Metodi Fascisti contro Feltri
A pieni titoli e nel pieno rispetto della libertà di Stampa Vittorio Feltri, ha pubblicato delle veline, sul direttore del quotidiano dei vescovi Avvenire. Ora sia dalla sinistra che, come anche da qualcuno che, vigliaccamente e papalinamente da destra, tenta, con metodi fascisti e confusionari, di arginare il lavoro di ricerca di due vicissitudini giudiziarie, da cui è scaturito l'articolo in questione di Vittorio Feltri. Si parla di turbamenti del mondo cattolico, come se il mondo cattolico, fosse composto solo da certe gerarchie porporate, cittadini esclusi.
Uno delle più grosse boiate, chiaramente di matrice antisemita, è quella di svilire di ridurre ciò che fu la shoà, Avvenire, di cui Boffo è direttore, lo fece paragonandovi la vicenda dei 75 profughi eritrei, morti per mancanza di soccorso. Sei milioni di ebrei, checché ne pensino i vescovi e Avvenire col suo direttore, non morirono per mancanza di soccorso ma, furono assassinati dopo essere stati torturati dai dèmoni del III Reich.
Fa piacere lèggere che l'osservatore romano, Vian: Avvenire esagera talvolta attraverso il suo direttore Gian Maria Vian ha definito imprudente ed esagerato paragonare la tragedia degli eritrei alla Shoah; fa un piacere immenso, poiché rivela che nell'editoria vaticana, c'è ancora qualcuno che non sputa, come certi impostori del Cristo, su sei milioni di ebrei morti.
Feltri, sia lasciato libero di scrivere e pubblicare ciò che vuole, e lo sia nel nome dell'art 21, che mica vale solo per loro.
Uno delle più grosse boiate, chiaramente di matrice antisemita, è quella di svilire di ridurre ciò che fu la shoà, Avvenire, di cui Boffo è direttore, lo fece paragonandovi la vicenda dei 75 profughi eritrei, morti per mancanza di soccorso. Sei milioni di ebrei, checché ne pensino i vescovi e Avvenire col suo direttore, non morirono per mancanza di soccorso ma, furono assassinati dopo essere stati torturati dai dèmoni del III Reich.
Fa piacere lèggere che l'osservatore romano, Vian: Avvenire esagera talvolta attraverso il suo direttore Gian Maria Vian ha definito imprudente ed esagerato paragonare la tragedia degli eritrei alla Shoah; fa un piacere immenso, poiché rivela che nell'editoria vaticana, c'è ancora qualcuno che non sputa, come certi impostori del Cristo, su sei milioni di ebrei morti.
Feltri, sia lasciato libero di scrivere e pubblicare ciò che vuole, e lo sia nel nome dell'art 21, che mica vale solo per loro.