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Nassirya
di Cronista
1 maggio 2006 0:00
 
Quando Craxi era ancora "Craxi", avvenne il cosiddetto "crollo" del muro di
Berlino. Tale evento fu anche il simbolo del crollo del comunismo. Tuttti,
dai più moderati agli estremisti nazisti, dentro e fuori il parlamento, si
sentirono "moralmente" autorizzati a dire la loro in merito, demonizzando e
gettando fango su quel passato molto più di quanto meritasse.
Tra queste trombe sfiatate, ci furono, ovviamente, anche quelle dei
nostalgici fascisti: gli stessi che per cinque anni hanno governato insieme
a Berlusconi.

Costoro, con assoluta "non-chalance", arrivarono sino al punto di dire che
se i soldati italiani erano morti sul fronte russo la colpa era di
Togliatti, il quale, secondo loro, non fece nulla per salvarli (sic!).

Nessun giornalista "liberale" si sentì moralmente obbligato a controbbattere
tali allucinanti esternazioni da parte del mondo nostalgico fascista: lo
stesso mondo che dopo aver costretto Togliatti e molti altri a riparare in
Unione Sovietica per non essere ammazzato dalle squadracce fasciste, fiore
all'occhiello nelle rimembranze dei nostalgici (Fini, Storace, La Russa,
Gasparri, etc.), spedirono 250 mila soldati italiani a farsi massacrare in
Russia ed a massacrare la popolazione russa, "scaricando" poi la
responsabilità su Togliatti!

Ho voluto fare questa lunga premessa, perchè, visto la continuità
politico-morale di certi individui, oggi sta accadendo qualcosa di analogo
con l'Iraq.

Premettendo che coloro che si sono permessi di gridare durante i cortei
della sinsitra e dei pacifisti in generale "cento, mille Nassirya" sono
degli ignobili, luridi individui che nulla hanno di diverso dagli squadristi
fascisti, bisogna tuttavia denunciare lo strisciante tentativo mediatico
(supportato, praticamente, da ben sei network nazionali) di scaricare, se
non altro moralmente, la responsabilità dei caduti italiani in Iraq su quei
deficenti e, per riflesso, sull'intero centrosinistra!

Se i nostri soldati cadono in Iraq la COLPA E' SOLO E SOLTANTO DI CHI CE LI
HA MANDATI!!

La Francia e la Germania non hanno perduto un solo uomo, per il semplice
motivo che queste due importanti nazioni della compagine europea, si sono
rifiutate di inviare le loro forze in quel luogo di mattanza. E non già per
motivi umanitari, visto che in Serbia lo hanno fatto "allegramente", ma per
motivi di opportunità, legati agli interessi europei.

Quanto sta accadendo sul mercato del petrolio sta dando pienamente ragione
agli esperti di politica economica ed estera di tali paesi europei.

Gli Stati Uniti sarebbero andati comunque in Iraq e ciò è INEQUIVOCABILMENTE
testimoniato dal fatto che dopo la caduta del pretesto delle armi di
distruzione di massa possedute da Saddam, accusa dimostratasi totalmente
infondata, il cinico Bush, portavoce dei petrolieri texani, ha ripiegato
sull'alta missione "umanitaria" (come appare quotidianamente dai
telegiornali) di "dare" la democrazia al popolo iracheno, fingendo di
dimenticare che i suoi predecessori, quando Saddam agiva per conto loro nei
confronti dell'Iran, non solo giustificarono il suo regime tirannico, ma
addirittura aiutarono molto generosamente il tiranno iracheno a portare
avanti la guerra di aggressione contro l'Iran!

I satelliti orbitanti americani avevano fotografato le agghiaccianti scene
dei civili iraniani, che abitavano i villaggi nelle zone di confine con
l'Iraq, sterminati dal terribile gas nervino, che gli USA avevano
generosamente fornito a Saddam. Tuttavia, queste fote vennero pubblicate
solo durante l'aggressione di Saddam al Qwait, e ciò perchè tornava utile ai
neonazisti americani mettere in cattiva luce il "demoniaco" Saddam.

E' inutile dire che il Qwait doveva rappresentare il "premio" per Saddam se
egli fosse riuscito a sconfiggere l'Iran, permettendo alle ciniche quanto
ignobili multinazionali americane di rientrare in possesso delle immense
risorse petrolifere iraniane. Ma così non è stato e gli americani, malgrado
gli otto anni di sanguinosa guerra sostenuta dall'Iraq, si rifiutarono di
riconoscere il "premio" a Saddam e così quest'ultimo decise di prenderselo
con la forza, dando origine alla famigerata "guerra del golfo".

Subito dopo la sconfitta, una giornalista americana pose, ad un affranto
Saddam, la domanda del perchè egli avesse fatto una cosa del genere
(aggredire il Qwait). Egli disse, senza mezze parole, che aveva "creduto" di
poterlo fare.

Quel "creduto" vale più di qualunque manifesta confessione, circa gli
accordi intercorsi tra lui ed i governanti americani!

Oggi gli strateghi statunitensi temono, e non solo sul piano economico, i
futuri rapporti economici e politici tra l'emergente Europa, la Russia di
Putin e la stupefacente Cina: vero e proprio astro nascente tra le
superpotenze ecomiche e militari.

Dunque, l'urgenza che si è posta agli strateghi statunitensi è quella di
dare uno stop, anche se temporaneo, allo sviluppo dell'Europea e della Cina:
gli stati che maggiormente risentono dallo scombussolamento del mercato
petrolifero.

Questa carta non era stata mai tentata prima dagli americani, per non
avvantaggiare l'odiato nemico comunista, il quale, a cagione di un
ridottisimo consumo interno di risorse petrolifere, esportava per la massima
parte il greggio estratto. La triplicazione del prezzo del petrolio, come
sta avvenendo oggi, avrebbe consentito all'ex Unione Sovietica di incamerare
grandi quantità di valuta pregiata, utile per impiegarla in tecnologie e
nuovi armamenti. Ora che gli scenari sono mutati e che i consumi interni
della Russia di prodotti petroliferi sono notevolmente aumentati rispetto a
prima, gli strateghi americani hanno deciso di "saltare" il fosso, mettendo
in ginocchio le economie più deboli: soprattutto quella italiana, anche se
non era il loro obiettivo principale!

Da tutto ciò emerge, senza ombra di dubbio, la scellerata quanto insulsa
decisione da parte del passato governo (meglio definirlo "passato regime")
di assecondare le mire di Bush e dei suoi "mandanti"!

Ciò equivale ad UN VERO E PROPRIO TRADIMENTO da parte dei neofascisti che
hanno governato in Italia negli ultimi cinque anni!

E non c'è da stupirsi soverchiamente di ciò, visto che i fascisti non sono
nuovi al tradimento della patria: negli anni '40 essi consegnarono su un
piatto d'argento il nostro paese alle armate naziste, aiutando poi tali
forze nella lotta contro gli eroici partigiani, di TUTTI i colori politici,
i quali si immolarono per restituire all'Italia la libertà che il luridume
fascista le aveva sottratto per oltre vent'anni!

Ed oggi il Gasparri, sfruttando mediaticamente gli episodi di Milano, si
permette di dire che c'è un'emergenza democratica: DA CHE PULPITO VIENE LA
PREDICA!!
 
 
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1 maggio 2006 0:00
Nassirya
 
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