Domenica 21 giugno 2026
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Non siamo pronti per una vera laicità liberale! Una piccola dimostrazione, in occasione della vicenda del sequestro forum ADUC.

Enrico Falcinelli · · 0 interventi
Ponendo fine ad una recente "diatriba" teatrata nel forum http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=161507&L1=0
intendo chiedere pubblicamente scusa al signor Abraham, che non conosco e che voglio ritenere sia quello che dichiara d' essere e nel modo in cui si presenta (ebreo di origine e di cultura), seppure in realtà possa essere solo l'avatar di uno dei tanti che circolano in questo forum che si è tolto lo schiribizzo di presentarsi in una diversa veste; ma non è questo che ora interessa.

Alle prime battute degli interventi, con lui, ho cercato di puntare sull'apporto esperienziale della storia, secondo il quale sarebbe opportuno guardare gli sbagli del passato per non ricompierli oggi.
Si noti: questo è quanto va collocato alle fondamenta della struttura libertaria che si vorrebbe realizzare, soprattutto se di natura laica.
Premetto che non credo nel metodo adottato per realizzare tale struttura, metodo che esclude l'apporto dell'istanza morale di carattere sia naturale che esperienziale (ad es., le nostre tradizioni e la religiosità) a causa della tendenza relativistica odierna.

Poi, il signor Abraham poneva alla deriva il discorso ostentando, come mi aspettavo, difesa personale dietro le retiterazioni di quanto già affermato da lui nei primi interventi contro il cattolicesimo.
L'unica maniera per dar valore a quanto avrei voluto comunicare era il litigio (considerando l'inutilità di diversi approcci in passato) , al fine di far prevalere ciò che esattamente prevale in un rapporto dialettico, soprattutto in un media come un forum, ovvero, l'amor proprio e la persistenza nella "sicurezza" garantita dall'ostentazione campanilista (cioè, il restare con i piedi sulla stessa mattonella è più sicuro che spostrasi su quella prossima, che non conosciamo ancora).

Ora posso chiedere al signor Abraham se pensa di aver guadagnato qualcosa e cosa lascia uno scontro tale per sé stessi, (così come potrebbe essere accaduto con un qualsiasi altro) scontro di valore aggiunto, se veramente è il caso ch'egli sia ebreo (quindi di base culturale forte, onorabile, e diversa dalla nostra) tale che vale a dimostrare come sia ancor più difficile il rapportarsi come difficoltosamente sappiamo rapportarci l'un con gli altri di già tra noi stessi che siamo concittadini italiani da generazioni e dovremmo intenderci ancor meglio o, perlomeno, limitarci nelle invettive.

L'occasione d'oro sprecata è stata quella di poter inserirsi in un discorso dove l'aspetto multiculturale avrebbe valorizzato il tema del forum in questione. Non sarebbe importato, quindi il prevalere di una ragione - cosa lungi dal poterlo credere, se non per grazia di Dio - ma avrebbe avuto estremo significato il fatto di esser riusciti a comunicare "libertariamente" tra persone della stessa e diversa cultura contemporaneamente, senza la dominante del campanilismo.

Proprio in occasione delle ultime vicende sul sequestro dei forum dell'ADUC, avvenuto in base a qualche denuncia riguardo i contenuti, colgo l'occasione di ricordare quanto sarebbe OBIETTIVO e OGGETTIVO il fatto di attenersi al contesto del discorso secondo un'analisi ugualmente oggettiva, per quanto possibile, lasciando fuori quei sentimenti e quei preconcetti personali, seppur brucianti, onde evitare cadute come quelle che portano inevitabilmente al sequestro di forum per ragioni di sicurezza da parte dell'Ordine costituito.

Tale Ordine ha un senso, purtroppo, perché la sua esistenza rappresenta la nostra rivelata e dimostrata incapacità (il litigio con il signor Abraham, che avrei potuto evitare volendolo, è un esempio) di sostenere quella libertarietà che auspichiamo e che immaginiamo di poter facilmente interpretare nel ruolo di liberi cittadini capaci di sostenere laicamente una realtà di pace anche senza norme morali particolari.
Ripeto, io non credo a questo, perché ne siamo incapaci e sempre lo saremo se non consideriamo seriamente il nostro aspetto ontologico: l'aspetto morale.
La religiosità ha un gran valore per noi, qualsiasi essa sia, e l'aspetto della sacralità immanente ci aiuta a vivere il reale in modo più concreto, ovvero, attinente al nostro modo reale di essere, uomini portati alla conservazione dell'amor proprio e ad esasperare quello che ritengono sia l'onore, arrivando a vanificare il significato reale del concetto di libertà. Tale senso religioso ci offre il punto esterno a cui aggrapparsi, perché aggrappandoci a noi stessi cadremmo inesorabilmente. Non possiamo trascurare l'aspetto ontologico di noi perché esso è realtà come la nostra fisicità.
Solo a condizione di sostenersi ad un punto esterno a noi - come appunto l'Immanente percepibile dal nostro naturale senso religioso - accetteremmo di poter perdere qualcosa come un po' del nostro amor proprio e della nostra individualità egoistica e ci renderemmo molto più idonei a quella agognata condizione liberale capace di mantenere quelle promesse che per ora si scrivono solo sulla carta. Solo perdendo quel "qualcosa" acquisteremmo molto di più!

Chiedo ancora scusa al signor Abraham per il "magone" creatogli ma, da ricercatore e studioso del Sociale, mi son lasciato prendere la mano nel tentativo affettivo per tutti quanti circolano in questo forum che frequento da più di un anno, di lasciare ancora una volta un contributo, seppur a livello dialettico, ringraziando per quanto il rapporto con voi tutti sia per me di incremento nell'esperienza di quella che è per tutti la scuola di vita.

Saluti a lei, signor Abraham e a tutti .
❤️
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