MI SONO ROTTO LE PALLE
Ma vi rendete conto di dove siamo finiti ?
Mi sono rotto le palle di non poter chiamare "negro" un "negro" o "frocio" un "frocio".
Mi sono rotto le palle di dover misurare le parole quando si parla di drogati, di omosessuali, di islamici, di cinesi.
Mi sono rotto le palle di dover concedere tutto allo sviluppo della religione musulmana e di veder compresso il diritto dei cattolici ad essere e manifestarsi tali.
Mi sono rotto le palle di vedere zingari appostati in permanenza davanti al cimitero quando vado a rendere omaggio ai miei.
Mi sono rotto le palle di vedere algerini e marocchini subentrare ai parchimetri, come un orologio, alle 20 chiedendo una tassa illegale per parcheggiare là dove, a quell'ora, si smette di pagare la tassa, già esosa, imposta dal comune.
Mi sono rotto le palle di veder perseguito chi si difende sparando e abbattendo un rapinatore, mentre viene concessa la massima tutela e garanzia a scippatori, rapinatori, assassini.
Mi sono rotto le palle di vedere il centro storico della mia città trasformato ogni sera in una zona off limits per la presenza di una fauna che definire umana sarebbe troppo e che vive di espedienti, piccoli scippi e furti, costantemente ubriaca o drogata.
Mi sono rotto le palle dell'accattonaggio ai semafori.
Mi sono rotto le palle dei "gay pride" o dei "rave party" che limitano il mio diritto a vivere la mia città.
Mi sono rotto le palle di veder ritardata di due ore la partenza dei treni perché, con delicatezza !!!, devono essere scaricati dai posti nei vagoni occupanti abusivi, senza biglietto che pretendono di essere trasportati gratis alle loro manifestazioni.
Mi sono rotto le palle di vedere massacrato dalle tasse il mio stipendio per pagare clientele e iniziative contrabbandate come "sociali" ma che servono solo ad alimentare il fancazzismo.
Mi sono rotto le palle.
E non credo di essere il solo.
Mi sono rotto le palle di non poter chiamare "negro" un "negro" o "frocio" un "frocio".
Mi sono rotto le palle di dover misurare le parole quando si parla di drogati, di omosessuali, di islamici, di cinesi.
Mi sono rotto le palle di dover concedere tutto allo sviluppo della religione musulmana e di veder compresso il diritto dei cattolici ad essere e manifestarsi tali.
Mi sono rotto le palle di vedere zingari appostati in permanenza davanti al cimitero quando vado a rendere omaggio ai miei.
Mi sono rotto le palle di vedere algerini e marocchini subentrare ai parchimetri, come un orologio, alle 20 chiedendo una tassa illegale per parcheggiare là dove, a quell'ora, si smette di pagare la tassa, già esosa, imposta dal comune.
Mi sono rotto le palle di veder perseguito chi si difende sparando e abbattendo un rapinatore, mentre viene concessa la massima tutela e garanzia a scippatori, rapinatori, assassini.
Mi sono rotto le palle di vedere il centro storico della mia città trasformato ogni sera in una zona off limits per la presenza di una fauna che definire umana sarebbe troppo e che vive di espedienti, piccoli scippi e furti, costantemente ubriaca o drogata.
Mi sono rotto le palle dell'accattonaggio ai semafori.
Mi sono rotto le palle dei "gay pride" o dei "rave party" che limitano il mio diritto a vivere la mia città.
Mi sono rotto le palle di veder ritardata di due ore la partenza dei treni perché, con delicatezza !!!, devono essere scaricati dai posti nei vagoni occupanti abusivi, senza biglietto che pretendono di essere trasportati gratis alle loro manifestazioni.
Mi sono rotto le palle di vedere massacrato dalle tasse il mio stipendio per pagare clientele e iniziative contrabbandate come "sociali" ma che servono solo ad alimentare il fancazzismo.
Mi sono rotto le palle.
E non credo di essere il solo.