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MORIA DI TRENI SULLA LIVORNO-PISA-FIRENZE . Lettera aperta al Presidente della Regione Toscana

Annapaola Laldi · · 5 interventi
MORIA DI TRENI SULLA LIVORNO-PISA-FIRENZE
Lettera aperta al Presidente della Regione Toscana

Caro presidente Martini,
sono una cittadina toscana e un'affezionata utente delle ferrovie con abbonamento annuale incorporato su una tratta della linea Livorno-Pisa-Firenze.
Mi rivolgo a Lei, tutto sommato con divertita simpatia (anche perché, pensi un po', a suo tempo Le ho dato il mio voto) per dirLe che, da quando Lei ha fatto distribuire in 30mila copie il libretto "INTRENO" (fine marzo 2004), per dimostrare la vicinanza Sua e della Regione Toscana agli utenti delle ferrovie, e specialmente ai pendolari, le cose sui treni NON SONO MAI ANDATE COSI' MALE.
Sembra uno scherzo, ma i fatti parlano chiaro, e alcuni sono già riferiti anche sul sito della Regione (www.regione.toscana.it/primapagina/index); dallo scorso aprile, cadute della linea elettrica, dissesti sui binari alla stazione di Pisa, guasti ai locomotori e/o all'impianto di aria condizionata dei vagoni con suggellamento dei viaggiatori nel treno, fino al punto di rendere necessario l'intervento dei vigili del fuoco per aprire le porte (ricorda Montelupo neanche un mese fa?), e altri intoppi si sono moltiplicati sulla linea menzionata, rendendo ormai un incubo già l'idea di dover salire su uno di quei treni.
Il colmo, per quanto ne so io, che non viaggio tutti i giorni, è stato ieri 6 agosto, quando si è assistito a una vera MORIA DI TRENI. Dico così, perché i ritardi, tutti non inferiori ai 40 minuti, dei tre treni, che ho potuto verificare di persona, sono stati imputati ufficialmente a "GUASTI AL TRENO". I treni di cui posso dare testimonianza diretta sono: R 3136 da Livorno a Firenze (40 minuti di ritardo), seguito a ruota dal successivo R 3138, da Pisa Aeroporto con lo stesso ritardo. Inoltre il R 3147 da Firenze a Livorno è partito da Santa Maria Novella con 40 minuti di ritardo, dopo che il relativo materiale ferroviario era arrivato in quella stazione con 50 minuti di ritardo.
Che dire? O meglio: cosa dice Lei, che mostra di avere tanto a cuore la sorte dei pendolari toscani al punto da donare loro quel bel librettino patinato (che mi piacerebbe sapere quanto è venuto a costare), come se i ricordi del bel tempo andato dell'arbitro Collina chiamato a fare da "testimonial", come si usa dire (e quanto è costato anche lui?), le notizie sulla "rete" di Parigi e i raccontini, seppur garbati, di qualche viaggiatore, potessero non dico ripagarci del tempo perso, degli affari, esami, appuntamenti, visite mediche, ecc., andate a monte, della vita sconvolta e stravolta, ma almeno consolarci? No, caro Presidente, personalmente mi sento anche presa in giro.
Che qualcosa non torni nei conti della Regione me lo vedo confermare stamani, 7 agosto 2004, in un lungo articolo sulle pagine di cronaca fiorentina della "Repubblica". Evidentemente le multe già elevate dalla Regione Toscana a Trenitalia (o in via di elevazione) non hanno avuto l'effetto voluto. "Trenitalia", si legge sul giornale, ha aumentato i disservizi e addirittura raddoppiato le soppressioni dei treni. Dunque, a che gioco si gioca?
Mentre lodo l'iniziativa del numero verde (800/570530) e dell'indirizzo telematico ([email protected]) per raccogliere le proteste e le segnalazioni degli utenti, desidero esprimerLe tuttavia la mia insoddisfazione anche per le nuove carrozze.
In primo luogo, come già purtroppo è avvenuto clamorosamente, nella stagione calda esse diventano una trappola pericolosa nel caso in cui si blocchi l'aria condizionata, e non si capisce perché il personale si ostini a tenere sigillate le poche feritoie che possono fare entrare l'aria esterna, creando anche in diverse persone un grave disagio psicologico (per l'effetto claustrofobico che la chiusura ermetica può ingenerare in alcune persone).
In secondo luogo, ho notato che tutte le nuove carrozze hanno un numero inferiore di gabinetti rispetto alle vecchie carrozze (anche se ormai in esse sono più quelle guaste che quelle accessibili!). Nei treni ad alta frequentazione, poi, i gabinetti sono soltanto due, posti sulla prima e sull'ultima carrozza. Uno è uno sgabuzzino spesso bloccato, l'altro è predisposto per i disabili motori, ma in questo caso, non si sa perché, è spesso difficilissimo chiudersi dentro, e poi, a volte, anche riaprire. Chiamare il "personale di scorta" per farsi assistere? E' una parola! Lo sa che i treni ormai viaggiano quasi tutti col solo macchinista? E poi, come si fa ad attraversare tutto il treno di cima a fondo, quando i pulsanti delle porte da carrozza a carrozza sono rotti, e a volte le porte risultano del tutto bloccate e non si aprono neppure a spingerle (sia pur faticosamente) a mano?
Mi parrebbe una cosa fatta bene se, anche in questo settore, la Regione Toscana prendesse in considerazione le reali necessità dei viaggiatori e la solidità e praticità del materiale e dei meccanismi, lasciando perdere aleatorie questioni estetiche o della moda vigente.
Un'ultima cosa, prima di concludere, che riguarda ancora i gabinetti. Alla stazione di Santa Maria Novella sono scomparsi i gabinetti gratuiti, e il prezzo per accedere a quello a pagamento è salito di recente a settanta centesimi (dai sessanta di prima). A me sembra una cifra esorbitante, e a Lei? Chi ha potere su questo aspetto non secondario e non trascurabile, che riguarda, oltre tutto, l'igiene pubblica? (Ha un'idea, Lei, di quanta gente ha eletto la stazione come dimora fissa o almeno di passaggio, ma pur sempre dimora?). A Lei le conclusioni.
La ringrazio dell'attenzione, e ringrazio anche l'ASSOCIAZIONE PER I DIRITTI DEGLI UTENTI E CONSUMATORI (ADUC) che sul suo sito mi consente di rendere pubblica questa lettera a Lei rivolta.
Annapaola Laldi
❤️
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