Nuovo impianto eolico
Nella provincia bolognese, esattamente nel comune di San Benedetto Val di Sambro, si vuole costruire una nuova centrale eolica.
Fin qui nulla di male, anzi!
Il problema è che si vogliono costruire 24 pale di più di 100 metri di altezza, in una zona turistico-residenziale, parco naturale, zona di ripopolamento della fauna selvatica.
Alcune notizie potete trovarle sul sito
www.comitatomontedeicucchi.com
Ci chiediamo con quale criterio, se non i soldi che stanno girando, la Provincia abbia accettato questo impianto senza curarsi della zona di abitazioni che vi è sita, il disboscamento di grandi abetaie e faggeti, la perdita del silenzio e le emissioni di ultrasuoni e disturbi delle comunicazioni, lo spostamento delle strade per le condutture dei cavi, la rovina della zona archeologica romana, e soprattutto la perdita degli animali che lì vivono e si riproducono (anche in zona recintata proprio atta al ripopolamento e la cura) come cervi, camosci, istrici, aquile, lupi, volpi, tassi e simili.
Uno scempio della natura che basterebbe spostare di qualche chilometro, e magari incrementare la già esistente centrale eolica di Monte Galletto che esiste nello stesso Comune.
Infine, ma non ultimo problema, il grosso pericolo di frane che si creerebbe disboscando zone boscose dell'Appennino.
E' bene che tutti sappiano e esprimano un parere su questo tipo di intervento.
Fin qui nulla di male, anzi!
Il problema è che si vogliono costruire 24 pale di più di 100 metri di altezza, in una zona turistico-residenziale, parco naturale, zona di ripopolamento della fauna selvatica.
Alcune notizie potete trovarle sul sito
www.comitatomontedeicucchi.com
Ci chiediamo con quale criterio, se non i soldi che stanno girando, la Provincia abbia accettato questo impianto senza curarsi della zona di abitazioni che vi è sita, il disboscamento di grandi abetaie e faggeti, la perdita del silenzio e le emissioni di ultrasuoni e disturbi delle comunicazioni, lo spostamento delle strade per le condutture dei cavi, la rovina della zona archeologica romana, e soprattutto la perdita degli animali che lì vivono e si riproducono (anche in zona recintata proprio atta al ripopolamento e la cura) come cervi, camosci, istrici, aquile, lupi, volpi, tassi e simili.
Uno scempio della natura che basterebbe spostare di qualche chilometro, e magari incrementare la già esistente centrale eolica di Monte Galletto che esiste nello stesso Comune.
Infine, ma non ultimo problema, il grosso pericolo di frane che si creerebbe disboscando zone boscose dell'Appennino.
E' bene che tutti sappiano e esprimano un parere su questo tipo di intervento.