A Mirabello l'epitaffio di un Pdl, servo, della Lega, di Gheddafi, e di Putin
Fini, che a differenza di altri che non dimostrano di esserlo, è un politico di rango, un cavallo di razza della politica e, come tale ha parlato col cuore in mano di politica. E ciò è inaccettabile, ma solo per coloro, dei brocchi, suoi avversari, che per politica intendono e usano unicamente la propaganda delle false promesse, al solo scopo di manipolare le masse per proprio volgarissimo e venalissimo tornaconto: tradendole poi, futuramente, in ogni promessa fatta. Nella nostra politica odierna ogni promessa fatta e poi non mantenuta, è un tradimento, per giunta premeditato, verso quegli elettori a cui si promise un partito, nuovo, un partito della libertà, che ormai sappiamo che di libertà nulla possiede.
Un Pdl, svenduto da degli ex colonnelli, ex aennini; un pdl, orami servo, invece che alleato dei secessionisti della Lega Nord. Berlusconi e la lega, pretendono di poter criticare, senza essere poi criticati loro stessi, e pretendono non si parli per inadempienze di carattere corruttivo come le quote latte del nord, o di volgarità di codice etico per chi ricopre cariche pubbliche, del livello delle escort in stile D’Addario. Per questo motivo è chiaro che, Fini, una voce in dissenso con le boiate, ha ragione quando afferma che il Pdl è deceduto quel 29 Luglio: il giorno in cui Fini cofondatore del partito venne espulso da dei congiurati, riunitisi persino in Sua assenza. Il Pdl è morto, si è suicidato il 29 Luglio. Il 5 Settembre, l’on. Presidente della Camera Gianfranco Fini ha descritto l’ epitaffio di un partito, che era meglio se non fosse mai nato.
Francesco Mangascià
Un Pdl, svenduto da degli ex colonnelli, ex aennini; un pdl, orami servo, invece che alleato dei secessionisti della Lega Nord. Berlusconi e la lega, pretendono di poter criticare, senza essere poi criticati loro stessi, e pretendono non si parli per inadempienze di carattere corruttivo come le quote latte del nord, o di volgarità di codice etico per chi ricopre cariche pubbliche, del livello delle escort in stile D’Addario. Per questo motivo è chiaro che, Fini, una voce in dissenso con le boiate, ha ragione quando afferma che il Pdl è deceduto quel 29 Luglio: il giorno in cui Fini cofondatore del partito venne espulso da dei congiurati, riunitisi persino in Sua assenza. Il Pdl è morto, si è suicidato il 29 Luglio. Il 5 Settembre, l’on. Presidente della Camera Gianfranco Fini ha descritto l’ epitaffio di un partito, che era meglio se non fosse mai nato.
Francesco Mangascià