NO A TRIVELLAZIONI OFF SHORE NEL MARE PUGLIESE
Dal sito www.gevam.it riporto la notizia che segue che mi sembra consolante e importante alla luce dei fatti del Golfo del Messico.
Il Tar ha accolto il ricorso della Regione Puglia e blocca le trivellazioni off shore tra Brindisi e Monopoli
Fonte: Ecoblog, http://www.ecoblog.it
L’assessore regionale pugliese all’Ambiente, Lorenzo Nicastro, ha reso noto oggi che il Tar della Puglia ha accolto il ricorso della Regione contro il decreto di VIA che dava l’ok a Northern Petroleum per l’esecuzione di sondaggi geosismici per la ricerca di idrocarburi al largo delle coste tra Monopoli e Brindisi.
Interessante il ragionamento giuridico contenuto nel ricorso della Regione, accettato dal Tar. Lo spiega lo stesso Nicastro:
La Regione ha eccepito il fatto che la società inglese abbia presentato diverse istanze di VIA, tutte in un fazzoletto di mare, eludendo, di fatto, la normativa nazionale sulla VIA che obbliga i proponenti a tener conto del complessivo contesto ambientale in cui l’opera viene inserita
E il Tar avrebbe dato ragione a questa impostazione:
La pronuncia fissa dei principi parzialmente innovativi in ordine alla necessità di eseguire una Valutazione cumulativa in relazione a progetti che, pur risultando funzionalmente autonomi, possono risultare interferenti o reciprocamente interdipendenti dal punto di vista dell’incidenza sulle matrici ambientali
Il Tar ha accolto il ricorso della Regione Puglia e blocca le trivellazioni off shore tra Brindisi e Monopoli
Fonte: Ecoblog, http://www.ecoblog.it
L’assessore regionale pugliese all’Ambiente, Lorenzo Nicastro, ha reso noto oggi che il Tar della Puglia ha accolto il ricorso della Regione contro il decreto di VIA che dava l’ok a Northern Petroleum per l’esecuzione di sondaggi geosismici per la ricerca di idrocarburi al largo delle coste tra Monopoli e Brindisi.
Interessante il ragionamento giuridico contenuto nel ricorso della Regione, accettato dal Tar. Lo spiega lo stesso Nicastro:
La Regione ha eccepito il fatto che la società inglese abbia presentato diverse istanze di VIA, tutte in un fazzoletto di mare, eludendo, di fatto, la normativa nazionale sulla VIA che obbliga i proponenti a tener conto del complessivo contesto ambientale in cui l’opera viene inserita
E il Tar avrebbe dato ragione a questa impostazione:
La pronuncia fissa dei principi parzialmente innovativi in ordine alla necessità di eseguire una Valutazione cumulativa in relazione a progetti che, pur risultando funzionalmente autonomi, possono risultare interferenti o reciprocamente interdipendenti dal punto di vista dell’incidenza sulle matrici ambientali