Lunedì 29 giugno 2026
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I MOSTRI

Sergio · · 10 interventi
Quale civiltà vogliamo?
Su quali leve vogliamo agire per migliorare la convivenza civile?
E, come se non bastassero, aggiungo subito una terza domanda.
Può la collettività farsi carico della "bestialità" che talvolta caratterizza il comportamento di taluni soggetti?

La mia risposta è sì, perché ogni "asocialità" è frutto della nostra natura.
Non esiste civiltà umana a ogni latitudine e longitudine che non abbia praticato schiavitù, stupri di massa, deportazioni di intere popolazioni, genocidi, torture.
La violenza e la distruttività accompagnano l'uomo sin dall'epoca delle caverne.
L'amore è invece apprendimento, la più grande esperienza intellettuale.
La violenza è animale, e quindi riesce più facile all'uomo che è pur sempre un animale. La violenza umana è consapevole, volontaria; gli altri animali sono inconsapevolemnte violenti, si tratta di uso della forza, istinto, e non di scelta.
La violenza umana sa essere inaudita perché l'uomo aggiunge conoscenza, intenzionalità e consapevolezza, alla naturale forza biologica giungendo a una smisurata capacità distruttiva.
La capacità d'amare e di lasciarsi amare è cultura, creatività che dona all'uomo quel quid che lo rende diverso dagli altri animali.
L'essere umano è l'unico animale capace di amare, progettare, creare.
Solo potenziando queste "armi" a noi specifiche potremo tacitare l'istinto violento e sanguinario che emerge immediatamente anche in miti persone appena diventano branco.
Ripudiare la violenza dovrebbe essere l'imperativo categorico.
Troppo spesso, invece, indulgiamo in atteggiamenti comprensivi e accondiscendenti.
Ci piaccia o meno, in ciascuno di noi può annidarsi un "mostro" e con questa eventualità dobbiamo imparare a convivere e a fare i conti.
Gridare al "mostro" è spesso un modo per esorcizzare le nostre paure, a non confrontarci con esse e con la nostra misteriosa natura.
Significa non fare i conti con la civiltà umana che ha sempre considerato la vita altrui un bene di cui poter disporre a piacimento.
Di questa civiltà siamo figli.
Pensate alla schiavitù, ma anche alla vendita dei figli e ai figli "promessi" in matrimonio.
Pensate ad Abramo pronto a sgozzare Isacco perché la Voce così gli comanda.
Il terrorista, in nome di un ideale superiore, dispone della vita di persone innocenti.
Pensate ai serial killer? Non si muovono il più delle volte perché spinti da una forza moralizzatrice e purificatrice? Cos'è il terrorista se non un serial killer "politico"?
Gli Stati hanno utilizzato milioni di persone come carne da macello impiegandole in guerre assurde.
Le religioni in nome della Verità Rivelata hanno ucciso e massacrato.
L'idea antropologica che si possa disporre della vita altrui genera assassini, genera mostri.
Con questo dobbiamo fare i conti.
Nella violenza sessuale, non c'è forse una manifestazione di potere che, lungi dall'essere sconfitta, contrassegna la civiltà umana? Solo di recente lo stupro è diventato un reato contro la persona prima era un reato contro la moralità! Per quanti secoli il maschilismo imperante ha incitato e favorito la violenza contro le donne?
Quante volte la cronaca della violenza subita da una donna è stata accompagnata da commenti del tipo "si vabbè ma se l'è cercata.".
C'è una bellissima pièce di Dario Fo su questo aspetto oppure pensate al film "Sotto accusa" con una straordinaria Jodie Foster.

Guerre giuste, sacrifici necessari. perché stupirsi, gridare al mostro, invocare pene esemplari se qualcuno ritiene che sia "giusto" sacrificare la vita altrui per accedere agli agi della vita, a qualche momento di piacere o realizzare un obiettivo politico o semplicemente come via di fuga dalle proprie responsabilità?
Sono frutti della nostra civiltà e della nostra natura.
Gli altri animali sono dotati di una "moralità" genetica, l'uomo deve essere educato all'amore, alla moralità e alla legalità.
Vi sembra che si facciano seri sforzi in questa direzione?
No, nessuno ha il diritto di disporre della vita altrui. Solo così "la sacralità della vita" ha un senso e potrà essere difesa.
Dobbiamo prendere atto che l'uomo è un "animale disadattato", un pesce fuor d'acqua.
Questa è la nostra natura, simili a Dio che distrugge Sodoma e Gomorra, incurante di un terrorizzato Abramo che lo invita a considerare che potrebbero esserci dei "giusti" in quelle città.

Recenti fatti di cronaca (Verona, Niscemi.) ripropongono un "fronte interno" della sicurezza e della socialità che insistiamo a voler ignorare.
Non si tratta di dare le colpe alla società sollevando l'individuo dalla proprie responsabilità.
L'individuo deve giustamente essere inchiodato alle proprie responsabilità, ma se vogliamo che la società non diventi una giungla in cui prevale la legge del più forte, della prevaricazione, della violenza, il teatro in cui sempre più numerosi sono gli spostati, gli psciopatici che terrorizzano e seminano tragedie, allora dovremo fare i conti con gli attrezzi di cui disponiamo non per liberarci dal "male", ma semplicemente per dotarci di anticorpi che consentano di limitare i danni.

Dobbiamo, allora, fare i conti con le nostre istituzioni politiche, civili e anche religiose.
Tutte hanno un pesante bilancio fallimentare.
Se non avremo il coraggio di analizzare con occhi disincantati i pilastri della nostra società, assisteremo impotenti e attoniti al crescere di avvenimenti che, lungi dall'essere isolati episodi, diventeranno normalità quotidiana.
Attenzione: a tutto ci si abitua e di questo passo i "fattacci" di cronaca non desteranno più neanche stupore; diventeranno tante piccole storie ignobili che non meritano nemmeno l'attenzione della gente.
❤️
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