Napolitano, le foibe e il PCI
Il discorso del presidente Napolitano sulla tragedia delle foibe e, più in generale, delle popolazioni giuliano-dalmate è per molti aspetti coraggiosa.
Le parole del Presidente non possono ovviamente sanare il dolore provocato da quella pagina storica drammatica e dimenticata che pesa come un macigno sulla coscienza di tanti. Bisognerebbe però andare oltre l'infamia di cui si macchiarono alcune formazioni partigiane di Tito e poco importa se fu per la reazione alle carneficine fasciste.
Se è vero come sostiene il presidente Napolitano - e lo credo anch'io - che quella tragedia fu il risultato del "disegno annessionistico slavo che prevalse innanzitutto nel trattato di pace del 1947 e che assunse i sinistri contorni di una pulizia etnica", che ruolo ebbe (se lo ebbe) in questo disegno il PCI e le formazioni partigiane d'ispirazione comunista? Penso ad esempio alla tragedia di Porzus: i comunisti della brigata Garibaldi, favorevoli all'annessione del Friuli alla Yugoslavia, fanno fuori i partigiani della brigata Osoppo; tra questi ultimi vi è il giovane Guido Pasolini, fratello di Pier Paolo.
Se il Presidente intende insistere sul piano della memoria e della rievocazione storica forse farebbe bene a non dimenticarsi che anche il partito in cui a lungo ha militato, il PCI, ha responsabilità non indifferenti sull'oblio che da troppo tempo avvolge quegli eventi storici. L'Unione Sovietica non esiste più, il muro di Berlino è caduto ma gli eredi di quel comunismo fanno ancora fatica a confrontarsi con il recente passato e sono forse un po' troppo indulgenti con se stessi e la propria storia che è anche la storia di tutti noi.
Le parole del Presidente non possono ovviamente sanare il dolore provocato da quella pagina storica drammatica e dimenticata che pesa come un macigno sulla coscienza di tanti. Bisognerebbe però andare oltre l'infamia di cui si macchiarono alcune formazioni partigiane di Tito e poco importa se fu per la reazione alle carneficine fasciste.
Se è vero come sostiene il presidente Napolitano - e lo credo anch'io - che quella tragedia fu il risultato del "disegno annessionistico slavo che prevalse innanzitutto nel trattato di pace del 1947 e che assunse i sinistri contorni di una pulizia etnica", che ruolo ebbe (se lo ebbe) in questo disegno il PCI e le formazioni partigiane d'ispirazione comunista? Penso ad esempio alla tragedia di Porzus: i comunisti della brigata Garibaldi, favorevoli all'annessione del Friuli alla Yugoslavia, fanno fuori i partigiani della brigata Osoppo; tra questi ultimi vi è il giovane Guido Pasolini, fratello di Pier Paolo.
Se il Presidente intende insistere sul piano della memoria e della rievocazione storica forse farebbe bene a non dimenticarsi che anche il partito in cui a lungo ha militato, il PCI, ha responsabilità non indifferenti sull'oblio che da troppo tempo avvolge quegli eventi storici. L'Unione Sovietica non esiste più, il muro di Berlino è caduto ma gli eredi di quel comunismo fanno ancora fatica a confrontarsi con il recente passato e sono forse un po' troppo indulgenti con se stessi e la propria storia che è anche la storia di tutti noi.