Mercoledì 24 giugno 2026
Menu
📦 Questo forum è un archivio storico. Le discussioni non sono più attive dal 2022. Per assistenza vai su SOS Online.

mancati versamenti quote TFR da parte del Datore di lavoro

francesco · · 2 interventi
Sono un impiegato di una azienda privata con più di 50 dipendenti. Entro il 30
giugno 2007 io ed altri miei colleghi abbiamo aderito ad un Fondo Pensione
Aperto di una nota Banca italiana , tra l'altro presentataci dal nostro Datore
di lavoro. La banca ci ha fornito da subito una password per verificare on
line la situazione del conto e ad oggi (5 gennaio 2009) non risulta versato
nemmeno 1 euro, nonostante nei nostri CUD e buste paga figurino le voci di
avvenuti accantonamenti nel fondo pensione. il Datore di lavoro ci ha spiegato
che provvederà al "più presto" (sono già passati 2 anni) . Ci siamo rivolti
alla Banca che ci ha confermato di non aver ricevuto soldi e come se non
bastasse ha affermato di "non aver nessun potere coercitivo nel pretendere tali
versamenti" . A questo punto chiedo :
esistono Banche che possano tutelare
meglio i propri iscritti al Fondo Pensione "obbligando" in qualche modo il
datore di lavoro al versamento delle quote di TFR?
faccio questa domanda in
quanto a giugno prossimo saranno passati due anni dall'iscrizione e potremmo
cambiare Banca qualora ve ne sia qualcuna in grado come già detto di pretendere
il versamento delle quote di TFR.

E' triste pensare che un dipendente debba
"combattere" contro il proprio datore di lavoro e contro le Banche , per
ottenere la pensione complementare, e che lo Stato distratto si sia
"dimenticato" di fornire qualche strumento in più per tutelare i lavoratori.

mi scusi per lo sfogo finale , ma la preoccupazione sta lasciando spazio all'angoscia di dover agire per vie legali ..... nei nostri
tribunali italiani cause di questo tipo possono durare molti anni e si andrebbe
ben al di sopra della vita media di un lavoratore...

firma

un lavoratore onesto
❤️
ADUC è libera grazie a chi la sostieneNessun finanziamento pubblico né pubblicità.
Sostienici