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LE MONDE: La Rai sempre in mano a Berlusconi

Cronista · · 13 interventi
La RAI attend toujours les réformes promises
LE MONDE | 12.10.06 | 17h45 . Mis à jour le 12.10.06 | 17h45

"E' più facile dispiegare le nostre forze nel Libano che normalizzare i problemi della RAI". All'inizio di Settembre, dietro un'ironia amara, Romano Prodi, presidente del consiglio italiano, non si nascondeva l'impotenza a riformare il servizio pubblico audiovisivo italiano, che Silvio Berlusconi aveva messo "nella sua botte" nel corso dei suoi cinque di governo.

Tre grandi operatori per un mercato di 8 miliardi di euro.

AUDIENCE:

sino al 2006, la RAI e Mediaset captavano coascuna circa il 35% dell'audince della televisione italiana. Con l'eccezione del "bouquet" Sky (Murdoch), la parte del mercato gestita dagli altri operatori è molto ridotta. nel 2008, la Rai dovrebbe rappresentare il 31% del mercato, Mediaset il 33% e Sky il 29%


CIFRE D'AFFARI:

dagli 8 miliardi di euro nel 2006 (+8,2%), si passerà a 9 miliardi di euro nel 2008. Le principali sorgenti di finanziamento resteranno la pubblicità (48% contro il 52 di oggi) e i telespettatori (abbonamenti e sovvenzioni al 48%)


PUBBLICITA' :

il gruppo privato Mediaset resta leader sul mercato pubblicitario con il 63% delle raccolte sul totale nel 2005 (61% sino al 2008)


TELEPAGANTI:

il mercato si è consolidato in Italia, con 5,5 milioni di abbonati (3,6 milioni dal satellite 1,9 milioni attraverso i servizi a pagamento del digitale terrestre ). Nel 2008, 10 milioni di fruitori dovranno essere abbonati (di cui 4 milioni attraverso la TNT). Nello stesso anno, la televisione con internet e quella per servizio mobile, toccheranno i 2,2 milioni di consumatori (contro gli attuali 600 mila). Sky dovrebbe vedere la sua parte di mercato scendere dal 95% del 2006 all'82% del 2008), poichè quella di Mediaset (attraverso l'offerta numerica) passerà dal 2,5% all'8% e quella di Telecom Italia al 5,7% da qui a due anni. La RAI non dovrebbe lanciare l'offerta "pagante" prima del 2008.

Sorgente : ITMedia Consulting - Il Sole 24 Ore


Malgrado le promesse elettorali di Prodi di rendere la libertà e il pluralismo al servizio pubblico, denuncia il giornale francese, la Rai è saldamente in mano a Berlusconi. C'è stato un timido cambiamento, mettendo alla direzione di Rai1 Gianni Riotta .Ma i berlusconiani hanno subito gridato all' "epurazione politica" e a "idee liberticide". Sia Fabrizio Morri, sia Bertinotti, sia Gentiloni avevano spiegato à Le Monde che l'anomalia italiana sarebbe stata regolata e che il servizio pubblico sarebbe tornato pluralistico. Cosi non è stato. La legge Gasparri ha enormemente favorito gli utili di Mediaset, con una raccolta pubblicitaria pari al 60%. I posti chiavi in Rai sono attualmente tenuti sempre dai berlusconiani (Consiglio d'amministrazione, direttori di rete, responsabili dei telegiornali)

Tutto ciò è allucinante se si pensa che gli squadristi della destra continuano a gridare allo "scandalo" perchè, udite udite!, si sentirebebro sopraffatti dalla sinsitra stalinista! Questo governo è debole non solo per via della risicata maggioranza al Senato, ma sopratutto perchè la componente cattolica del centrosinistra è palesemente, spudoratamente pilotata dal Vaticano per conto di Berlusconi; un individuo che in qualunque altro paese straniero, persino nel sudamerica dei golpisti, starebbe a marcire in galera per le sue malefatte, chiaramente messe in luce dai giudici inquirenti!

http://www.lemonde.fr/web/article/0,1-0@2-3236,36-822718@51-822824,0.html

cronista

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