Mercoledì 1 luglio 2026
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nuove norme sulla guida in stao d'ebbrezza

LG · · 4 interventi
Buongiorno a tutti, mi chiamo LG. Durante le Feste, rientrando da una cena tra amici, in corrispondenza di una curva ghiacciata sono finito fuori strada.
All'arrivo della pattuglia dei Carabinieri sono stato sottoposto ad accertamento del tasso alcoolimetrico, risultando positivo.

Non nego di aver bevuto troppo e riconosco di aver compiuto una gravissima imprudenza che avrebbe potuto costare la vita a me o ad altri. Quindi mi ritengo fortunato, pur precisando che il danno effettivamente cagionato si è limitato ad aver piegato una rete di cinta.

In base alla nuova normativa voluta dal Ministro Bianchi circa tre mesi or sono, rischio fino a due anni di sospensione della patente di guida. Sono il primo a sostenere che non ci si mette al volante dopo aver bevuto e che la guida in stato d'ebbrezza è causa del 40% degli incidenti stradali nel nostro Paese. Verissimo.

Il punto è che lavorando fuori sede, sarò costretto a soggiornare in hotel o prendere un appartamento in affitto per tutta la durata del provvedimento. Oltre al costo che ciò comporterà e che grazie a Dio posso accollarmi, ciò mi impedirà di vedere la mia famiglia dal lunedì al venerdì. I

n pratica come se fossi in collegio, o al confino, per settecentotrenta lunghissimi giorni.

Inoltre, il mio lavoro di responsabile commerciale estero richiede comunque l'utilizzo della vettura. Non potendo utilizzarla subirò gravissimi pregiudizi alla carriera e molto probabilmente dovrò trasferirmi in un altro Paese, al di fuori della Comunità Europea, dove io
possa guidare e lavorare, dato che il venditore è l'unico lavoro che so svolgere.

In altre parole, se mi dessero due anni di carcere, le conseguenze non sarebbe poi tanto diverse. Oltretutto, i detenuti hanno diritto a sconti di pena, che nel mio caso vengono invece concessi assai di rado.

Non sono un alcolista ed ho alle spalle vent'anni di guida percorrendo in media 40.000 km/anno senza aver mai cagionato incidenti, tranne un unico coinvolgimento in un tamponamento a catena senza conseguenze, più di dieci anni fa.

Sono una persona stimata sia professionalmente che umanamente e francamente non credo di meritarmi un torto tanto grave da parte del mio Paese.

Fino a tre mesi fa, chi in stato di ebbrezza uccideva qualcuno in un incidente, veniva sottoposto ad un anno di sospensione. Io ho divelto una rete e ne rischio fino a due. Non credo sia giusto. Si tratta di un inasprimento iniquo, come spesso accade a quelli emessi sull'onda emotiva di gravi accadimenti.

Più che di un effetto deterrente, questa norma crea un effetto deprimente, demoralizzante, ti toglie il gusto della vita. Com'è bello questo Stato che a trentott'anni ti distrugge la carriera per una rete danneggiata, ma permette ai veri delinquenti di farla franca.

Comprendo perfettamente che il Ministro Bianchi abbia irrigidito le
> sanzioni al fine di limitare le cosiddette stragi del sabato sera, ma credo che la cura, come spesso avviene in Italia, sia molto peggio del male.
Mi rendo conto di sembrare un pò l'avvocato del diavolo, ma mi chiedo che
senso abbia sospendere per periodi così lunghi ed afflittivi la patente di chi non ha cagionato danni a persone.

Credo che il vero rimedio non stia nella sospensione tanto prolungata, quanto nel controllo sistematico del tasso alcoolimetrico, mensile o anche quindicinale, di chi ha commesso l'infrazione. Se osserviamo i casi eclatanti che hanno provocato l'inasprimento della norma, i responsabili sono quasi sempre alcolisti cronici o tossicodipendenti a cui la patente è già stata ritirata e che nonostante questo continuano a circolare liberamente.

L'allungamento dei termini di sospensione non può sortire alcun effetto nei loro confronti. Essi continueranno a circolare anche senza patente, incuranti del provvedimento. L'unico rimedio efficace per bloccarli è quello di accertare sistematicamente per mesi o anni, che essi non abusino più di alcool o altre sostanze, pena il sequestro prolungato del mezzo, o come extrema ratio, il carcere.
Tali accertamenti non risultano assolutamente gravosi per chi, come me, non soffre di alcuna dipendenza ed eviterebbero conseguenze traumatiche per la vita privata e professionale. Oltretutto la sospensione della patente per due anni mi toglierebbe dimestichezza alla guida e renderebbe la mia condotta al volante effettivamente pericolosa.
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