Nessuno vivi
Nessuno vivi
La frequentazione a questo "Forum di Discussione", dove tutti liberamente e disinvoltamente ostentano sé stessi ed il proprio pensiero, mi induce a fare alcune considerazioni sull'anonimato. Probabilmente ovvie per molti, a certe implicanze io non avevo mai pensato, e voglio riportarle qui sperando possano essere interessanti anche per altri.
Nelle regole del "Forum", dicevo, c'è grande libertà di espressione ed una censura tanto discreta da apparire inesistente. In più, un rigoroso anonimato è assicurato ai partecipanti e sempre rispettato. Con tali garanzie, molti superano le personali inibizioni e si esprimono per quello che sentono, finalmente liberi per una volta, da condizionamenti e tabù.
Diventa allora intrigante l'analizzare il "chi è" dell' "espressione anonima autorizzata".
Innanzi tutto si rimane "persona". I partecipanti alla discussione non si presentano, non tracciano nemmeno un abbozzo di profilo autobiografico eppure, perfetti sconosciuti, barattano pareri e riflessioni sul tema proposto e fanno cultura, seppure "sui generis", ma si lanciano anche insulti e si scambiano complimenti ed apprezzamenti personali così e più francamente di come farebbero seduti tutti assieme in un salotto o al tavolino del bar.
In una qualche altra maniera invece, nel "Forum" si cessa di esistere. Infatti non si è al cospetto di individui, completi di quelle infinite sfumature che solo prese tutte assieme distinguono un essere umano dall'altro, ma piuttosto di fronte a semplici spettri, ombre di qualcuno che forse c'è, ma potrebbe non esserci, o essere differente da come appare. Ognuno è composto da uno pseudonimo, archetipo di esistenza, rivestito di poche parole, quelle dell'intervento apparso in rete e completato da tutto quanto la nostra fantasia è capace di immaginare e ricamare sulla scorta di quelle miserrime informazioni. Certamente la figura che ne deriva è tutt'altra cosa dallo sconosciuto Sempronio che nella realtà si cela dietro quello pseudonimo.
Eppure questo nostro interlocutore ce lo figuriamo abbastanza reale da meritare stima o disprezzo, il formale "Lei" o il familiare "tu", persona cui accordare la nostra fiducia o al contrario sospettare e guardarsi, degno di alleanza o oggetto di indifferenza, ostilità, odio.
Nella realtà mediatica di un "Forum di Discussione", diventiamo persone concrete pur, rigorosamente e coscientemente, non esistendo affatto.
Siamo insomma dei "nessuno". Ma "vivi", nonostante tutto. "Nessuno vivi", appunto.
Ripensando ad uno dei miei detrattori più accaniti, ed al suo esagerare nel dileggiarmi:
«Roba da denunciarlo! - mi dicevo, inviperito - e mandarlo in galera!».
Ma chi?... ho poi riflettuto. Alcune parole affidate all'etere ed ai circuiti silicei di un microcip che inveiscono contro altre frasi incontrate nello stesso surreale piano di esistenza?... Un mucchietto di impulsi elettrici senza consistenza materiale annidato con un nome convenzionale nella memoria virtuale di un computer collegato in rete che manda in gattabuia un insieme simile?... Un nulla noto, l'Io artefatto del "Forum" che fa a pugni con un altro nulla, per giunta ignoto?...
Fantafilosofia e nient'altro!... stupidi vaneggiamenti!... Oppure.
Mi balza alla mente Flatlandia, il mitico mondo con solo due dimensioni concepito e magistralmente descritto da Abbott. Tutto vi accade come nel nostro mondo fisico tridimensionale, ma con le particolarità legate al fatto che lì le dimensioni disponibili sono solo due.un mondo senza profondità né spessore.
Chissà che questa dei "Forum" non sia una realtà analoga a Flatlandia, l'intersezione del mondo degli uomini con la stesura virtuale di un programma elaborativo per computer, dove le persone restano riconoscibili pur private della più parte delle caratteristiche del loro essere?
Non è così incredibile!, in fondo, anche la cinematografia non è che proiezione bidimensionale di certe vicende umane!
L'analogia potrebbe essere spinta oltre. Come nel mondo di Abbott i corpi solidi manifestano il loro passaggio come la sequenza di immagini di una TAC, così nell'universo dei "Forum" la personalità di ognuno viene per così dire "indagata" attraverso l'argomento che si sta trattando "affettata", in un intervento dopo l'altro, nelle le parole, gli errori di ortografia, le emozioni che vi si intuiscono dentro. Ogni "fetta" è reale e schietta, ognuna di per sé inconsistente eppure partecipe della vera realtà di quel "qualcuno", composto di infiniti "nessuno" .
Ed il resto?
Ormai oziosamente, continuo a fantasticare: la Signora che ieri sera ho contattato (ma era una Signora?... non c'è modo di saperlo!), diventerà essere umano se ne toccherò il cuore, femmina se intersecherò l'utero, sorriso se scriveremo insieme poesie, e amore se riusciremo a sfiorarci, con qualche centinaio di Kilobytes, la parte più misteriosa dell'anima!
Strano mondo, quello dell'elettronica. non ci avevo mai pensato. Innumerevoli miliardi di elettroni che corrono più del vento in infinitesimi fili conduttori. per condurci esattamente dove ci porta lo sguardo furtivo che osiamo lanciare alla vicina di casa!
Mi scuoto dai sogni e rifletto: è possibile che lì dentro, in questa scatola grigia di cip e transistori ci sia invece tutto il senso degli infiniti universi "paralleli" così tante volte immaginati da fior fiore di scrittori?..
Mah!... Questo volo qui, lo spiccheremo un'altra volta.
Lucio Musto 02 ottobre 2005 parole 810
La frequentazione a questo "Forum di Discussione", dove tutti liberamente e disinvoltamente ostentano sé stessi ed il proprio pensiero, mi induce a fare alcune considerazioni sull'anonimato. Probabilmente ovvie per molti, a certe implicanze io non avevo mai pensato, e voglio riportarle qui sperando possano essere interessanti anche per altri.
Nelle regole del "Forum", dicevo, c'è grande libertà di espressione ed una censura tanto discreta da apparire inesistente. In più, un rigoroso anonimato è assicurato ai partecipanti e sempre rispettato. Con tali garanzie, molti superano le personali inibizioni e si esprimono per quello che sentono, finalmente liberi per una volta, da condizionamenti e tabù.
Diventa allora intrigante l'analizzare il "chi è" dell' "espressione anonima autorizzata".
Innanzi tutto si rimane "persona". I partecipanti alla discussione non si presentano, non tracciano nemmeno un abbozzo di profilo autobiografico eppure, perfetti sconosciuti, barattano pareri e riflessioni sul tema proposto e fanno cultura, seppure "sui generis", ma si lanciano anche insulti e si scambiano complimenti ed apprezzamenti personali così e più francamente di come farebbero seduti tutti assieme in un salotto o al tavolino del bar.
In una qualche altra maniera invece, nel "Forum" si cessa di esistere. Infatti non si è al cospetto di individui, completi di quelle infinite sfumature che solo prese tutte assieme distinguono un essere umano dall'altro, ma piuttosto di fronte a semplici spettri, ombre di qualcuno che forse c'è, ma potrebbe non esserci, o essere differente da come appare. Ognuno è composto da uno pseudonimo, archetipo di esistenza, rivestito di poche parole, quelle dell'intervento apparso in rete e completato da tutto quanto la nostra fantasia è capace di immaginare e ricamare sulla scorta di quelle miserrime informazioni. Certamente la figura che ne deriva è tutt'altra cosa dallo sconosciuto Sempronio che nella realtà si cela dietro quello pseudonimo.
Eppure questo nostro interlocutore ce lo figuriamo abbastanza reale da meritare stima o disprezzo, il formale "Lei" o il familiare "tu", persona cui accordare la nostra fiducia o al contrario sospettare e guardarsi, degno di alleanza o oggetto di indifferenza, ostilità, odio.
Nella realtà mediatica di un "Forum di Discussione", diventiamo persone concrete pur, rigorosamente e coscientemente, non esistendo affatto.
Siamo insomma dei "nessuno". Ma "vivi", nonostante tutto. "Nessuno vivi", appunto.
Ripensando ad uno dei miei detrattori più accaniti, ed al suo esagerare nel dileggiarmi:
«Roba da denunciarlo! - mi dicevo, inviperito - e mandarlo in galera!».
Ma chi?... ho poi riflettuto. Alcune parole affidate all'etere ed ai circuiti silicei di un microcip che inveiscono contro altre frasi incontrate nello stesso surreale piano di esistenza?... Un mucchietto di impulsi elettrici senza consistenza materiale annidato con un nome convenzionale nella memoria virtuale di un computer collegato in rete che manda in gattabuia un insieme simile?... Un nulla noto, l'Io artefatto del "Forum" che fa a pugni con un altro nulla, per giunta ignoto?...
Fantafilosofia e nient'altro!... stupidi vaneggiamenti!... Oppure.
Mi balza alla mente Flatlandia, il mitico mondo con solo due dimensioni concepito e magistralmente descritto da Abbott. Tutto vi accade come nel nostro mondo fisico tridimensionale, ma con le particolarità legate al fatto che lì le dimensioni disponibili sono solo due.un mondo senza profondità né spessore.
Chissà che questa dei "Forum" non sia una realtà analoga a Flatlandia, l'intersezione del mondo degli uomini con la stesura virtuale di un programma elaborativo per computer, dove le persone restano riconoscibili pur private della più parte delle caratteristiche del loro essere?
Non è così incredibile!, in fondo, anche la cinematografia non è che proiezione bidimensionale di certe vicende umane!
L'analogia potrebbe essere spinta oltre. Come nel mondo di Abbott i corpi solidi manifestano il loro passaggio come la sequenza di immagini di una TAC, così nell'universo dei "Forum" la personalità di ognuno viene per così dire "indagata" attraverso l'argomento che si sta trattando "affettata", in un intervento dopo l'altro, nelle le parole, gli errori di ortografia, le emozioni che vi si intuiscono dentro. Ogni "fetta" è reale e schietta, ognuna di per sé inconsistente eppure partecipe della vera realtà di quel "qualcuno", composto di infiniti "nessuno" .
Ed il resto?
Ormai oziosamente, continuo a fantasticare: la Signora che ieri sera ho contattato (ma era una Signora?... non c'è modo di saperlo!), diventerà essere umano se ne toccherò il cuore, femmina se intersecherò l'utero, sorriso se scriveremo insieme poesie, e amore se riusciremo a sfiorarci, con qualche centinaio di Kilobytes, la parte più misteriosa dell'anima!
Strano mondo, quello dell'elettronica. non ci avevo mai pensato. Innumerevoli miliardi di elettroni che corrono più del vento in infinitesimi fili conduttori. per condurci esattamente dove ci porta lo sguardo furtivo che osiamo lanciare alla vicina di casa!
Mi scuoto dai sogni e rifletto: è possibile che lì dentro, in questa scatola grigia di cip e transistori ci sia invece tutto il senso degli infiniti universi "paralleli" così tante volte immaginati da fior fiore di scrittori?..
Mah!... Questo volo qui, lo spiccheremo un'altra volta.
Lucio Musto 02 ottobre 2005 parole 810