Giovedì 25 giugno 2026
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NOTAI - Liberalizzare, liberalizzare, liberalizzare.

Francesco · · 16 interventi
I notai hanno protestato recentemente, come altre categorie di lavoratori autonomi, per il decreto Bersani, allarmati dalla puntura di spillo della sottrazione alla loro attività dell'esclusiva nella alienazione di auto e motorini.
Curiosando nel Web si viene a conoscenza di una situazione di questo tipo:
1) "Sapete chi è sull'inarrivabile vetta dei redditi dei lavoratori autonomi? I notai. E soprattutto sapete con quale cifra media? 428.497 euro all'anno, come dire una settantina di milioni al mese procapite delle ex lire. (repubblica.it);
2) "Ben saldi in testa alla classifica dei redditi dichiarati ci sono i notai, che in Lombardia arrivano a 630.000 euro all'anno"(lavoro.economia.alice.it).
Anche per i notai i redditi stratosferici sono la diretta conseguenza del numero chiuso di accesso alla professione.
Nessuna ragione economica può giustificare il mantenimento del numero chiuso. Perché mai solo una parte di quelli che superano le prove del concorso possono esercitare la professione, in relazione ai posti messi a concorso?
Anche riguardo alle loro parcelle ci sarebbe molto da dire. Perché un notaio, per esempio, deve commisurare il suo guadagno al valore del bene oggetto di una compravendita? Se il valore è 50.000 Euro o 1.000.000 di Euro il testo dell'atto è identico ed identiche sono le "difficoltà" di redazione.
Una liberalizzazione dell'accesso alla professione comporterebbe senza dubbio un aumento delle possibilità di lavoro per i laureati in giurisprudenza.
Il problema dei notai (e di qualche altra categoria protetta) doveva essere affrontato certamente prima di quello dei tassisti.
❤️
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