Lunedì 22 giugno 2026
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Montezemolo bacchetta Prodi

scronista · · 1 interventi

"Bilancio magro, coesione debole"

La Confindustria bacchetta il governo Prodi sulla politica economica. "In questi due mesi non ho visto un solo reale sforzo di riduzione della spesa. E allo stesso tempo le tasse sulle imprese sono aumentate". E' un bilancio "magro", ha detto il leader degli industriali italiani, Luca Cordero di Montezemolo, in un'intervista al Wall Street Journal, non nascondendo in questo modo le sue perplessità.



"Il crescente disincanto all'interno della comunità degli affari per i primi mesi di governo del premier Romano Prodi sta sollevando dubbi sul fatto che Roma sia capace di portare a termine i suoi due principali obiettivi di promuovere la crescita economica e di tagliare allo stesso tempo la spesa pubblica".

Montezemolo ha richiamato il governo ai suoi impegni. "Prodi - ha sottolineato - e' salito al potere in maggio come leader di una coalizione di centrosinistra appoggiata da una maggioranza molto esigua in Parlamento ed ha ereditato un debito pubblico stellare e l'economia più lenta tra i 12 paesi dell'eurozona. Nel corso della campagna elettorale, e anche dopo essere entrato in carica, ha promesso che avrebbe portato avanti grandi tagli alle tasse sulle imprese per promuovere la crescita".

Sono soprattutto gli interventi fiscali che preoccupano il leader degli industriali. "Il ministro delle Finanze di Prodi, Tommaso Padoa Schioppa, ha ripetutamente promesso l'approvazione di tagli al budget per 2,5 punti percentuali del Pil, equivalenti a 35 milioni di euro, entro la fine dell'anno, ottenuti principalmente con la riduzione della spesa pubblica, che oggi rappresenta il 40% del Pil italiano. Ma le promesse di abbassare le tasse e di tagliare la spesa devono ancora essere mantenute. Nel frattempo, il mese scorso il governo ha avvisato sei regioni italiane del fatto che avrebbero dovuto aumentare il prelievo sulle aziende e sulle persone per coprire spese sanitarie fuori controllo".

Per Montezemolo le costanti liti interne tra i nove partiti che compongono la coalizione di governo dimostrano che "la coesione politica e' debole", facendo cosi' venir meno le speranze che cambiamenti significativi possano essere ottenuti in tempi brevi. Parti del governo, ha detto, "sembrano avere poco senso del mercato e scarsa considerazione per il ruolo delle imprese".

Montezemolo ha richiamato l'attenzione sul decreto Bersani che "e' stato un primo, timido passo verso qualcosa di essenziale per la futura crescita di questo Paese. Credo che, a causa delle sue divisioni interne, per il governo sara' molto difficile portare avanti le liberalizzazioni piu' importanti".

Lo stesso Wall Street Journal rileva che "solo un mese fa, le speranze della comunita' imprenditoriale per cio' che avrebbe potuto fare Prodi erano molto piu' grandi. Il governo aveva promosso un decreto che mirava all'apertura di numerosi settori dell'economia rimasti finora chiusi alla concorrenza, incluse le assicurazioni auto, i taxi e servizi professionali come quelli di avvocati e notai".

Il quotidiano economico mette in luce gli effetti di quei provvedimenti. " I tassisti hanno bloccato il traffico in tutte le maggiori citta'. I farmacisti hanno iniziato lo sciopero per protestare contro la parte del decreto che romperebbe il loro monopolio per la vendita di medicine da banco come l'aspirina". E soprattutto l'instabilita' del governo che "ha cassato parte del decreto sui taxi, sollevando dubbi sul fatto che la spinta necessaria a portare avanti altre liberalizzazioni in settori piu' rilevanti, come quello dell'energia, si fosse gia' indebolita".

Per il Wsj i ruoli che Montezemolo ricopre "lo rendono, di fatto, l'espressione pubblica del business italiano e lo pongono al vertice di un'ampio e importante gruppo d'opinione". "La crescente frustrazione di Montezemolo significa - scrive il giornale - che potrebbe venir meno l'appoggio di una nutrita costituente sulla quale Prodi contava per far passare difficili provvedimenti per la ripresa economica. Gia' appesantito da una risicata maggioranza al Senato, dalla crescente opposizione dei potenti sindacati italiani e da una coalizione litigiosa, Prodi ha bisogno di tutto il supporto possibile".
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