No ai politici di professione, anzi si!
Ciriaco De Mita
Nato a Nusco il 28 febbraio 1928 è stato tra i maggiori esponenti della sinistra democristiana.
Nel 1963 venne eletto deputato per la prima volta.
Giuseppe Provenzano
Giuseppe Provenzano (Palermo, 16 dicembre 1946) è un politico, accademico e imprenditore italiano. È attualmente professore ordinario di finanza aziendale presso l'Università degli Studi di Brescia; la sua notorietà è tuttavia principalmente legata alla sua esperienza quale presidente della regione Sicilia dal 1996 al 1998 e assessore regionale alla sanità.
Nell'anno 1984 viene emesso un mandato di custodia cautelare nei suoi confronti, firmato da Giovanni Falcone per avere intrattenuto rapporti con la moglie del boss mafioso omonimo Bernardo Provenzano, quale commercialista della donna. Dopo meno di una settimana lo stesso Giovanni Falcone lo scagionerà e ordinerà il suo rilascio in quanto estraneo ai fatti a lui contestati. Alcuni anni dopo lo stesso Falcone lo nominerà suo perito per alcuni importanti processi anti-mafia [citazione necessaria]
Dal dibattimento in aula, tuttavia, è emerso chiaramente che Giuseppe Provenzano ha collaborato per anni all'amministrazione dei beni e del denaro della signora Saveria Benedetta Palazzolo, di professione camiciaia e nullatenente, moglie del noto boss di Cosa Nostra Bernardo Provenzano, per somme di denaro che si aggirano nell'ordine di diverse miliardi di lire.
La sentenza del giudice del pool Antimafia Giuseppe Di Lello recita a proposito:
"Emerge chiaramente che l'imputato era entrato in contatto con la Palazzolo attreverso il padre e che quest'ultimo doveva essere ben consapevole della provenienza illecita del denaro della Palazzolo, ovvero di Bernardo Provenzano [...] Giuseppe Provenzano è da ritenersi una sorta di consigliere della famiglia dei corleonesi [...] ma, non essendoci prove sufficienti della conoscenza da parte del Provenzano, della illiceità delle somme, si reputa conforme a giustizia prosciogliere l'imputato".
(Tribunale di Palermo, Ufficio istruzione, sentenza ordinanza contro Cattaneo Renzo + 23, 23 novembre 1989)
Isaia Kwick Zingaro ROM
Nato a Nusco il 28 febbraio 1928 è stato tra i maggiori esponenti della sinistra democristiana.
Nel 1963 venne eletto deputato per la prima volta.
Giuseppe Provenzano
Giuseppe Provenzano (Palermo, 16 dicembre 1946) è un politico, accademico e imprenditore italiano. È attualmente professore ordinario di finanza aziendale presso l'Università degli Studi di Brescia; la sua notorietà è tuttavia principalmente legata alla sua esperienza quale presidente della regione Sicilia dal 1996 al 1998 e assessore regionale alla sanità.
Nell'anno 1984 viene emesso un mandato di custodia cautelare nei suoi confronti, firmato da Giovanni Falcone per avere intrattenuto rapporti con la moglie del boss mafioso omonimo Bernardo Provenzano, quale commercialista della donna. Dopo meno di una settimana lo stesso Giovanni Falcone lo scagionerà e ordinerà il suo rilascio in quanto estraneo ai fatti a lui contestati. Alcuni anni dopo lo stesso Falcone lo nominerà suo perito per alcuni importanti processi anti-mafia [citazione necessaria]
Dal dibattimento in aula, tuttavia, è emerso chiaramente che Giuseppe Provenzano ha collaborato per anni all'amministrazione dei beni e del denaro della signora Saveria Benedetta Palazzolo, di professione camiciaia e nullatenente, moglie del noto boss di Cosa Nostra Bernardo Provenzano, per somme di denaro che si aggirano nell'ordine di diverse miliardi di lire.
La sentenza del giudice del pool Antimafia Giuseppe Di Lello recita a proposito:
"Emerge chiaramente che l'imputato era entrato in contatto con la Palazzolo attreverso il padre e che quest'ultimo doveva essere ben consapevole della provenienza illecita del denaro della Palazzolo, ovvero di Bernardo Provenzano [...] Giuseppe Provenzano è da ritenersi una sorta di consigliere della famiglia dei corleonesi [...] ma, non essendoci prove sufficienti della conoscenza da parte del Provenzano, della illiceità delle somme, si reputa conforme a giustizia prosciogliere l'imputato".
(Tribunale di Palermo, Ufficio istruzione, sentenza ordinanza contro Cattaneo Renzo + 23, 23 novembre 1989)
Isaia Kwick Zingaro ROM