NON ESISTONO SOLO I TERRORISTI
SI SENTE PARLARE SONO DEI DANNI SUBITI DAL LIBANO E DAI TERRORISTI HEZBOLLA
Non una parola sul fatto che da Gaza sono stati lanciati mille missili sul sud di Israele e le città meridionali sono diventate città fantasma.
Non una parola sul fatto che dal Libano sono stati lanciati duemila missili contro Israele e che il 15% della popolazione del paese, un milione e cinquantamila persone, vive nei rifugi.
Non una parola sui duecentocinquantamila israeliani che hanno dovuto abbandonare le loro case e che sono divenuti rifugiati in zone del centro del paese.
Non una parola sul fatto che l'economia al sud e al nord di Israele non esiste più e che il turismo non esiste più.
Non una parola sul motivo per il quale un paese membro delle Nazioni Unite (Israele) viene attaccato da uno, o meglio, da tre stati vicini (Libano, Siria e Iran) e il resto del mondo non interviene a difenderlo.
Queste parole mancate dimostrano una volta di più che anche gli italiani sono vittime di bombardamenti: quelli di una informazione che fa semplicemente scomparire Israele e quanto avviene in Israele, che è del resto la strategia necessaria per poter propalare idiozie sulla sproporzione della risposta di Israele.
Ecco perché sono spariti i tremila missili che stanno devastando Israele, sono sparite le città devastate, sono spariti i rifugiati, sono sparite le rovine dell'economia, sono sparite le sempre più numerose dichiarazioni della volontà di distruggere Israele che accompagnano ciascuno di queste migliaia di missili.
Chiedo ai veri "resistenti" rimasti, a quei pochi sopravvissuti curiosi indagatori dello spazio e della realtà circostante, di fare qualcosa per aiutare i 250.000 profughi israeliani e di chiedere alle Autorità di fare altrettanto, stabilendo così un principio di reale uguaglianza tra i popoli.
Non una parola sul fatto che da Gaza sono stati lanciati mille missili sul sud di Israele e le città meridionali sono diventate città fantasma.
Non una parola sul fatto che dal Libano sono stati lanciati duemila missili contro Israele e che il 15% della popolazione del paese, un milione e cinquantamila persone, vive nei rifugi.
Non una parola sui duecentocinquantamila israeliani che hanno dovuto abbandonare le loro case e che sono divenuti rifugiati in zone del centro del paese.
Non una parola sul fatto che l'economia al sud e al nord di Israele non esiste più e che il turismo non esiste più.
Non una parola sul motivo per il quale un paese membro delle Nazioni Unite (Israele) viene attaccato da uno, o meglio, da tre stati vicini (Libano, Siria e Iran) e il resto del mondo non interviene a difenderlo.
Queste parole mancate dimostrano una volta di più che anche gli italiani sono vittime di bombardamenti: quelli di una informazione che fa semplicemente scomparire Israele e quanto avviene in Israele, che è del resto la strategia necessaria per poter propalare idiozie sulla sproporzione della risposta di Israele.
Ecco perché sono spariti i tremila missili che stanno devastando Israele, sono sparite le città devastate, sono spariti i rifugiati, sono sparite le rovine dell'economia, sono sparite le sempre più numerose dichiarazioni della volontà di distruggere Israele che accompagnano ciascuno di queste migliaia di missili.
Chiedo ai veri "resistenti" rimasti, a quei pochi sopravvissuti curiosi indagatori dello spazio e della realtà circostante, di fare qualcosa per aiutare i 250.000 profughi israeliani e di chiedere alle Autorità di fare altrettanto, stabilendo così un principio di reale uguaglianza tra i popoli.