Michele Orsi, cronaca di un omicidio annunciato
Aveva ragione, un altro bersaglio del clan dei casalesi, Rosaria Capacchione, giornalista de Il Mattino, quando su questi dichiarò : «Mi temono perché so tutto quello che hanno combinato dal 1985 ad oggi» e poi, «ma i Casalesi non ce l'hanno solo con me». L'assassinio, avvenuto a Casal dei Principi, di Michele Orsi, testimone chiave nel processo relativo allo scandalo per lo smaltimento dei rifiuti del Consorzio Eco 4, che giovedì prossimo avrebbe dovuto testimoniare in aula, ne è la prova. Quest'omicidio, è stato probabilmente voluto solo per dare un esempio vòlto a intimorire coloro che collaborando con le Autorità, mettono a rischio sia i trascorsi che il futuro del business sui rifiuti della camorra. Michele Orsi, aveva già rivelato quando sapeva agli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia, la sua esecuzione, a livello inquirente, è pertanto da considerarsi tecnicamente inutile, un chiudere la porta della stalla dopo son scappati i buoi. Un ammonimento generale agli imputati e ai testimoni del processo Spartacus. Michele Orsi, si sentiva in pericolo poiché aveva collaborato ma, qualcuno è riuscito a evitare che avesse protezione nonostante ne avesse fatto espressa richiesta; viene lecito domandarsi, quanto sia spudoratamente alto il livello, in cui sono riusciti a infiltrarsi i casalesi, in questa cronaca di un omicidio che era stato annunciato dalla stessa vittima, attraverso le proprie, mai accordate, ripetute richieste di protezione.