sua madre ed era diventato il padre del suo fratellastro Giacomo il minore.
Ego sum veritas
"...la verità vi farà liberi.."
La Madonna nera
Nel 633 una misteriosa barchetta entrò nel porto di Boulogne-sur- Mer nella Francia settentrionale. Non c'era nessuno a bordo, a parte una statuetta della Madonna nera con bambino alta circa un metro e una copia dei Vangeli in siriaco. Qualunque fosse la sua provenienza, la piccola barca suscitò un grande subbuglio al suo arrivo. La strana Madonna, nota come Nostra Signora del Divino Sangue, diventò l'emblema della cattedrale di Notre-Dame a Boulogne e fu oggetto di grande venerazione finchè non fu distrutta durante la Rivoluzione francese. (*)
La Madonna nera di Boulogne rafforzò il legame fra Maria e il mare" nella mente popolare. L'emblema di "Maria del mare", derivato dalle successive insegne di Boulogne, fu usato sui contrassegni dei pellegrini prima di Carlomagno e una versione dello stesso emblema arrivò fino in Scozia prima che i sigilli araldici divenissero comuni in Gran Bretagna. Nella Scozia dell'XI secolo, il porto di Leith a Edimburgo creò il proprio emblema ufficiale: una raffigurazione di "Maria del Mare" e del suo Bambino del Graal in una barca a vela protetta da una nuvola: un chiaro riferimento a Giacomo (Giuseppe di Arimatea), il capo dei pellegrini, che un tempo era stato la "Nuvola".
Per qualche motivo, molti studiosi di araldica hanno creduto bene d'ignorare l'importanza di questi emblemi femminili, esattamente come i compilatori degli alberi genealogici e degli annuari della nobiltà hanno colpevolmente tralasciato le discendenze femminili. Questo accadde in particolare durante l'epoca georgiana e vittoriana in Gran Bretagna e i volumi che ad essa si riferiscono sono la fonte di molte delle insoddisfacenti informazioni disponibili oggi. Forse l' odierno avvento dell'Età dell' Acquario vedrà la fine della storia dominata dai maschi, ma per il momento la maggioranza di tali opere viene pubblicata secondo il vecchio stile e la vecchia struttura. Tuttavia, non occorre cercare molto per scoprire che concetto di "noblesse uterine" (nobiltà ereditata da parte di madre) era accettato in tutto e per tutto durante i Secoli Bui e il primo Medioevo.
Si afferma generalmente che l'idea di araldica (avere uno stemma con le armi di famiglia) nacque nel XII secolo. Questo può essere vero per la Gran Bretagna, ma non furono i britannici a inventare l'idea, come gli araldisti di un tempo volevano farci credere. Il Collegio degli Araldisti e il Collegio dei Blasoni, considerati le massime autorità sull'argomento, furono entrambi istituiti verso la fine del 1300 per controllare gli annuari dei blasonati. A quel tempo un cavaliere doveva portare uno scudo decorato per poter essere riconosciuto anche se vestito da capo a piedi in cotta di maglia e armatura. L'uso di bandiere e altri emblemi indicanti la famiglia o la regione era nato in epoca precedente nelle Fiandre e nella Francia Settentrionale.
Malgrado ciò, pochi in Gran Bretagna hanno mai visto uno stemma anteriore al XII secolo, specie uno che non sia di origine feudale. L'emblema del porto di Leith è quindi unico per quanto riguarda la data e il legame femminile e non feudale.
La vita di Maria Maddalena, il manoscritto riccamente miniato dall'arcivescovo Raban Maar, comprende 50 capitoli rilegati in sei volumi. Narra, fra le altre cose, che Maria, Marta e le loro compagne lasciarono [.] le sponde dell' Asia e, favorite da un vento dell'est, attraversarono il mare [Mediterraneo] fra l'Europa e l'Africa, lasciando la città di Roma e tutta la terra d'Italia a destra [a nord]. Poi, cambiando felicemente rotta verso destra [il nord], giunsero alla città di Marsiglia, nella provincia gallica di Vienne, dove il fiume Rodano raggiunge la costa. Lì - dopo aver fatto appello a Dio, il Grande Re di tutto il mondo - si separarono.
Le biblioteche di Parigi contengono vari manoscritti ancora più antichi di quello di Maar , alcuni dei quali testimoniano dello stesso periodo della vita di Maria. La sua missione in Provenza è specificamente menzionata in un inno del v secolo (ripubblicato negli atti chiamati "Acta Sanctorum" , raccolti e proposti per la prima volta al grande pubblico nel XVII secolo dal gesuita Jean Bolland). Si dice che le compagne di Maria, Maria Salomè (Elena) e Maria Iacopa (la moglie di Cleofa) siano sepolte nella cripta de Les Saintes Maries nella Camargue, insieme alla loro ancella Sara.
Molto prima che venisse costruita la chiesa del IX secolo, quella che sorgeva lì, in origine, si chiamava Sanctae Mariae de Ratis (l'antico nome del luogo); accanto all'attuale navata centrale vi sono i resti di una scultura che rappresenta le Marie in mare. Il legame di Maria Maddalena con la Gallia è stato artisticamente descritto in due modi: rappresentativo e mistico. In alcuni casi ella viene mostrata "en voyage" verso Marsiglia, come nei resoconti documentati. L'esempio più importante di questo stile figurativo è forse quello esposto nella chiesa de Les Saintes Maries del IX secolo: un quadro di Henri de Guademaris. Ritrae l'arrivo delle Marie su una barca a largo della costa della Provenza e fu esposto al Salone di Parigi nel 1886.
Un altro famoso dipinto dello stesso genere è Il viaggio in mare di Lukas Moser , che fa parte della pala d'altare laminata d' oro e d' argento (Der Magdalenltar) nella Katholisches Pfarramt St. Maria Magdalena a Tiefenbrohn nella Germania meridionale. Ella viene altrimenti raffigurata nell' atto di librarsi sopra la Terra per ricevere l'illuminazione divina (cosa che faceva ogni giorno secondo i racconti apocrifi), oppure mentre viene trasportata a ovest come nella Rivelazione. Un pregevole esempio di questo stile figurativo è Maria Maddalena portata dagli Angeli. Quest'opera di Giovanni Lanfranco, datata intorno al 1606, si trova nella Galleria nazionale di Capodimonte a Napoli e mostra la Maddalena nuda insieme a tre putti in volo sopra un paesaggio europeo deserto.
I resti mortali di Marta giacciono sepolti a Tarascona, nella provincia francese di Vienne. Ordinanze di Luigi XI datate 1482 fanno riferimento a una visita del re merovingio Clodoveo a questa tomba verso la fine del v secolo. Le spoglie di Maria Maddalena furono sepolte nell'abbazia di San Massimino, a circa 50 chilometri da Marsiglia. Carlo II di Sicilia, conte di Provenza, dissotterrò il teschio e l'omero di Maria nel 1279 per esporli in teche d'oro e d'argento dove sono ancora oggi. Alcune altre ossa e ceneri di Maria furono poste in un'urna, ma vennero disperse da vandali durante la Rivoluzione francese.
La "grotta della solitudine" di Maria si trova nelle vicinanze, a La Sainte Baume. Fu questa grotta che il Sire de Joinville visitò nel 1254 al suo ritorno dalla VII Crociata con re Luigi IX. Dopo scrisse: Arrivammo alla città di Aix-en-Provence per onorare la Beata Maddalena che giaceva a circa un giorno di viaggio. Ci recammo nel luogo chiamato Baume, su una roccia molto aspra e scoscesa, dove si diceva che la santa Maddalena avesse vissuto a lungo in un eremitaggio.. Tre secoli prima, Wuillermus Gerardus, marchese di Provenza, era andato in pellegrinaggio alla grotta.
La chiesa scavata su in alto nella roccia a La Sainte Baume, con i suoi vari altari e la sua scultura di Maria Maddalena, è da molto tempo una famosa meta di pellegrinaggi. Aix-en-Provence, dove Maria Maddalena morì nel 63 d.C., era l'antica città di Aquae Sextiae e prendeva il nome dalle sorgenti calde di Aix, già Acqs: alterazione medievale di un derivato dal latino aquae, talvolta aquense. In alcune tradizioni, Maria è ricordata come la Domna del Aquae, "Signora delle Acque". Oppure, come abbiamo visto, può essere chiamata "Maria del Mare". Ma viene sempre associata all' acqua. Per gli gnostici (come in verità per i celti) le donne, che erano oggetto di venerazione religiosa, erano spesso associate con laghi, pozzi, fontane e sorgenti.
La Signora del Lago.
La Gnosi (conoscenza) e la Saggezza venivano collegate con lo Spirito Santo femminile che "si muoveva sopra la faccia delle acque" (Genesi 1:2). Si riteneva che questo divino spirito della Sophia si fosse appunto incarnato in Maria Maddalena. Come è stato indicato in un precedente capitolo, i sacerdoti che somministravano il battesimo al tempo dei Vangeli venivano definiti "pescatori". Dal momento in cui Gesù fu ammesso al sacerdozio nell'Ordine di Melchisedec (Ebrei 5, e come abbiamo visto negli Atti), anch'egli venne designato al ruolo di "pescatore".
La linea dinastica della Casa di Giuda fu così riconosciuta come una dinastia di re sacerdoti, o "re pescatori", e come i suoi discendenti divennero giustamente noti nelle storie del Graal. Le linee di discendenza da Gesù e Maria, che emersero attraverso i re pescatori, conservarono lo Spirito materno di Aix per diventare poi la "famiglia delle acque": la Casa del Acqs. La famiglia occupava una posizione di rilievo in Aquitania: una regione con un nome che ha anch'esso le sue radici nelle aquae o acqs, come pure il toponimo di Dax, a ovest di Tolosa, deriva da Acqs.
Qui, i rami merovingi della famiglia che discendevano da Gesù attraverso i re pescatori, divennero conti di Tolosa e Narbona e principi di Septimania (il territorio fra la Francia e la Spagna, il quale prese il nome dai veterani della "settima legione" che lì si insediarono). Un altro ramo della famiglia, imparentato per linea femminile, ricevette in eredità la Chiesa celtica Avalon e Viviana del Acqs e venne riconosciuta come Regina Suprema ereditaria, all'inizio del VI secolo. In Bretagna, i membri di un corrispondente ramo maschile della Casa provenzale del Acqs divennero i conti de Leon d' Acqs, discendenti dalla nipote di Viviana I, Morgana. Dal XII secolo, quando Chretien de Troyes scrisse la storia di Ywain e la Signora della fontana , in cui "la Signora" corrisponde a la Domna del Aquae , l' eredità di Acqs si è tramandata nella letteratura arturiana.
Il retaggio, che rimase al centro del tema, era anche direttamente collegato alle "sacre acque" associate alla Genesi, a Sophia e alla Maddalena. Nel 1484, Sir Thomas Malory nella Morte d'Arthur modificò marginalmente il predicato, per mezzo dell'assimilazione fonetica, da del Acqs a du Lac , col risultato che, nella traduzione, Viviana II (Signora della Fontana e madre di Lancellotto del Acqs) divenne la Signora del Lago. Nei capitoli successivi, le varie linee di discendenza da Gesù e da suo fratello Giacomo andranno gradatamente sviluppandosi.
Scopriremo anche perche i romanzi del ciclo di Artù e le tradizioni del Graal hanno prevalso malgrado le accuse di eresia tenacemente rivolte contro di essi dalla Chiesa. Tuttavia, è con il fratello di Gesù, Giacomo, che dovremmo iniziare: eccetto che in questo contesto egli è meglio conosciuto come Giuseppe di Arimatea. "Non date cio' che e' santo ai cani, affinche' non lo gettino nel letamaio.Non gettate perle ai porci affinche' non le calpestino" (Vangelo di Tommaso - V. Gnostico) Volevo scrivere un semplice post sulle Profezie e poi mi sono ritrovata a scrivere tutta un' altra cosa.. sarà stato perchè questo post, ha preso casualmente forma, proprio il 22 luglio: il giorno di Santa Maria Maddalena di Marsiglia....
Nota:
(*) Come spesso accadde, le leggende vennero confezionate dal clero cattolico per un duplice scopo, uno alternativo all'altro. In un caso la leggenda doveva servire a supportare assunti e costrutti totalmente immaginari e fantasiosi (v. i miracoli), nell'altro doveva servire a rendere inverosimili verità scomode e storie reali attraverso il sospetto "indotto" che si trattasse di mere leggende. Il caso di cui sopra, quello della "Madonna nera", rientra in quest'ultima categoria. Infatti, con la leggenda si tendeva a mistificare la verità secondo la quale la statua nera non era affatto la riproduzione della Madonna, ma una statua della dea egiziana Iside la quale in origine (ai tempi dei romani) era situata all'interno di un tempio a lei dedicato e che si ergeva in quel luogo.
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Commento:
Sono molte ed interessanti le cose che l'autrice del post, sicuramente una persona appassionata dell'argomento, visto che le sue citazioni trovano un assoluto riscontro in altri lavori, ha voluto farci sapere. Alcune di esse, però, sono il riflesso delle sue convinzioni personali le quali però non trovano alcun riscontro. E' il caso, ad esempio, di Giacomo il fratello di Gesù (il "minore" o il "giusto") che lei suppone essere stato Giuseppe d'Arimatea, forse perchè ciò è stato adombrato in qualche sito cattolico: sicuramente un elemento di "disturbo" che l'"apparatik" disinformativo del clero di allora introdusse nella "leggenda" di Maria Maddalena in Francia al fine di mistificare la figura di Giuseppe detto Barnaba: uno dei due figli di Gesù la cui discendenza, forse, si imparentò con la linea di discendenza reale dei Merovingi.
E' probabile che Giuseppe d'Arimatea possa essere stato in qualche modo imparentato con Gesù. Infatti, il famoso ed umile "falegname" anziano che le allucinanti frottole del clero cattolico vorrebbero assurdamente come marito della giovanissima e ricca Maria, madre di Gesù, in realtà ALTRI NON FU SE NON IL SUO LEGITTIMO PADRE!! Egli fu tutt'altro che povero, ma un uomo ricchissimo, come del resto appare nel protovangelo di Giacomo, dove è chiamato "Gioacchino"! Qualunque persona, sana di mente, si rifiuta di credere che un padre ricco possa dare la sua giovanissima e bella figlia ad uno squattrinato falegname per giunta vecchio! Per i pasdaran cattofondamentalisti che allignano come la "zizzannia" nei forum di internet, tutto ciò è "normalissimo"..(sic!)
Presso le famiglie ricche e nobili dell'antica Israele era consolidata la tradizione di chiamare il primogenito maschio, o comunque uno dei figli maschi, con il nome del padre. Nella famiglia della madre di Gesù, Maria (Mariamne) fu SICURAMENTE la primogenita a cui seguì, con tutta probabilità, un fratello. A costui potrebbe essere stato imposto il nome di Giuseppe.
Da notare che Arimatea, il luogo di provenienza di questo Giuseppe, si trovava a circa 10 km da Lydda, la cittadina in cui Gesù venne giustiziato mediante lapidazione. Se l'ipotesi di cui sopra risultasse vera, allora quel Giuseppe sarebbe stato lo zio di Gesù ed anche, ovviamente, del suo fratellastro Giacomo il minore. Esiste, tuttavia, anche la possibilità che tale Giuseppe d'Arimatea possa essere stato il figlio del fratello di Maria, la madre di Gesù. In tal caso la parentela sarebbe stata quella del cugino. Questa seconda ipotesi si presenta più praticabile della prima in ragione del fatto che se Giuseppe d'Arimatea fosse stato lo zio di Gesù, quando quest'ultimo venne giustiziato nel 72, egli avrebbe dovuto avere quasi 80 anni, se non di più! Risulta difficile immaginare un vecchio di tale età andarsi ad occupare del corpo di Gesù per fargli dare degna sepoltura!
C'è da ricordare, inoltre, che uno dei due figli di Gesù si chiamò Giuseppe, detto Barnaba (figlio del Maestro) e, con tutta probabilità, Gesù lo chiamò così in onore del nonno Giuseppe. L'altro figlio, più piccolo, si chiamò Giovanni detto Marco ed anche in questo caso, con tutta probabilità, egli lo chiamò così in onore di Giovanni il Battista il quale aveva sposato sua madre ed era diventato il padre del suo fratellastro Giacomo il minore.
Ego sum veritas
"...la verità vi farà liberi.."